La teoria dello spillo
Recensione di: Federica Cervini
TRAMA:
GianMaria Strazzer lavora come guardiano in un supermercato di Milano.
Ma è anche il custode dei beni di un certo Tony Ebola: non proprio un tipo raccomandabile.
Che fine abbia fatto questo Ebola, con i suoi affari, non è cosa che interessi al nostro Strazzer, perché tanto ci sono io, il suo avvocato.
Non so neppure perchè lo rappresento, dato che non riesce mai a stare fuori dai guai.
Soprattutto adesso, mentre siamo sotto elezioni del nuovo sindaco di Milano e io lavoro per lo studio che rappresenta uno dei candidati.
E Strazzer che fa?
Finisce implicato in un ricatto che potrebbe mandare all’aria le intere elezioni e la mia carriera. Ma, dopo tutto, siamo a Milano e, in questa città, tutti devono sottostare ai dettami della teoria dello spillo.
RECENSIONE:
Avete mai letto un noir italiano che vi faccia al contempo vivere uno stato di tensione e sorridere, letteralmente a ogni pagina?
Questo è ciò che accade a chi legge “La teoria dello spillo”, l’avvincente e ironico noir di Michele Brusati ambientato nella Milano del 2015, quella che si divideva tra l’Expo e le comunali per l’elezione del nuovo sindaco, nel tentativo di fregare il prossimo sempre e comunque.
La rocambolesca coppia dei protagonisti principali è costituita da GianMaria Strazzer (colosso di quasi due metri “con due spalle degne di Frankenstein”) e dal suo avvocato. Sarà proprio quest’ultimo a raccontare tutta la vicenda in una girandola di situazioni surreali e personaggi talmente assurdi da risultare irresistibili ed estremamente coinvolgenti.
L’autore sceglie l’arma dell’ironia e del ritmo serrato per costruire una trama incredibile e stravagante in cui Strazzer, guardiano in un supermercato milanese, si trova coinvolto in un astuto ricatto che può persino far ribaltare l’esito dell’imminente elezione a sindaco di Milano. Accanto a lui c’è il fidato avvocato, voce narrante del noir, trascinato suo malgrado in un losco giro di minacce pericolose e al tempo stesso buffe.
Il tutto sostenuto da quella che viene denominata “La teoria dello spillo”, secondo la quale “a tirar giù uno spillo da questo finestrino, ora, a farlo cadere su Milano, può stare certo di una cosa: lo spillo beccherà un tizio intento a fregare qualcun altro. In questa città tutti si fregano a vicenda”.
La protagonista femminile del noir è proprio la città di Milano, la cui patina glamour e modaiola, tra realtà e finzione, ricopre un mix di illegalità, traffici, ambizione e politica, tutto sempre all’insegna del poterci in un modo o nell’altro guadagnare qualcosa.
Il tono scanzonato e irriverente con cui Michele Brusati dipinge sia la città che i milanesi nulla toglie all’intricata vicenda e al piacere del lettore di scoprire chi si muova dietro l’orribile ricatto e la morte del “sogno proibito degli Italiani”; la bellissima soubrette Leda Sabrini.
“Droga. Alcool. Pasticche. Cocaina. Debiti. Uomini sbagliati. Depressione. Gioco d’azzardo” c’è stato tutto il peggio nella breve vita di Leda, Strazzer vuole vendetta e non manca un bel colpo di scena finale a svelare chi si sia reso colpevole del delitto.
L’elemento chiave di “La teoria dello spillo” è la potentissima ironia dell’autore, surreale e crudele, unita alla costruzione di due personaggi del tutto antitetici, eppure entrambi travolgenti: da un lato Strazzer, imprevedibile e bizzarro, dall’altro l’avvocato, buono e onesto.
Diverte vederli procedere a braccetto nell’indagine, mentre vengono svelati gli scheletri nell’armadio dei due al ballottaggio per il posto di sindaco, e contemporaneamente vengono al lettore rivelati maneggi loschi e imbrogli di una città che sa “infighettare” quanto c’è di brutto per strada “per piacere a ogni costo”.
Michele Brusati sembra in conclusione avvisare il lettore di non prendersi troppo sul serio, perché “la vita è un ciclo: arriveranno altri sindaci, altri avvocati, altre campagne elettorali, altre lotte politiche. E noi siamo solo di passaggio”.
Traduzione: /
Editore: iDobloni Editore
Pagine: 248
Anno di pubblicazione: 2024
AUTORE:

Michele Brusati è piemontese, classe 1977.
Non sopporta le code alle poste, le birre artigianali, gli aperi-cena e le attese in ospedale.
Ancor peggio, non ne può più dei gialli scritti in fotocopia. Ah, odia le quarte copertine.
“La teoria dello spillo” è il suo primo romanzo.