L’oro degli Ustaša
Recensione di: Roberto Frazzetta
TRAMA:
Trieste 1945: caccia al tesoro sul confine
1987: una giornalista arriva in Paraguay per intervistare un miliardario dall’oscuro passato. Obiettivo: scoprire la verità su una vicenda dell’immediato dopoguerra, quando un gruppo di contrabbandieri triestini fu reclutato da un agente americano per trasportare un carico clandestino dal confine al porto. Ma la vera posta in gioco era l’oro del dittatore croato Pavelić. Nella partita a scacchi tra est e ovest, le pedine sono le prime a essere sacrificate.
RECENSIONE:
Una delle caratteristiche più straordinarie di questo romanzo breve “L’oro degli Ustaša” di Denise Antonietti è la scrittura fluente e decisa che si muove su due piani temporali riuscendo a restituire comunque una narrazione solida e avvincente. La spy story, che ha dei contrabbandieri come personaggi principali, trascina il lettore in atmosfere intense e ricche di tensione che riportano alla memoria un’Italia tutta da ricostruire, ancora vittima saccheggiata dei vincitori della Guerra.
Denise Antonietti riesce a restituire vividamente le atmosfere del dopoguerra, un periodo segnato da disperazione, necessità di sopravvivenza e un senso di fragilità che si respira tra le pagine di questa storia. I protagonisti, Sante, Branko, Italo e Mira e il Biondo americano che propone loro un lavoro, sono tutti descritti con una profondità singolare aderente al periodo storico, un perfetto dualismo tra disperazione e forza di resistere alle difficoltà del momento. Si crea così, un bilico emotivo che arricchisce la narrazione di tensione, la stessa che ancora si vive e percepisce nei ricordi e nei racconti delle vicende di quel periodo storico.
L’Oro degli Ustaša si distingue anche per la capacità di esplorare temi universali come l’amicizia di gruppo, gli amori inespressi e i legami nascosti che si tessono tra le righe, offrendo al lettore un quadro complesso e autentico delle relazioni umane in un contesto di grande instabilità. La città di Trieste, unica città italiana divisa per anni da un muro, fa da sfondo a questa trama avvolgente, diventando quasi un personaggio a sé stante, simbolo di divisione, speranza e ricostruzione.
Il ritmo serrato e l’accuratezza storica rendono questa narrazione un romanzo di spionaggio emozionante, dove ogni dettaglio contribuisce a creare un mosaico di intrighi e misteri, mantenendo alta la suspense fino all’ultima pagina. La capacità di Denise Antonietti di intrecciare passato e presente, tra caccia al tesoro e vicende di confine, rende questa lettura un’esperienza davvero originale.
Consiglio vivamente “L’Oro degli Ustaša” a chi ama le storie di spionaggio, di amicizia e di segreti nel contesto di una Trieste ancora intrisa di memorie e contrasti. Un’opera che fa riflettere sulla complessità della storia e sulle scelte umane, con uno stile impeccabile che rende ogni capitolo una piacevole lettura.
Editore: Delos Digital (collana Greyhound)
Pagine: 80
Anno di pubblicazione: 2025
AUTRICE:

Denise Antonietti, nata a Feltre, laureata in archeologia, vive tra Napoli e gli USA. Ha esordito con il romanzo Trans-Sibérien – Il mistero dell’oro degli Zar e pubblicato racconti in numerose antologie. Vincitrice del Premio Altieri 2023, sotto il nome Denise Jane ha inaugurato la serie Emerson Ray per Segretissimo Mondadori. Scrive recensioni e si occupa della segreteria del Festival del Giallo di Napoli.