Il mio nome è Emilia del Valle di Isabel Allende

Il mio nome è Emilia del Valle
“Quale insana follia portiamo nelle nostre anime? Questa brama di distruzione è il peccato originale.”

Il mio nome è Emilia Del Valle

Recensione di: Giorgia Gallerani

Trama:

Emilia del Valle Walsh nasce a San Francisco nel 1866. Sua madre, Molly Walsh, è una suora irlandese sedotta da un aristocratico cileno. Emilia cresce nel cuore di un umile quartiere messicano, diventando una giovane donna brillante e indipendente che sfida le norme sociali per perseguire la sua passione per la scrittura. Da giovanissima, inizia a scrivere romanzi d’avventura sotto lo pseudonimo di Brandon J. Price, ma la sua carriera decolla quando diventa editorialista al San Francisco Examiner. Emilia convince il suo editore a mandarla in Cile per coprire una guerra civile con interessi economici e politici statunitensi. Così, nel 1891, si ritrova a Santiago, una città sull’orlo del baratro.

Ospite della (già nota ai lettori) mitica Paulina del Valle, vive gli scontri in prima linea, s’innamora e riprende contatto con il padre biologico in punto di morte. Emilia dovrebbe tornare a San Francisco, anche per coronare il suo amore, ma decide prima di voler vedere una piccola proprietà terriera, l’unica eredità lasciatale dal padre, nei pressi del lago Pirihueico, in una zona disabitata di inviolata bellezza naturalistica.

Recensione:

Isabel Allend  in Il mio nome è Emilia Del Valle” torna con una protagonista femminile che incarna alla perfezione il cuore della sua narrativa: Emilia, una giovane donna ribelle, determinata, curiosa, che sfida il tempo in cui vive per costruire una vita autentica, libera e coerente con i suoi ideali. La storia si apre tra Cile, Irlanda e California sul finire dell’Ottocento e segue Emilia dalla sua infanzia difficile fino all’età adulta, tra viaggi, amori, dolore e battaglie (letterarie e reali).

Quello che colpisce fin da subito è il modo in cui Allende intreccia la storia personale della protagonista con il contesto storico più ampio: la guerra civile cilena, le tensioni tra classi sociali, il ruolo marginalizzato delle donne, il potere dell’informazione e della scrittura. Emilia non è solo una ragazza che cerca il proprio posto nel mondo; è anche una testimone e, col tempo, una narratrice della sua epoca. La scrittura, per lei, diventa uno strumento di emancipazione e affermazione, ma anche un modo per resistere, per non sparire nell’invisibilità a cui molte donne del suo tempo erano condannate.

“Il mio nome è Emilia Del Valle” è attraversato da una riflessione sottile e potente sulla memoria e sull’identità: chi siamo davvero? Quanto contano le nostre origini, i nostri legami di sangue, le nostre scelte? Emilia – come molte eroine di Allende – non si accontenta delle risposte semplici. Scava, cerca, si confronta. Il suo rapporto con la madre, Molly, una donna altrettanto indipendente e fuori dagli schemi, è uno dei fili emotivi più intensi del libro. Così come la scoperta, lenta e dolorosa, del padre biologico e delle radici cilene che riaffiorano, inevitabili, nella sua vita.

Allende scrive con la sua solita eleganza narrativa, ma stavolta il tono è più sobrio, quasi trattenuto. Meno barocco, più essenziale. Ci sono meno elementi magici, meno svolte romanzesche e più attenzione alla psicologia dei personaggi, ai dettagli quotidiani, alla verità dei gesti piccoli. Il risultato è un romanzo che si legge come un lungo racconto di formazione, ma anche come un omaggio alla forza delle donne, alla resilienza, alla necessità di raccontare la propria storia ad alta voce.

Non tutto scorre veloce: alcuni passaggi sono più descrittivi, alcuni dialoghi rallentano la lettura, ma forse è proprio questa lentezza che permette al lettore di restare accanto a Emilia, di maturare con lei, di comprenderne le scelte, le paure e il coraggio.

Alla fine del libro, resta un senso di pienezza. Come dopo un viaggio. “Il mio nome è Emilia del Valle” è un romanzo che non cerca di stupire, ma di restare. E ci riesce, con dolce ostinazione.

Editore: Feltrinelli

Pagine: 320

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Isabelle Allende

Isabel Allende è nata a Lima, in Perù, nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista. Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti. Con il suo primo romanzo, La casa degli spiriti del 1982 (Feltrinelli, 1983), si è subito affermata come una delle voci più importanti della narrativa contemporanea in lingua spagnola.

Con Feltrinelli ha pubblicato anche: D’amore e ombra (1985), Eva Luna (1988), Eva Luna racconta (1990), Il Piano infinito (1992), Paula (1995), Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci (1998), La figlia della fortuna (1999), Ritratto in seppia (2001), La città delle Bestie (2002), Il mio paese inventato (2003), Il Regno del Drago d’oro (2003), La Foresta dei pigmei (2004), Zorro. L’inizio di una leggenda (2005), Inés dell’anima mia (2006).

La somma dei giorni (2008), L’isola sotto il mare (2009), Il quaderno di Maya (2011), Le avventure di Aquila e Giaguaro (2012), Amore (2013), Il gioco di Ripper (2013), L’amante giapponese (2015), Oltre l’inverno (2017), Lungo petalo di mare (2019), Donne dell’anima mia (2020), Violeta (2022) e, per bambini, Perla, la cagnolina magica (2024) e Perla e il Pirata (2025).

Negli Audiolibri Emons Feltrinelli: La casa degli spiriti (letto da Valentina Carnelutti, 2012) e L’isola sotto il mare (letto da Valentina Carnelutti, 2010). Inoltre Feltrinelli ha pubblicato Per Paula. Lettere dal mondo (1997), che raccoglie le lettere ricevute da Isabel Allende dopo la pubblicazione di Paula, La vita secondo Isabel di Celia Correas Zapata (2001). Nel 2014 Obama l’ha premiata con la Medaglia presidenziale della libertà.

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