Le Chiavi del Cosmo di Glenn Cooper

Il cerchio dei giorni

Le chiavi del Cosmo

Recensione di: Federica Salzano, Alessandra Colombo, Giulia Capacchietti, Alessandra Boschini e Ilenia Ruzza

Trama:

Archeologo di fama, abituato ad affrontare ogni sfida con rigore accademico, David Birch non è nuovo ai misteri. Eppure lì, in un cunicolo mai esplorato di Derinkuyu – la leggendaria città sotterranea nel cuore della Cappadocia –, in cui nessuno metteva piede da oltre duemila anni, c’è qualcosa che sfugge a ogni logica. Tra la polvere giace infatti un congegno di bronzo, sul quale è incisa una mappa del mondo in cui compaiono tutti i continenti e gli oceani, anche quelli allora sconosciuti.

Per risolvere quell’enigma, David dovrà abbandonare tutte le sue certezze e intraprendere un viaggio che lo porterà dalla Turchia alla Grecia, dall’Inghilterra alla Germania, seguendo gli indizi lasciati dalle persone che nei secoli hanno custodito quel segreto. Perché ci sono oggetti troppo pericolosi per essere usati. Oggetti così potenti da racchiudere in sé passato, presente e futuro. Perché forse la nostra storia è già stata scritta. E chi troverà le chiavi leggerà il nostro destino.

RECENSIONE:

Glenn Cooper fa il suo ritorno in libreria con “Le chiavi del cosmo”, un’opera che rispecchia il suo stile inconfondibile, fondendo enigma, storia e sapere scientifico in modo avvincente. Sin dalle prime righe, il lettore viene immerso in un’atmosfera familiare ma allo stesso tempo inedita, dove antichi segreti e scoperte attuali si fondono, spingendoci a riconsiderare le nostre certezze. Cooper attinge a piene mani da teorie ai confini della scienza ed eventi storici poco indagati, trasformandoli con la sua maestria in un’avventura piena di colpi di scena.

In questo suo ultimo lavoro, è evidente la sua passione per quelle civiltà che, prima di noi, cercavano risposte scrutando il firmamento: dalle prime indagini celesti ai simboli incisi nella pietra, fino ai testi medievali che tentavano di interpretare l’enigma dell’universo. Cooper sfrutta questi elementi per creare un quadro ricco di dettagli, in cui la ricerca scientifica si lega a quesiti filosofici e a quella sottile inquietudine che sempre accompagna le domande sull’origine del creato.

Ne scaturisce una narrazione dal ritmo incalzante, che tuttavia stimola la mente. Mentre i protagonisti sono alla ricerca di segreti e rivelazioni, si delinea un tema più vasto: l’idea che il sapere—quello autentico, quello nascosto nei secoli—possa avere un effetto tale da cambiare radicalmente la nostra concezione del mondo. Ed è proprio questa sensazione, che cresce pagina dopo pagina, a rendere il romanzo ancora più coinvolgente.

Uno scavo archeologico in Turchia riporta alla luce un meccanismo che sembra un orologio ma che invece cela uno dei più grandi misteri dell’ingegneria ellenistica che si sia mai ritrovato. Certo di trovare tra i cunicoli ancora inesplorati dell’antica città di Derinkuyu parti ancora non saccheggiate e ambienti ricchi di manufatti non ancora scoperti, David Birch si ritrova invece tra le mani una strana scatola di legno perfettamente conservata, al cui interno viene scoperta una piastra di bronzo sulla cui superficie era incisa una mappa dettagliatissima, un planisfero raffigurante i contorni di masse continentali e oceani così come li conosciamo noi oggi. Tutti oggetti che risalgono a circa il 200 a.C.

Un oggetto molto antico ma al contempo estremamente moderno.

Da qui l’archeologo David Birch intraprende una serie di viaggi, che lo porteranno a viaggiare in Grecia, Inghilterra, Germania per scoprire la verità e forse salvare il mondo.

David Birch è docente di archeologia del Vicino Oriente ad Harvard. È un uomo di 46 anni anche se ne dimostra meno, occhi azzurro intenso e i capelli, una volta biondi, ora virano al grigio ma sono ancora lunghi e spesso raccolti in coda di cavallo. Corpo vigoroso e apparentemente atletico che a volte, nei cunicoli degli scavi, risulta poco pratico e d’impaccio, ma che scoprirà, quasi inaspettatamente, di aver buone prestazioni in caso di necessità, anche in mancanza d’allenamento.

Di carattere misurato e riflessivo, non è sicuramente incline alla collera e alla violenza, ma poi in casi di emergenza si dimostra capace di reagire con decisione e forza sovrastando l’avversario, capace di grande adattabilità alle situazioni avverse (riesce persino a trovarsi a suo agio nelle difficoltà della prigione). Ha esordi di carriera da enfant prodige, ma le varie guerre e la geopolitica estremamente variabile con il passare del tempo hanno rallentato il ritmo degli scavi e dei suoi studi.

Protestante di nascita ma ormai non più credente, si trova a relazionarsi con la giovane astronoma greca Eleni Lilliakis: pelle diafana, labbra pallide e capelli scuri, ellenista, fortemente credente così come i suoi genitori. Ragazza caparbia, istruita, molto legata alla sua famiglia. Decisa a ritrovare la macchina del destino non si ferma davanti a niente, è pronta a sfidare il mondo. Scopre però, in alcune situazioni, una inaspettata fragilità emotiva, superata sempre grazie all’intervento di David, il quale a sua volta scoprirà, dopo molti anni, di essere ancora capace di emozionarsi e di commuoversi.

Glenn Cooper ha confezionato per i suoi lettori un nuovo romanzo avventuroso che sicuramente convince e appassiona chi lo segue da sempre e ama il genere e il tipo di romanzo con cui lui si è sempre identificato. Una grande ricerca storico-geografica e approfondimenti su miti e antiche credenze donano credibilità e ricchezza di dettagli a tutta la storia. Cooper ci fa viaggiare, ci offre un’antica mappa come guida e ci porta alla scoperta di antichi luoghi ammantati di magia e mistero.

Ci fa quasi tornare sui banchi di scuola tra le pagine di un appassionante libro di storia che spazia tra epoche e popoli che vivevano addirittura nel 200 a.C. Lo stile di scrittura è inconfondibile, non si discosta dal ritmo narrativo incalzante e con frequenti cambi di ambientazione a cui i precedenti romanzi ci hanno abituato. La scrittura è fluida, chiara e molto scorrevole. I numerosi riferimenti storici accurati e approfonditi testimoniano la passione con cui l’autore si è dedicato alla fase di ricerca e documentazione. Tutti questi elementi insieme coinvolgono e incuriosiscono il lettore.

Il filo conduttore che collega tutti gli eventi è legato al mistero, al viaggio e al desiderio di comprendere quale sia il fine ultimo della grande scoperta fatta dall’archeologo David Birch in quella cavità sotterranea dimenticata dal mondo. Un mistero che unisce secoli e popoli nel comune obiettivo di salvare l’umanità.

Se tutti questi aspetti di sicuro possono convincere un potenziale lettore, si potrebbe però notare qualche eccesso di fantasia in alcuni punti che risultano un po’ forzati e qualche elemento che si è un po’ perso nella storia, dei piccoli vuoti da colmare che forse meritavano un ulteriore approfondimento. I protagonisti sono ben delineati ma abbastanza comuni. Nel complesso è un romanzo che troverà il riscontro positivo di chi ama le storie di archeologia e avventura, i viaggi a scopo di ricerca e le fughe azzardate, ritmo costante, ricchezza di ambientazioni e misteri che legano passato e presente.

Le chiavi del cosmo

“Le chiavi del cosmo” è un viaggio nel tempo e nello spazio, un percorso nella storia e nella mitologia, con uno sguardo all’astrofisica e all’archeologia non tralasciando nemmeno temi religiosi e filosofici. La ricerca delle chiavi in grado di mettere in moto il meccanismo dell’Anticitera, e quindi di prevedere il futuro dell’umanità, dà modo a Glenn Cooper di costruire una trama articolata in cui l’azione è protagonista, mentre i salti temporali creano curiosità e interesse nel lettore che si trova coinvolto in una storia a tratti un po’ troppo artificiosa e surreale ma comunque coinvolgente e avvincente.

Come sempre infatti, la scrittura di Cooper mescola realismo e suggestione, certezze matematiche e culti pagani, scienza e fede, riuscendo a dar vita a personaggi dinamici sebbene poco credibili.

Ma il punto di forza di ogni suo romanzo rimangono le ambientazioni: dalle affascinanti gallerie sotterranee della Cappadocia, nei cunicoli di Derinkuyu, passando per l’isola di Creta fino alle grotte di Nottingham, il lettore vive un’odissea che ha il sapore delle leggende epiche in cui l’eterna lotta tra il bene e il male, tra luce e tenebre trova un epilogo, per quanto manierato, a dir poco esplosivo, che lascia al lettore la curiosità di scoprire nuove mete dal sapore culturale, storico e mitologico.

Traduttore: Barbara Ronca

Editore: Casa Editrice Nord

Pagine: 378

Anno di pubblicazione: 2025

Autore:

Glenn Cooper

Glenn Cooper rappresenta uno straordinario caso di self-made man. Dopo essersi laureato col massimo dei voti in Archeologia a Harvard, ha scelto di conseguire un dottorato in Medicina. È stato presidente e amministratore delegato della più importante industria di biotecnologie del Massachusetts ma, a dimostrazione della sua versatilità, è diventato poi sceneggiatore e produttore cinematografico. Grazie al clamoroso successo della trilogia della Biblioteca dei Morti e dei romanzi successivi, si è imposto anche come autore di bestseller internazionali. 

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