L’acquario di carne
Recensione di: Alessandra Boschini
TRAMA:
Nel cuore pulsante della Milano notturna, tra luci stroboscopiche e sogni scintillanti, Asia gestisce la discoteca del suo ex fidanzato Francesco, uno dei locali più esclusivi della città, frequentato da persone facoltose e da chi ruota intorno al mondo della moda. Caterina, moglie di Francesco, ex modella altezzosa e irascibile, è attanagliata da conflitti interiori e grossi problemi psicologici, e sfoga le proprie frustrazioni sui dipendenti del locale, spesso umiliandoli in pubblico. Un tragico evento incanala gli eventi lungo una china pericolosa e inarrestabile.
Tra boriosi figli di papà e giovani ragazze disposte a tutto pur di raggiungere la notorietà, tra giornaliste a caccia di scandali e uomini della sicurezza dall’aspetto poco incoraggiante, l’autore indaga nell’animo dei protagonisti al di là delle luci della ribalta, mettendo in evidenza sentimenti e comportamenti solitamente nascosti dall’immagine pubblica. Nessuno è innocente, e al Mediterraneo la verità è la danza più pericolosa di tutte.
RECENSIONE:
Roberto Colombo esordisce con “L’acquario di carne”, un noir incentrato sul mondo della moda, del jet set e del lusso in cui emergono gelosie, competizioni, rancori e solitudini.
In una Milano simbolo dell’arrampicata sociale e dei rampolli di famiglie bene, il “Mediterraneo” è un locale esclusivo: strutturato su tre piani, al suo interno si trova la un acquario alto 15 metri, posto al centro del locale che lo attraversa in verticale.
Faretti al led e pesci che vi nuotano creano uno spettacolo suggestivo.
La clientela è selezionata e riservata: modelle che si atteggiano a regine, giovani imprenditori e musicisti snob.
“A Milano ci sarà sempre gente che possa permettersi di spendere”.
Proprietario del locale è Francesco Leone, che insieme alla moglie Caterina Galli, gestisce gli affari, mentre Asia Martini ex compagna di Francesco, ne è l’amministratrice.
La narrazione è affidata alle due donne che, a pov alternati, danno voce al loro passato, ai tormenti e alle recriminazioni ma soprattutto alla competizione in atto tra loro e con il resto del personale. C’è anche Helena, traid union ma anche elemento di disturbo, il terzo incomodo, alla ricerca del proprio posto nel mondo e della sua sessualità.
Incentrato sulle figure femminili e sul loro entourage, Roberto Colombo tratteggia con mano pesante un universo crudele e spietato “per affrontare questo tipo di vita bisogna essere forti altrimenti ti distrugge e quando ne prendi coscienza è già tardi”, donne manipolatrici, inebriate dal potere, dure e forti sotto i riflettori ma col cuore spezzato e con ombre del passato che gravano come macigni tanto da renderle ciniche, “marce dentro”, nella costante ricerca di un equilibrio per non superare il limite.
I personaggi maschili sono relegati in ruoli secondari, appaiono succubi, plagiati, insicuri, dominati eppure sarà proprio un uomo a cambiare il corso degli eventi, una figura insignificante ma sofferta e devastata.
Con una prosa asciutta, secca e diretta, che punta soprattutto all’analisi dei personaggi, “L’acquario di carne” indaga e mette a nudo una realtà contemporanea che non lascia spazio ai sentimenti né tantomeno ai sogni.
È un noir in cui non ci sono indagini, l’unico elemento a creare suspense sarà la sparizione di Caterina, perché Roberto Colombo ha puntato tutto sull’esplorazione psicologica dei personaggi anche se ha calcato un po’ troppo la mano rischiando di ripetersi e dilungandosi in repliche inefficaci ma che sicuramente lasciano al lettore diversi spunti di riflessione.
EDITORE: Edizioni della Goccia
PAGINE: 370
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE

Roberto Colombo è nato nel 1981 in Brianza. Si occupa di tecnologie e strategie commerciali per l’azienda in cui è impiegato a Milano. Adora il nuoto e fin dall’adolescenza è appassionato di pallacanestro, sia come giocatore che come tifoso. Legge prevalentemente gialli e noir, ed è affascinato dalla psicologia umana e dall’osservazione del comportamento delle persone. Passa molto del suo tempo ad analizzare numeri, ma è da sempre affezionato alle lettere.
Per questo motivo ha scritto L’acquario di carne, il suo romanzo d’esordio.