Mutevoli nascondigli: intervista a Mariano Sabatini

Mariano Sabatini

Intervista a Mariano Sabatini

DOMANDE DI: Alessandra Boschini

SPAZIO CURATO DA: Beatrice Orrù

Mutevoli nascondigli

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Mariano Sabatini con il suo libro “Mutevoli nascondigli” (Indomitus Publishing, 2026) letto e recensito dalla nostra Alessandra Boschini (LINK).

Mariano Sabatini è nato nel 1971 a Roma, dove vive. Ha scritto per i maggiori quotidiani, periodici e per il web, ha firmato programmi televisivi di successo (tra i quali “Tappeto volante”, “Parola mia” e “Uno Mattina”) per la RAI e altri network nazionali privati. Ideatore e conduttore di rubriche radiofoniche, continua a frequentare la TV come commentatore e scrive racconti per riviste popolari. Ha partecipato a diverse antologie e dopo diversi libri saggistici, con “L’inganno dell’ippocastano” (2016), suo primo romanzo, ha vinto il premio Flaiano e il Romiti; “Primo venne Caino” (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Giallo Ceresio e Pemio Città di Como. Entrambi sono tradotti all’estero.

THRILLER LIFE: Leo Malinverno si trova a dover affrontare una lunga convalescenza e l’inedia sembra costringerlo ad affrontare le paure e i demoni che lo attanagliano. Prima fra tutti la solitudine. Ma l’inattività lo rende smanioso, lui “giornalista per passione, detective per scelta” che “fatica a non scendere in campo” …Quanto c’è di Malinverno in Mariano Sabatini?

Mariano Sabatini: Molto ma non tutto. Spesso fa cose che io non farei, lo rispetto nella sua autonomia… io ad esempio sono più stanziale. Non so se lui avrebbe la forza di stare seduto a scrivere una sua “avventura”. Per scrivere un romanzo occorre la tenuta, la regolarità, è vero che lui è un runner ma non della scrittura. Da ragazzo ero più irrequieto e ansioso, oggi ottimizzo gli spostamenti. Prima schizzavo da una parte all’altra di Roma in motorino, oggi cammino chilometri.

THRILLER LIFE: Roma è sempre la grande protagonista dei tuoi romanzi, che siano le sue periferie “quartieri dalle variegate ostilità” o le ville borghesi del centro ma comunque “un inferno per chi la vive, per i turisti un museo a cielo aperto”. Quanto è importante per te l’ambientazione nei tuoi romanzi?

Mariano Sabatini: Uso volentieri e un po’ biecamente Roma, perché so quanto piace soprattutto ai non romani, ai non residenti. In ogni caso conosco così bene solo Roma, ma è una fortuna perché anche le traduzioni all’estero le devo al fascino della città eterna. Questa è una metropoli talmente complessa e variegata che offre un brodo di coltura imprescindibile per chi voglia scrivere crime.

THRILLER LIFE: In questo terzo capitolo dedicato a Malinverno, i temi trattati sono molto attuali: corruzione e mafia, traffici illeciti e prostituzione minorile, contrabbando e violenza, politici asserviti alle cosche e gioco d’azzardo. Come giornalista, ancor prima che romanziere, avrai sicuramente toccato con mano queste realtà. Conoscere così a fondo l’attualità e averla conosciuta da vicino, rende più semplice lo svolgimento di una trama noir come “Mutevoli nascondigli”?

Mariano Sabatini: No, io non sono un giornalista investigativo, non sono neppure un cronista, ma le tocco con mano da cittadino con gli occhi e le orecchie aperti, da lettore delle notizie. Quando scrivo un romanzo poi, studio, approfondisco, faccio ricerche. In questo romanzo racconto una cosa che poi ho ritrovato nelle cronache sul viceministro Del Mastro. Forse davvero, come dice Maurizio De Giovanni, ho inquietanti di preveggenza? Non credo, solo doti di analisi e rielaborazione di quanto mi accade attorno.

THRILLER LIFE: Nella lettura di “Mutevoli nascondigli” si percepisce una nota dolente: la crisi del giornalismo, la perdita dei lettori “ogni edicola in meno, un caro estinto che si aggiunge alla profonda doglianza” Come spieghi questa difficoltà dell’editoria e la continua emorragia di lettori?

Mariano Sabatini: L’avvento del web, l’idea che ogni cosa preveda la gratuità. Il criterio dell’auditel che ha pervaso tutto ha inevitabilmente anche determinato uno scadimento dell’offerta, si scrive e ci si occupa perlopiù delle cose che creano click. Ma è un circolo vizioso, una danza macabra. L’attenzione di tutti noi è inficiata dall’uso scriteriato dei cellulari, non abbiamo più la capacità di rimanere concentrati e di leggere gli articoli, magari lunghi. Ci accontentiamo dei titoli. Siamo informati in modo superficiale, epidermico. È lo stesso motivo per cui si leggono anche sempre meno libri.  

THRILLER LIFE: La trama di “Mutevoli nascondigli” è composta da varie sottotrame, unite da fili sottili e da una miriade di personaggi che ruotano attorno alla storia. Non è semplice per il lettore rimanere concentrato per non perdere la continuità e smarrire il senso della vicenda: come nascono i tuoi romanzi? A chi ti ispiri per la creazione dei tuoi personaggi?

Mariano Sabatini: Non c’è una miriade di personaggi, non esageriamo. Comunque, come vedi, dai ragione a quanto ho appena affermato. Appena una cosa diviene un po’ più complessa si fa fatica a mantenere la concentrazione. Ma se vuoi leggere qualcosa di leggero e facile c’è sempre il caro vecchio Topolino, e lo dico senza ironia. I miei personaggi chiedi? Li estraggo dalla vita reale. Misa nasce ad esempio da un’intervista radiofonica, mi piacque il nome della giornalista e ho cominciato a fantasticare su di lei. Sono un vampiro di umanità, ascolto le conversazioni in metro, rubo tic linguistici, mosse, caratteristiche. Quindi rimescolo tutto.

THRILLER LIFE: Petronio Grigo, scrittore o per meglio dire “scrivente”, assiduo frequentatore dei talk show, marito assiduamente infedele, viene ucciso in modo brutale quanto plateale.  Esistono veramente personaggi come Grigo?

Mariano Sabatini: Esiste in “Mutevoli nascondigli”, non basta? È una battuta, ma neppure tanto. Credo di aver immaginato una figura di scrittore verosimile, certe dinamiche editoriali non le ho inventate io, e non dico di più per non disvelare troppo della trama.

THRILLER LIFE: Malinverno e l’universo femminile, due mondi che sembrano ruotare sullo stesso asse ma che si scrutano da lontano e faticano a trovare il punto d’unione. Paura e rimorsi, rimpianti e recriminazioni.

Mariano Sabatini: Sì, diciamo che lui è più bravo nella seduzione che nella tenuta dei rapporti. È innamorato forse solo di Viola Ornaghi ma non gli riesce di dichiararsi. Forse per non impegnarsi e precludersi le alternative. Una caratteristica dei rapporti nel nostro tempo. Si preferisce moltiplicare anziché soffermarsi… e torniamo alla breve concentrazione. A ben vedere riguarda anche i sentimenti.

THRILLER LIFE: Ora Evelina porta una lieta notizia, potrebbe sembrare l’incipit per una nuova storia? Tantopiù che, dopo Figaro, il gatto lasciatogli in eredità da Carla Tesei, deve occuparsi anche di Potter, il cagnolino entrato da poco nella sua vita. I lettori possono sperare nel quarto romanzo di Malinverno?

Mariano Sabatini: Anche in un quinto, in un sesto… perché limitarci? I lettori hanno il potere irriducibile di fare di un romanzo un successo e solo il successo del precedente garantisce il sequel e la prosecuzione della serie. Leo Malinverno, beato lui, ha sempre intorno ai quaranta, ne ha di vita davanti. Vi svelo un segreto, Potter era il nome del mio canetto morto perché investito. Un dolore indicibile. Ho voluto eternarlo nel romanzo.  

THIRLLER LIFE: Che tipo di lettore è Mariano Sabatini? Ci sono autori ai quali ti ispiri per la creazione delle tue storie o che ti hanno influenzato in passato?

Mariano Sabatini: Si può scrivere senza essere un lettore onnivoro e famelico? Ho sempre letto tanto, leggere mi ha salvato dall’emarginazione. Sono stato un ragazzino strano, non giocavo a pallone, preferivo stare su un terrazzino su cui aggettavano i rami di un grande ulivo su una poltrona sfondata a leggere “Il marchese di Roccaverdina” di Capuana, una sorta di noir ante litteram. Davvero leggevo di tutto, da Topolino a Dylan Dog, da “David Copperfield” a “L’isola del tesoro”, “Il nome della rosa”, “Il grano in erba” di Colette, “Il segreto di Luca” di Silone, “I tre moschettieri” quasi in una notte… senza regola, come si fa coi vizi insopprimibili. Mi sono sempre ingozzato di letture.

THRILLER LIFE: Prima di salutarti e ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato, c’è qualche consiglio che vorresti dare ai lettori di Thrillerlife?

Mariano Sabatini: I consigli si danno solo se richiesti diceva Eduardo De Filippo. Visto che me lo chiedi, consiglio di non leggere solo thriller o crime, ma di spaziare. E anche nei romanzi “di genere”, come si definiscono, non rinunciate alle belle scritture, allo stile, alla profondità, perché “chi ha ucciso chi” si dimentica, le atmosfere e le emozioni delle ottime narrazioni permangono.

La redazione di Thriller Life ringrazia Mariano Sabatini per la disponibilità.

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