Dalla toga al racconto: quando l’indagine giudiziaria diventa letteratura

Christine von Borries

Intervista a Christine von Borries

DOMANDE DI: Julia Fabbro

SPAZIO CURATO DA: Ilaria Ambrosi

Intervista a Christine von Borries

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Christine von Borries con il suo libro A Firenze gira voce” (Piemme, 2025) letto e recensito dalla nostra Julia.

Christine von Borries nasce a Barcellona nel 1965 da madre italiana e padre tedesco. Dopo la laurea in giurisprudenza vince il concorso in magistratura e lavora come pubblico ministero ad Alba, Prato, Palermo e, dal 2005, a Firenze. Ha pubblicato con Guanda “Fuga di Notizie” e “Una verità o l’altra” e con Giunti “Le unghie rosse di Alina” e “A noi donne basta uno sguardo”.

THRILLER LIFE: Si dice che nei personaggi si ritrovi un po’ dei loro autori e autrici. È così anche per le tue ragazze?

CHRISTINE VON BORRIES: Nessuna delle quattro protagoniste sono io, ma certamente mi ritrovo in alcune caratteristiche di tutte loro. Inevitabilmente, se si vogliono descrivere dei personaggi realistici, si prende spunto dalla realtà e così diventano personaggi verosimili, non solo per come sono sul lavoro, impegnate a svelare gli autori di gravi reati economici, come in questo caso, o addirittura di omicidi, ma anche nella loro vita quotidiana, alle prese con i conti da far quadrare, i figli da accudire, a volte anche senza un compagno, e perché no, animate dalla ricerca della felicità e di una persona di cui innamorarsi.

TL: Il tuo è un romanzo giallo molto specifico per quanto concerne l’ambito in cui si muove, quello giuridico finanziario. Tu sei del settore è stato facile o difficile far combaciare tutti i pezzi del puzzle?

CHRISTINE VON BORRIES: Per me che faccio il pubblico ministero e che per anni mi sono occupata dei reati economici è stato facile descrivere un’indagine in modo realistico, anche senza entrare in dettagli tecnici, inutilmente pesanti per il lettore. Per il resto mi affido sempre alla fantasia, così come ho fatto in questo caso. Non descrivo mai casi che ho seguito, perché altrimenti si tratterebbe più di cronaca che di letteratura.

In questa trama ho intrecciato indagini condotte dalle quattro protagoniste, ciascuna con un mestiere e un ruolo diverso che riguardano i fallimenti e il mondo dei professionisti nominati dal tribunale e il rapporto di amicizia che le aiuta a svelare oscuri segreti anche a costo di mettere a rischio la loro vita. Credo che oggi ognuno di noi abbia talmente tanto da fare che quando prende in mano un libro deve essere immediatamente travolto dalla storia, nel senso della curiosità e dell’avere voglia di vedere come va a finire e spero di esserci riuscita con una serie di colpi di scena che si susseguono fino alle ultime pagine.

TL: Anche il set scelto non è usuale, vale a dire Firenze. come mai la scelta di ambientare la storia proprio nel capoluogo toscano?

CHRISTINE VON BORRIES: Da un lato è stato proprio per quello che tu dici, e cioè che ci sono pochi romanzi ambientati a Firenze, anche se vari scrittori di qualità lo fanno, come Marco Vichi, Leonardo Gori e Gigi Paoli. Dall’altro mi piace scegliere come luoghi dove si svolgono azioni drammatiche e anche complotti tra potenti una città o anche la campagna intorno che conosco bene.

È vero che si possono descrivere i luoghi che non si sono mai visti, ma è altrettanto vero che ci si muove con scioltezza maggiore, anche nella scrittura, se si hanno davanti agli occhi paesaggi, strade, palazzi che si conoscono bene. È anche divertente descrivere una Firenze non solo come città d’arte amata dai turisti, ma anche come luogo che ha mille segreti da nascondere.

TL: Se il tuo libro fosse una canzone, quale sarebbe?

CHRISTINE VON BORRIES: “Standing outside the fire” di Dylan Miller, che trasmette energia, forza e speranza a chi decide di lottare nonostante le avversità.

TL: Hai già nuovi progetti per il futuro?

CHRISTINE VON BORRIES: Ho appena finito di scrivere un romanzo che avevo in mente da tanto tempo. Non è un giallo, ma è comunque un romanzo di indagine. Parla di un uomo o una donna immersi in una complicata vicenda che riguarda un appalto pubblico per la costruzione di un parcheggio e in ogni capitolo si sfiorano e rischiano di incontrarsi. Si chiama “Coincidenze”. Finito quello mi sono messa a scrivere il quarto romanzo della serie delle quattro amiche.

La redazione di Thriller Life ringrazia Christine von Borries per la collaborazione.

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