Distanza di sicurezza
Recensione di: Emanuela Di Novo
TRAMA:
Forse non esiste una distanza che ci metta al riparo dalla deflagrazione di un amore che finisce. Luciana Albertini lo sa bene, porta ancora inciso nel cuore l’abbandono improvviso di suo marito Vasco. E se di giorno la vita la trascina lontano – la pittura che ormai l’ha resa un’artista conosciuta nel mondo, l’immortale cane Barabba che consola i suoi smarrimenti, e anche quella lettera alfa che ogni mattina si dipinge sulla fronte per ricordare a sé stessa che è una vincente –, le notti sono infinite e piene di domande, una fra tutte: perché?
Vasco Dos Santos conosce la risposta, ciò che lo ha spinto a chiudere quella relazione che si ostina a non chiamare con il suo nome. Conosce la rabbia, il disagio, il senso di fallimento che gli hanno dato la forza di lasciare Roma e tornare nella sua Lisbona. In quel pantano familiare da cui lei aveva provato, invano, a tirarlo fuori: un padre ingombrante e assente, una sorella guerriera sopravvissuta all’inferno, il ricordo di una madre immensa e fragile, la messinscena dei pranzi di famiglia. Conosce il motivo per cui ha voltato le spalle a quella donna stramba, forse troppo talentuosa.
Luciana e Vasco sono entrambi sospesi, di fronte a loro un bivio: lasciar andare ciò che è stato e rinascere alla vita come farfalle, o restare imbrigliati nel passato, nel rancore, come eterne crisalidi. Con questo romanzo, Romana Petri affonda la sua penna nella matrice di tutte le storie, la relazione umana in tutta la sua semplice complessità, e ci restituisce la verità dietro il sogno, la possibilità dietro la fine.
RECENSIONE:
Distanza di sicurezza di Romana Petri si inserisce nel ciclo narrativo ambientato a Lisbona, spesso definito trilogia lusitana, e ne rappresenta il capitolo conclusivo. È un romanzo profondamente intriso di malinconia, saudade, quel sentimento tipicamente portoghese che mescola nostalgia, malinconia e desiderio per ciò che è assente, con la consapevolezza che potrebbe non tornare mai.
Fin dalle prime pagine, Romana Petri costruisce un’atmosfera sospesa e struggente, in cui Lisbona non è soltanto uno sfondo, ma una presenza viva. La città, adagiata sulla riva del Tago, battuta dal vento e attraversata da una luce malinconica, diventa parte integrante della narrazione. È un luogo dell’anima, specchio dei personaggi e delle loro fratture interiori.
Al centro della storia troviamo Vasco, un uomo incapace di trovare equilibrio, che ha scelto di allontanarsi dalla moglie Luciana Albertini mettendo tra loro una “distanza di sicurezza”. Non si tratta di una separazione improvvisa, ma di una decisione preparata con freddezza, quasi come una strategia. Eppure, quella distanza non porta sollievo, ma lascia emergere un vuoto sempre più difficile da ignorare.
“Vasco era l’uomo più triste che avesse mai conosciuto.”
Accanto a lui, la figura di Luciana Albertini si impone come uno dei personaggi più riusciti del romanzo. Artista affermata, creatura quasi aliena per sensibilità e visione, Luciana vive il mondo con una profondità rara. La sua capacità di trasformare il dolore in materia creativa la rende un personaggio luminoso, ma mai privo di ombre. Luciana è la meraviglia e la creazione, ma anche l’ombra che chiede di essere riconosciuta. La sua forza sta proprio in questo equilibrio fragile: nella capacità di dare voce anche a ciò che fa paura, trasformandolo in arte.
“Difficile era la notte. Tutto quello che il giorno teneva insieme, la notte lo scioglieva in giro dappertutto. Era capace di essere ghermita dalle cose più impensate. Di notte si diventa terra di conquista.”
La scrittura di Romana Petri si distingue per precisione e intensità analitica. Ogni personaggio è indagato nelle sue contraddizioni, nei suoi desideri inespressi, nei legami familiari che lo definiscono e spesso lo intrappolano. La famiglia Dos Santos, con il suo equilibrio fragile e disfunzionale, rappresenta uno dei nodi più significativi del romanzo: un sistema chiuso, dominato da dinamiche tossiche e irrisolte, capace di condizionare profondamente le scelte individuali.
Vasco, in particolare, incarna una forma di inquietudine profonda. È un uomo che sembra consumarsi progressivamente, incapace di sostenere il peso delle proprie emozioni.
“Senza l’abbraccio voluttuoso dell’acqua si irrigidiva, e tutto in lui si asciugava: sentimenti, emozioni, desiderio di abbandono, amore.”
Nel corso del romanzo Vasco si consuma lentamente, come se si svuotasse fino a diventare polvere. Una polvere che, accanto a Luciana, si accendeva nei raggi del sole, diventando oro, mentre lei si immaginava balena a nutrirsi di plancton luminoso. Era lei a liberarlo da quella polvere. Ora, invece, quella stessa polvere lo ricopre.
Se Romana Petri costruisce un romanzo di grande forza emotiva, lo fa anche attraverso una lingua che incanta. La sua scrittura è capace di rendere significativa qualsiasi situazione, grazie a una sensibilità stilistica che valorizza ogni dettaglio e ogni sfumatura.
Nel suo sviluppo, il romanzo sposta il focus dal nucleo familiare al rapporto di coppia, indagando ciò che accade quando l’amore si incrina sotto il peso di squilibri, egoismi e incomprensioni. La distanza diventa allora non solo fisica, ma emotiva, simbolo di un’incapacità più profonda di restare davvero vicini.
Distanza di sicurezza di Romana Petri è un romanzo intenso, malinconico e profondamente umano. Una storia che esplora la fragilità dei legami e la complessità dei sentimenti, offrendo al lettore un’esperienza di lettura capace di lasciare tracce anche dopo l’ultima pagina.
Editore: Neri Pozza
Pagine: 449
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Romana Petri è nata a Roma. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti come il Premio Mondello, il Rapallo Carige, il Grinzane Cavour e il Bottari Lattes. È stata due volte finalista al Premio Strega con Figli dello stesso padre (Longanesi 2013, Mondadori 2023) e Rubare la notte (Mondadori 2023). Traduttrice, editrice e critica letteraria collabora, tra gli altri, con Corriere della Sera e Io Donna. È tradotta in Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo. Tra le sue opere nel catalogo Neri Pozza: Ovunque io sia (2012), Le serenate del Ciclone (2015), Alle Case Venie (2017), Il mio cane del Klondike (2017) e Pranzi di famiglia (2019).