La fine della frontiera
Recensione di: Roberto Frazzetta
TRAMA:
Nel 1861 l’Italia è una nazione appena nata e l’America promette un futuro infinito. Dante Niccolai, giovane carrettiere toscano rimasto orfano, lascia la propria casa per accompagnare la famiglia Ferrini al porto di Genova e decide di imbarcarsi con loro per il Nuovo Mondo, inseguendo il miraggio di una vita migliore. Tra lui e Adele Ferrini nasce un rapporto epistolare fatto di promesse e attese, ma l’immensità del continente li divide: Dante vaga per anni nel cuore dell’America, mentre Adele trova fra i cheyenne una nuova identità.
Le loro vicende si legano alla Storia e alle peripezie di Carlo Di Rudio, rivoluzionario mazziniano scampato alla ghigliottina e ai lavori forzati, che sceglie il West come ultima trincea. E mentre l’offensiva dei bianchi culmina nella leggendaria battaglia di Little Bighorn, simbolo della resistenza indiana, un intreccio di colpe, tradimenti e violenza – che porta il nome del feroce Iron Jack – unisce i destini di Dante, Adele e Carlo. La fine della frontiera è un romanzo storico e d’avventura, dove le esistenze erranti dei protagonisti si stagliano sul tramonto del mito del West. Con la voce limpida di chi racconta storie davanti a un fuoco, Daniele Pasquini ci ricorda che la vita è una grande battaglia persa, ma quando il cuore corre come un cavallo al galoppo possiamo solo montare in sella e partire.
Questo libro è per chi viaggia per il puro gusto di smarrirsi, per chi spera in un altro prequel di Yellowstone, per chi sente in pancia il borbottio delle parole rimangiate, e per chi ha scoperto che un forte desiderio è allo stesso tempo una condanna e una benedizione, una fame di luce che spinge a marciare oltre l’orizzonte.
RECENSIONE:
Ci sono romanzi storici che ricostruiscono un’epoca.
E poi ci sono quelli che ti fanno sentire la polvere in gola.
La fine della frontiera di Daniele Pasquini appartiene alla seconda categoria. Dentro questo libro non c’è il West romantico dei cowboy invincibili e delle cavalcate eroiche. C’è il momento esatto in cui il mito comincia a marcire. Quando la frontiera smette di essere promessa e diventa fame, perdita, disillusione. Pasquini prende personaggi lontanissimi tra loro, Carlo Di Rudio, rivoluzionario idealista, Dante Niccolai, ragazzo spezzato troppo presto dalla vita e li lascia avanzare dentro un’America enorme, sporca, violenta, ancora incompiuta. E il bello è che non racconta la Storia dall’alto, ma da dentro le ossa di chi la attraversa.
La sensazione costante è quella di essere in un grande affresco cinematografico: carovane che scricchiolano nel nulla, distese senza fine, uomini che sopravvivono più che vivere. Ma sotto l’epica c’è sempre qualcosa di profondamente umano e fragile.
Dante, soprattutto, colpisce tantissimo il lettore. È uno di quei personaggi che continuano a perdere pezzi lungo il viaggio senza nemmeno accorgersene. E quando realizzi cosa è diventato, fa male.
E poi Little Bighorn, Custer, i nativi, la guerra. Ma Pasquini evita la retorica: non gli interessa creare eroi. Gli interessano le crepe. Le contraddizioni. Il rumore degli esseri umani mentre la Storia li travolge. Se avete amato atmosfere alla 1883 o American Primeval, qui troverete la stessa sensazione di vastità, destino e fine imminente.
Solo che Pasquini ci mette dentro anche una tristezza tutta italiana, quasi esistenziale. E forse la cosa più sorprendente è proprio questa: leggere un autore italiano che riesce a respirare davvero quelle atmosfere senza mai sembrare imitativo.
Pasquini prende l’immaginario americano della frontiera e lo attraversa con una sensibilità tutta europea, sporca di malinconia e disincanto.
Non copia il West: lo smonta, lo rende umano, e in mezzo alla polvere ci lascia dentro qualcosa che parla anche di noi.
Un romanzo pieno di polvere, sangue e fantasmi.
E proprio per questo, vivo.
Editore: NN Editore
Pagine: 496
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Daniele Pasquini è nato nel 1988 in provincia di Firenze e lavora come addetto stampa nel mondo editoriale. Ha esordito in narrativa nel 2009 con Io volevo Ringo Starr, seguito da un romanzo breve e da una raccolta, tutti usciti per Intermezzi Editore. Suoi racconti sono comparsi su riviste e antologie. Nel 2022 ha pubblicato per SEM Un naufragio. Nel 2024 esce per NN editore con Selvaggio ovest e nel 2026 con La fine della frontiera.