“Figli” di Maurizio De Giovanni

Figli
“I figli. Forse quando non li hai non ne senti la mancanza, e quando li hai ti chiedi come facevi a vivere prima di averli. Forse.”

Figli

Recensione di: Michelangela Barba

TRAMA:

È una calda notte di luglio quando in via Egiziaca a Pizzofalcone un’automobile investe Francesco Cascetta e scompare. Nessuno ha visto niente, non ci sono telecamere che aiutino a capire cosa è successo. Un’anziana insonne ha sentito un tonfo, si è affacciata al balcone e ha notato il corpo, tutto qui. È un mistero anche il motivo per cui l’uomo – noto medico patologo – si trovasse in quella zona a un’ora tanto tarda.

Ma è subito chiaro che a uccidere Cascetta non è stato un pirata della strada: qualcuno lo voleva morto. Scoprire il colpevole sarà compito dei Bastardi, la più sgangherata e abile squadra di poliziotti della città. Le pressioni, al solito, non mancano. Se da un lato il loro lavoro è sempre sotto esame da parte dei superiori, dall’altro la loro vita privata non smette mai di complicarsi.

RECENSIONE:  

Con Figli, Maurizio de Giovanni riporta il lettore nel mondo dei Bastardi di Pizzofalcone , arricchendo la serie di una sfumatura ancora più intima e “viva”.

A pochi mesi da L’Orologiaio di Brest di cui vi avevamo parlato qui, tornano i Bastardi, che avevamo lasciato nel 2024, dopo la loro tredicesima avventura, “Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone” – che avevamo recensito qui.

Il romanzo si muove lungo una linea sottile in cui il mistero investigativo si intreccia con una riflessione profonda sui legami familiari, sull’eredità emotiva e sul peso delle scelte.

Il caso prende avvio con un omicidio che, come spesso accade nei romanzi di De Giovanni, si carica fin da subito di una dimensione simbolica. Non è solo un delitto da risolvere ma una crepa che si apre all’interno di un sistema di relazioni, mettendo a nudo fragilità e contraddizioni.

E intanto che indagano, i personaggi che popolano questo universo narrativo, ciascuno a modo proprio, si trovano a confrontarsi con il tema della famiglia e della genitorialità, sia una genitorialità ancora potenziale o mancata oppure una reale e problematica.

Il titolo, Figli, dunque diventa chiave interpretativa dell’intera storia, richiamando l’idea di appartenenza, di eredità e di responsabilità, tanto biologica quanto morale. Un tema quanto mai attuale come quello della responsabilità professionale.

I personaggi sono come sempre tratteggiati con grande attenzione, contribuendo a costruire un tessuto umano credibile e coinvolgente.

Il ritmo del romanzo è misurato ma mai lento. De Giovanni preferisce scavare nei dettagli, nei silenzi, negli sguardi, piuttosto che affidarsi a colpi di scena eclatanti. La tensione cresce in modo costante, alimentata più dalla dimensione emotiva che dall’azione.

Con Figli, De Giovanni conferma la sua capacità di coniugare la narrativa di genere con una forte componente introspettiva. Il risultato è un romanzo che va oltre l’enigma investigativo, trasformandosi in una riflessione sulla trasmissione del dolore, sulla vendetta, sul legame e sulla responsabilità di ciò che lasciamo agli altri.

Un capitolo intenso della serie, capace di toccare corde profonde nel lettore.

Editore: EINAUDI

Pagine: 253

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano. È celebre soprattutto per il personaggio del Commissario Ricciardi, per i bastardi di Pizzofalcone, e per Mina Settembre, protagonisti di molte sue opere da cui sono state tratte serie televisive di successo.

Nel 2007 Fandango pubblica Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi, la prima opera ispirata alle quattro stagioni e che dà il via alle indagini del commissario, cui seguono nel 2008 La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi, nel 2009 Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi e nel 2010 Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi. Dal 2011 la saga viene continuata e pubblicata da Einaudi. Le vicende di Ricciardi diventeranno una serie televisiva Rai con Lino Guanciale nei panni del commissario.

«Napoli è l’unica città che lascia il segno. È impossibile dimenticarla» – Maurizio De Giovanni, linkiesta.it.

Al centro dei romanzi di De Giovanni troviamo sempre Napoli, bella e al tempo stesso inquietante, di cui lo scrittore riporta colori, voci, contraddizioni, luci e ombre. Dal 2013, sempre per Einaudi, inaugura la serie dei bastardi di Pizzofalcone, che segna il passaggio dal noir classico al police procedural. Tra i titoli ricordiamo, Buio per i bastardi di Pizzofalcone (2013), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017), Angeli per i bastardi di Pizzofalcone (2021), Pioggia per i bastardi di Pizzofalcone (2024). Il protagonista della saga, Giuseppe Lojacono è interpretato da Alessandro Gassmann in una serie tv di successo.

Sempre nel 2013 scrive un racconto per la raccolta antologica di Sellerio, Un giorno di Settembre a Natale, in cui fa il suo esordio l’assistente sociale Mina Settembre (interpretata in tv da Serena Rossi).

Tra le altre opere, ricordiamo la serie con protagonista Sara Morozzi, ex agente di un’agenzia di servizi segreti. Alcuni titoli: Sara al tramonto (Rizzoli, 2018), Una lettera per Sara (Rizzoli, 2020), Sorelle. Una storia di Sara (Rizzoli, 2023).

Nel 2025 esce per Mondadori, L’antico amore.

Nel 2025 pubblica per Feltrinelli, L’orologiaio di Brest, un romanzo che interroga il rapporto tra colpa e innocenza, memoria e oblio, verità e segreti, ma soprattutto che indaga il più indecifrabile dei legami: quello tra padri e figli.

Maurizio de Giovanni ha scritto anche per il teatro. Tra i suoi drammi, si distinguono l’adattamento di Qualcuno volò sul nido del cuculo (2015) e Il silenzio grande (2019), diventato anche un film diretto da Alessandro Gassmann.

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