Ogni quattordici giorni di Stuart MacBride

Ogni quattordici giorni
A Oldcastle il male segue il calendario, e solo una coppia impossibile può fermarlo.

Ogni quattordici giorni

Recensione di: Domenico Vacca

TRAMA:

L’agente Angus MacVicar ha appena ottenuto il lavoro dei suoi sogni: è stato assegnato alla più grande indagine degli ultimi tempi di Oldcastle per catturare il famigerato “Killer delle due settimane”. Lo schema è sempre lo stesso: ogni quattordici giorni una coppia di persone entra nel suo mirino. Poi, una delle due viene barbaramente uccisa e lasciata sulla scena del crimine mentre l’altra viene fatta sparire nel nulla.

Per Angus quella che dovrebbe essere l’occasione perfetta per mettersi alla prova e dimostrare quanto vale, si trasforma ben presto in un incubo: gli viene affiancato uno psicologo forense davvero insopportabile e saccente, pronto a mettere in discussione la gestione delle indagini e a trascinarlo in un vortice oscuro. Tra verità celate, teorie oscure e bugie inquietanti, il tempo stringe: sono passati dodici giorni dall’ultimo omicidio e il killer sta per colpire di nuovo.

RECENSIONE:

Ci sono romanzi che affidano la tensione al mistero e altri che la consegnano all’azione. Ogni quattordici giorni sceglie la strada più impervia: fa dei suoi personaggi il vero motore della suspense e lascia che sia il loro attrito, prima ancora del killer, a tenere il lettore inchiodato alla pagina.

Lo schema gela il sangue per la sua stessa geometria. Ogni due settimane una coppia entra nel mirino di un assassino senza volto: uno dei due viene ritrovato massacrato sulla scena del crimine, l’altro svanisce nel nulla, inghiottito da un silenzio più spaventoso di qualsiasi cadavere. È un rituale scandito dal calendario, una clessidra che la polizia di Oldcastle guarda scorrere impotente. Quando la storia si apre sono già trascorsi dodici giorni dall’ultimo omicidio, e l’attesa diventa essa stessa una forma di violenza.

Stuart MacBride torna nella città scozzese immaginaria che aveva già ospitato le indagini di Ash Henderson. La squadra è interamente nuova, ma la voce è quella di sempre: irriverente, sarcastica, tagliente, deliberatamente sorda alle buone maniere del politicamente corretto. L’umorismo scatta quando meno lo si aspetta, solleva per un istante il peso dell’orrore e subito dopo lo restituisce intatto, persino più crudo. È una risata amara, quella di MacBride, che nasce dalla stessa ferita su cui si posa. La traduzione di Paola Vitale ne conserva con cura il passo e il veleno.

Al centro del romanzo si muove una delle coppie investigative più improbabili e riuscite degli ultimi anni. Da una parte c’è l’agente Angus MacVicar, al primo incarico importante: un gigante buono dal fisico possente, ligio al dovere fino all’esasperazione, prigioniero di un moralismo rigido che lo fa inciampare davanti a ogni scorciatoia. Dall’altra c’è il dottor Fife, profiler arrivato in gran segreto dagli Stati Uniti, saccente, insofferente a qualsiasi protocollo, capace di smontare un’indagine con una battuta. MacBride gli dedica un ritratto memorabile: braccia e gambe corte, «una zazzera arruffata di riccioli biondo sabbia», un cappotto di foggia militare che sfiora la moquette e un ibrido tra stivali da cowboy e scarpe con la zeppa.

Quei centimetri in più bastano appena perché la sua testa arrivi «solo una spanna sopra l’ombelico di Angus». Non a caso i due vengono paragonati a Schwarzenegger e Danny DeVito. Affidare il colosso delle regole al genio insofferente del caos è la trovata su cui si regge l’intera architettura del libro. Eppure, sotto gli scontri verbali e l’apparente incompatibilità, cresce un legame che scava nei vissuti di entrambi e diventa, per l’uno e per l’altro, occasione di confronto e di riscatto.

La galleria dei comprimari segue la stessa logica. Soprannomi che raccontano biografie intere, difetti fisici, manie, eccentricità: tutto è disegnato con un gusto spiccato per il grottesco e il pittoresco, e talvolta il tratto si spinge fin quasi alla macchietta. Ma è proprio lì che MacBride rivela la sua qualità più rara. Quando la caricatura sembra sul punto di prendere il sopravvento, affiora il lato umano: traumi mai risolti, famiglie in frantumi, una stanchezza di vivere che nessuna battuta riesce davvero a coprire. Dietro il ghigno si nasconde una compassione autentica.

Poi c’è Oldcastle, che non è mai un semplice fondale. Fredda, piovosa, ostile, la cittadina grava sui personaggi come un cielo basso, e viverci sembra una sfida quotidiana prima ancora che un destino. Nelle sue strade grigie, battute dal vento, il male non irrompe: filtra, con la naturalezza dell’umidità nei muri.

Qualche ombra, però, c’è. La parte centrale tende a dilatare le indagini oltre il necessario, e alcuni passaggi rallentano il respiro del racconto, facendo avvertire il peso delle oltre cinquecento pagine. Anche l’umorismo senza freni, cifra inconfondibile dell’autore, può risultare eccessivo quando la battuta arriva a coprire un momento che chiederebbe silenzio. Sono flessioni passeggere.

Nell’ultima parte il romanzo stringe i tempi e si scioglie in un finale convulso e adrenalinico, da leggere d’un fiato, che rimette in moto la clessidra e ripaga la pazienza.Ogni quattordici giorni è un thriller di omicidi e sparizioni, ma soprattutto un romanzo di persone: imperfette, ostinate, spesso ridicole, e proprio per questo vere. È un viaggio tra pioggia, sangue e ironia, dove tragedia e commedia si toccano come i due lembi di una ferita. E quando l’ultima pagina si chiude, a restare non è tanto il volto dell’assassino quanto quello di due uomini agli antipodi che, sotto la stessa pioggia, hanno imparato a guardarsi.

Traduzione: Paola Vitale

Titolo originale: In a Place of Darkness

Editore: Newton Compton Editori

Pagine: 512 pagine

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Stuart MacBride è lo scrittore scozzese numero 1 nel Regno Unito ed è tradotto in tutto il mondo. La Newton Compton ha pubblicato i thriller Il collezionista di bambini (Premio Barry come miglior romanzo d’esordio), Il cacciatore di ossa, La porta dell’inferno, La casa delle anime morte, Il collezionista di occhi, Sangue nero, La stanza delle torture, Vicino al cadavere, Scomparso, Il cadavere nel bosco, Strade insanguinate, Appuntamento con la morte e Nella casa delle ossa, con protagonista Logan McRae;

Cartoline dall’inferno, Omicidi quasi perfetti e Il giardino dei delitti, che seguono le indagini del detective Ash Henderson; Apparenti suicidi; Il ponte dei cadaveri, La teoria dell’assassino, Il cadavere sotto la neve e Ogni quattordici giorni. MacBride ha ricevuto il prestigioso premio CWA Dagger in the Library e l’ITV Crime Thriller come rivelazione dell’anno

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