Notturni Hollywoodiani di James Ellroy 

Notturni Hollywoodiani
"Hollywood è il posto in cui i sogni vanno a morire per poi rinascere sotto forma di incubi."

Notturni Hollywoodiani

Recensione di: Julia Fabbro 

TRAMA:

Un concentrato di noir anni Cinquanta dove crimine, sesso, musica e fallimento si intrecciano sullo sfondo di una Los Angeles sempre più marcia e grottesca. 

Il realismo crudo e l’andamento telegrafico del maestro del poliziesco americano contemporaneo incontrano il passo conciso del romanzo breve e del racconto. Ne nascono sei storie bizzarre, venate di un umorismo che spiazza e popolate da personaggi ai limiti della normalità, in puro stile Ellroy: una star in declino che inscena il proprio rapimento, poliziotti ingordi e crudeli, ex detenuti armati in cerca di vendetta, sicari e pervertiti, capi racket sedotti da pupe pericolosissime. Il materiale umano malfamato e ossessionato dal sesso che brulica negli anfratti piú squallidi e insanguinati della sua città: l’amata e odiata Città degli Angeli, disposta senza veli sotto gli occhi del lettore come un cadavere all’obitorio. 

RECENSIONE:

Approcciarsi a un mostro sacro del calibro di James Ellroy suscita sempre una duplice sensazione nel lettore: da un lato l’eccitazione per una scrittura magnetica, dall’altro il timore di perdersi nei meandri più torbidi della natura umana. Con Notturni Hollywoodiani, l’autore ci riporta nel suo habitat naturale, quella Los Angeles degli anni Cinquanta già ampiamente sviscerata in capolavori intramontabili del suo celebre “L.A. Quartet”. 

La struttura di questa opera si distacca però dai suoi monumentali romanzi storici, offrendoci una serie di racconti brevi e una novella centrale. La location è, come sempre, la vera protagonista indiscussa: una Hollywood notturna, febbricitante e profondamente corrotta, ben lontana dai lustrini dello star system. All’interno di questa cornice si muovono poliziotti della LAPD dai metodi brutali, donne fatali calcolatrici e criminali di mezza tacca. I personaggi incarnano alla perfezione lo stile di Ellroy: sono cinici, tormentati e guidati da ossessioni distruttive. 

Il vero punto di forza del libro risiede nella consueta maestria stilistica dell’autore. La prosa è febbrile, sincopata, un flusso di coscienza ritmato dal gergo poliziesco dell’epoca che non lascia un attimo di tregua. Per chi ama il noir puro, l’atmosfera che si respira in queste pagine è evocativa e densa come il fumo di una sigaretta in un club d’altri tempi. 

Tuttavia, proprio la brevità del formato si rivela il principale punto di debolezza dell’opera. La narrazione frammentata in brevi storie non permette a James Ellroy di sviluppare quella complessa e stratificata rete di sottotrame a cui ha abituato i suoi lettori storici. Alcuni racconti scorrono via troppo rapidamente, lasciando la sensazione di trovarsi di fronte a bozzetti o a materiale di scarto non inserito nei romanzi maggiori. Manca quel respiro epico 

che avevamo invece amato e recensito con entusiasmo sulle nostre pagine di Thriller Life, ad esempio nell’analisi de L’angelo del silenzio. 

I finali delle singole storie risultano a tratti sbrigativi, privi di quel climax emotivo in grado di sconvolgere profondamente. In conclusione, Notturni Hollywoodiani si presenta come un’opera godibile ma minore all’interno della straordinaria bibliografia del “Demon Dog” della letteratura. È un volume consigliato principalmente ai collezionisti e ai fan accaniti che vogliono ritrovare quelle atmosfere classiche, mentre potrebbe risultare meno incisivo per chi si avvicina per la prima volta a questo straordinario scrittore. Una lettura che intrattiene e affascina per lo stile, ma che lascia un pizzico di amaro in bocca per una profondità complessiva che stavolta è rimasta in superficie. 

Traduzione: Lidia Perria 

Editore: Einaudi 

Pagine: 256 

Anno di pubblicazione: 2026 

AUTORE: 

Da I miei luoghi oscuri, sua autobiografia, sappiamo che la madre è stata assassinata nel 1958 a El Monte, dove si erano trasferiti all’indomani del divorzio dei genitori. 

Il delitto rimase irrisolto. Dopo alcuni anni di convivenza con il padre, rimase orfano anche del padre a 17 anni e iniziò per lui un travagliato periodo dominato dalla droga, che ne minò anche le condizioni fisiche, e da piccoli furti. Venne arrestato e passò dei periodi nella prigione della contea. Iniziò poi la sua attività di scrittore e i suoi libri divennero molto rapidamente dei best-seller internazionali. 

Oggi è universalmente considerato uno dei più grandi autori di crime degli ultimi trent’anni, e una delle voci più originali e potenti della letteratura americana contemporanea. Tra le sue opere maggiori, la quadrilogia di Los Angeles Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz; la trilogia “Underworld Usa” (American Tabloid, Sei pezzi da mille, Il sangue è randagio), il già citato memoir I miei luoghi oscuri; Ricatto, Caccia alle donne, La strada dell’innocenza, Perchè la notte, Tijuana, mon amour, L’angelo del silenzio, Corpi da reato, Praga detective, Clandestino, Il dubbio letale, Jungletown Jihad, Scasso con stupro, Notturni hollywoodiani, Destination: Morgue e Perfidia e Panico. 

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