Intervista a Piernicola Antonio Silvis
SPAZIO CURATO DA: Beatrice Orrù

Buongiorno cari lettori, il graditissimo ospite del nostro spazio interviste di oggi è Piernicola Antonio Silvis, con il suo libro “Undici sorelle” (Youcanprint, 2025) letto e recensito dalla nostra Silvia Deriu.
Piernicola Antonio Silvis è nato a Foggia nel 1954. Laureato in Giurisprudenza, è stato Primo dirigente della Polizia di Stato, che ha lasciato nel 2017, Questore di Oristano e Questore di Foggia. Ha esordito nella narrativa nel 2006 con il thriller. Un assassino qualunque, a cui hanno fatto seguito il poliziesco L’ultimo indizio (2008) e la spy story Gli anni nascosti (2010). Nel 2017 scrive il primo della Trilogia delle Croci, che vede protagonista il poliziotto Bruni e la città di Foggia, Formicae. Gli altri due sono: La lupa del 2018 e Gli illegali del 2019.
THRILLER LIFE: Il Figlio del Tempo di Dopo è un uomo come tanti che nasconde dentro di sé una violenza fuori dal comune. Durante i tuoi anni in polizia, e le diverse indagini alle quali hai partecipato, hai mai incontrato qualcuno che si avvicini a questo tipo di follia?
Piernicola Antonio Silvis: Purtroppo sì. Ho avuto contatti personale con vari soggetti che si sono macchiati di omicidi efferati, fra cui tre serial killer. È vero anche, però, che serial killer come Il Figlio del Tempo di Dopo o Hannibal Lecter sono poco realistici. I soggetti che amano uccidere le giovani donne, infatti, sono solo degli psicotici squilibrati, non persone di cultura: la persona elevata al momento giusto riesce a trattenersi dal delinquere (tranne le dovute eccezioni, come sempre).
Il vero serial killer è molto meno sinistramente affascinante dei suoi omologhi cinematografici e letterari. Certo, se però poi si agisce per (folli) finalità politiche e sociale, come fu per Abel e Furlan nel “Caso Ludwig”, allora sì, anche persone di cultura lo possono diventare
THRILLER LIFE: Nei tuoi ringraziamenti ci riveli che per il personaggio dell’assassino ti sei ispirato ad un serial killer che è tuttora detenuto negli Stati Uniti, ma non riveli il nome. Potresti dirci di chi si tratta e che tipo di ricerche hai svolto?
Piernicola Antonio Silvis: Certo, si tratta di Dennis Rader, noto come BTK (acronimo di Blind Torture Kill), noto come lo strangolatore di Wichita. Era un padre di famiglia che per anni ha strangolato donne e bambine, poi si è fatto prendere con un idiota. Ho parametrato su di lui il mio J. Sebastian perché questo mi ha consentito di fare meno fatica a immaginare il suo personaggio, visto che già esiste. Per inciso, BTK è stato più crudele di Munno. Oggi Rader sconta la condanna a vita in un carcere americano.
THRILLER LIFE: Caterina Barone è un nuovo personaggio che ha del potenziale. Hai già una idea per un successivo racconto oppure è stata una comparsata che finisce con “Undici sorelle”?
Piernicola Antonio Silvis: Caterina sta piacendo molto, me ne accorgo dal rumore che sento sui social. Perciò approfitto di questa intervista per rendere noto che sto rifinendo le ultime battute del nuovo romanzo con lei protagonista, che proprio fra qualche giorno invierò al mio nuovo editore. Uscirà nel 2027.
THRILLER LIFE: Rimini è una città che sa di mare, canzoni e divertimento. Come mai hai scelto proprio questa città come teatro principale degli omicidi?
Piernicola Antonio Silvis: Il fascino della Rimini dei miei romanzi nasce dal contrasto tra la baraonda internazionale che si scatena d’estate e il silenzio assoluto delle sere autunnali, quando sul lungomare deserto vedi solo qualche fanale nella nebbia e riesci a sentire il fragore delle onde che si frangono sulla spiaggia. Il fascino della mia Rimini sta nelle balere degli anni Sessanta con Fred Bongusto, che si sono trasformate nella maxidiscoteche. Rimini non è la città in cui si ambientano i romanzi di Caterina: ne è una delle protagoniste.
THRILLER LIFE: Ad un certo punto del racconto il modus operandi del “Figlio del Tempo di Dopo” negli ultimi due omicidi cambia. Non hai avuto paura che questo “svalutasse” un pochino il personaggio che fino a quel momento il killer era stato?
Piernicola Antonio Silvis: Tutti i personaggi dei romanzi hanno un’evoluzione, Munno ha avuto quella di non riuscire più a elaborare perversi omicidi in quanto si sentiva braccato, e si è dovuto accontentare di fare qualche omicidio “quando capita”, non so se mi spiego.
THRILLER LIFE: Prima di salutarti e ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato, c’è qualche consiglio che vorresti dare ai lettori di ThrillerLife?
Piernicola Antonio Silvis: Ho notato che molta gente è talmente assuefatta alle fiction televisive e ai romanzi, da essersi convinta che le vere indagini sono quelle facili facili di Rai1 o Canale5. La verità è molto diversa, perché invece le vere indagini sono spesso estenuanti e non sempre vincenti. Il leit motiv dei miei romanzi, infatti, è quello di riportare il lettore alla realtà. Capisco bene che, se uno nella vita ha fatto il bancario, non può avere idea di cosa significhi davvero investigare, e capisco bene che i thriller non possono essere scritti solo da ex poliziotti e ex magistrati. Ma che si abbia la consapevolezza che certe indagini sono solo cose da week end al mare.
La redazione di Thriller Life ringrazia Piernicola Antonio Silvis per la disponibilità.





