Francesca Zappia è una giovane autrice americana, di Indianapolis, con un nome italianissimo dovuto ai bisnonni, originari di Reggio Calabria. Raggiunge presto il successo negli Stati Uniti, raccogliendo moltissimi consensi sia dalla critica che dal pubblico. Molto attiva sui social, pubblica spesso su Tumblr, Wattpad e Twitter, e questo le permette di abbracciare più generazioni, comprese le più giovani.

Il suo amore per la scrittura nasce da giovanissima, sempre accompagnato da quello per il disegno: il bisogno di dare un volto ai propri personaggi è una delle caratteristiche che la contraddistinguono. Il passaggio dall’immaginazione alla carta è un importante step che le permette di presentare ai lettori dei personaggi complessi e strutturati a 360 gradi.

I suoi libri sono stati pubblicati in Italia da Giunti Editore, e il suo esordio nel nostro paese è avvenuto nel 2018 con Ti ho trovato fra le stelle, seguito nel 2019 da Chiudo gli occhi e il mondo muore. Il 23 marzo è stato pubblicato il suo terzo romanzo, Benvenuti ad Addamsville, un urban fantasy che ha come protagonista un’adolescente coraggiosa e con un’abilità molto particolare. QUI è possibile leggerne la recensione.

Francesca Zappia ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune nostre domande.

In Benvenuti ad Addamsville hai creato un mondo fantastico fatto di creature uniche, come i bruciafiamme, e un’eroina dal carattere molto particolare con la capacità di vedere i fantasmi e l’impermeabilità al fuoco. Quali sono i classici fantasy da cui hai preso ispirazione per creare questo mondo?

Amo tutti i tipi di storie fantasy, horror e soprannaturali, e penso che un po’ di tutto questo si sia unito per creare questa storia. I romanzi di Stephen King hanno avuto un grande impatto su di me, così come i film horror degli anni ’70, ’80 e ’90 come Halloween e A Nightmare on Elm Street (in Italia Nightmare – Dal profondo della notte). Ma penso che una grande fonte di ispirazione per me siano stati i libri Goosebumps (in Italia Piccoli Brividi): alcune di quelle storie mi spaventano ancora adesso!

Zora è una ragazzina mal vista da tutto il paese a causa dei sospetti nati dopo che è stata trovata sul luogo di un incendio, e paga inoltre le colpe del padre e la stravaganza della madre. Nonostante l’astio dei suoi vicini, di notte va in giro ad aggiustare le cose, a sistemare i giardini e ad aiutare di nascosto le persone. Cosa la spinge? Il senso di colpa per non avere la stessa forza che la madre impiega per proteggere la città? O magari vuole dimostrare a sé stessa di non essere la persona poco raccomandabile che tutti dipingono quando parlano di lei?

Si sente assolutamente in colpa perché non pensa di avere la forza e la dedizione di sua madre. A causa della sua assenza, Zora l’ha messa su un piedistallo e ora si sente come se non potesse mai esserne all’altezza. Allo stesso tempo, Zora ha bisogno di dimostrare a sé stessa che non è la persona terribile che la gente di Addamsville crede che sia, quindi va in giro a fare buone azioni di nascosto la notte, e solo lei lo sa. Zora è una persona che odia arrendersi e che non sopporta che la sua percezione di sé sia ​​dettata dagli altri, quindi farà tutto il necessario per riprendere il controllo della sua vita e delle sue emozioni.

La cugina di Zora, Artemis, dichiara di essere attratta dall’amica Mads. L’inserimento di un tema così importante come quello LGBTQ+ in un romanzo per ragazzi è sicuramente una scelta molto significativa. Come mai hai deciso di non svilupparlo, ma solo di accennarlo?

Ci sono un paio di ragioni. La prima, e quella principale, è che avevo pianificato di più per la storia dopo questo libro, e la relazione tra Artemis e Mads si sarebbe ampliata. Il secondo motivo è che a volte mi piacciono molto le storie in cui sono presenti solo gli accenni di una relazione. Lascia così tanto spazio al lettore per creare e forgiare le proprie interpretazioni. In parte anche perché questa storia riguardava più Zora, che è inclusa sotto l’ombrello LGBTQ+ (è asessuale) e tutto è interamente visto attraverso il suo punto di vista. È il tipo di persona a cui piace dare agli altri la propria privacy.

Le molte domande lasciate aperte fanno supporre che ci sarà un seguito al romanzo. Cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime pagine? Zora riuscirà a scoprire cosa è successo alla madre?

Spero di poterlo svelare un giorno! Mi piacerebbe completare la storia di Zora, e sì, dovrebbe sicuramente riguardare il ritrovamento delle risposte sulla scomparsa di sua madre.

Se dovessi indicare tre parole che ti rappresentano, quali sarebbero?

Appassionata, dedita, strana.

Se dovessi scegliere tre cose di cui non potresti mai fare a meno, ovviamente escludendo la scrittura, quali sarebbero?

Oh, questa è una bella domanda! Potrei fare a meno di molte cose se proprio dovessi. La prima cosa di cui non potrei fare a meno sono i miei amici/famiglia: sono la cosa più importante della mia vita. La seconda sarebbero le storie, che si tratti di libri, film o videogiochi. La terza sono i sonnellini. Devo fare i miei sonnellini!

Prima di salutarci e anzi, proprio per inaugurare un saluto di eccezione, che messaggio o augurio ti piacerebbe lasciare ai nostri lettori?

Lettori, spero che quest’anno troviate una storia che vi parli davvero, che risuoni con chi siete e spero che vi aiuti a guardare a voi stessi o al mondo in un modo nuovo. Per me, non c’è niente di meglio di una storia che è in grado di cambiarmi come persona, quindi spero che possiate vivere anche questa esperienza. Sarebbe ancora meglio se fosse il mio libro a farlo!

In Now entering Addamsville you have created a fantasy world made of unique creatures, and a very special heroine with the ability to see ghosts and impermeability to fire. What are the fantasy classics that inspired you to create this world?

I love all kinds of fantasy, horror, and supernatural stories, and I think a little bit of everything came together to make this one. Stephen King’s novels have had a big impact on me, as well as horror movies from the 70s, 80s, and 90s like Halloween and A Nightmare on Elm Street. But I think a big inspiration for me were the Goosebumps books—some of those stories still kind of scare me now!

Zora is a little girl frowned upon by the whole country due to the suspicions born after she was found on the site of a fire, and also pays for the sins of her father and the extravagance of her mother. Despite the hatred of her neighbors, at night she goes around fixing things, tidying up the gardens and secretly helping people. What drives her? Does she feel guilty for not having the same strength as her mother in protecting the city? Or maybe she wants to prove to herself that she is not the disreputable person that everyone think?

She absolutely feels guilty because she doesn’t think she has her mother’s strength and dedication. Because of her mother’s absence, Zora has put her on a pedestal and now feels like she can never measure up. At the same time, Zora needs to prove to herself that she isn’t the terrible person the people of Addamsville believe her to be, so she goes around doing good deeds under the cover of night, so only she will know. Zora is a person who hates giving up and who can’t stand having her sense of self dictated by others, so she’ll do whatever necessary to regain control of her life and her emotions.

Zora’s cousin, Artemis, claims to be attracted to her friend Mads. The inclusion of such an important theme as LGBTQ+ in a young adult novel is certainly a very significant choice. Why did you decide not to develop it, but only to mention it?

There are a couple of reasons. The first and biggest reason is because I had planned more to the story after this one book, and Artemis and Mads’s relationship was going to expand. The second reason is because sometimes I really like stories where you only get hints of a relationship. It leaves so much room for the reader to interpret and forge their own stories in that space. Part of it was also because this story was more about Zora, who is also included under the LGBTQ+ umbrella (she’s asexual), and the story is entirely from her PoV. She’s the kind of person who likes to give others their privacy.

The many questions left open suggest that there will be a sequel to the novel. What should we expect in the next pages? Will Zora be able to find out what happened to her mother?

I hope I can reveal this some day! I would love to complete Zora’s story, and yes, it would definitely have to be about her finding the answers about her mother’s disappearance.

If you had to choose three words that represent you, what would they be?

Passionate, dedicated, weird.

If you had to choose three things that you could never do without, obviously excluding writing, what would they be?

Oh, this is a good question! I could do without a lot of things if I absolutely had to. The first I couldn’t do without is my friends/family—they’re the most important thing in my life. The second would be stories, whether that’s in books, movies, or video games. The third thing is naps. I have to have my naps!

Before saying goodbye and even better, to inaugurate a greeting of exception, what message or wish would you like to leave to our readers?

Readers, I hope this year you find a story that really speaks to you, that resonates with who you are, and I hope it helps you look at yourself or the world in a new way. For me, there’s nothing better than a story that is able to change me as a person, so I hope you’re able to have that experience as well. It’d be even better if my book was able to do that for you!

ThrillerLife ringrazia Francesca Zappia

a cura di _leggichetipassa e Nina Palazzini

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