“Miracolo a Sant’Anna” di James McBride

Miracolo a Sant'Anna
Il mondo è una testa di gigante, e noi viviamo su questa testa e, quando lui la gira, è il tuo compleanno.

Miracolo a Sant’Anna

Recensione di: Elena Amoruso

TRAMA: Alpi Apuane, 1944. Il gigante nero Sam Train, soldato della 92a divisione, è convinto di poter diventare invisibile: a donargli questa miracolosa capacità è la testa di una statua trovata a Firenze, che Sam porta sempre appesa alla cintura. Ha deciso di disertare, ma dopo aver abbandonato la sua compagnia incappa in Angelo, un orfano italiano che soffre di amnesia e vive in uno stato semiselvatico. Quando lo salva da un attacco tedesco nella valle del Serchio, tra i due si instaura un legame silenzioso e fiabesco.

Il bambino però è gravemente ferito e Sam accetta di ricongiungersi ad alcuni compagni diretti al quartier generale affinché riceva le cure necessarie. Il gruppo arriva invece in un lugubre borgo: è Sant’Anna di Stazzema, che, come scopriranno, è da poco stata teatro di un terribile massacro. Mentre rischiano la vita per un paese in cui sono trattati con meno rispetto dei nemici che combattono, i soldati riscoprono l’umanità nel piccolo villaggio toscano: nei contadini che li ospitano, nell’affetto inespresso di un bambino orfano, in una ritrovata fiducia nel prossimo. E anche di fronte a una tragedia indicibile, imparano – e noi con loro – a riconoscere i piccoli miracoli della vita.

RECENSIONE:

James McBride, autore del romanzo “Miracolo a Sant’Anna”, traduce in romanzo storico una delle atroci vicende, probabilmente, poco conosciute della storia della Seconda Guerra Mondiale. Il romanzo fu pubblicato per la prima volta nel 2002 e da esso, nel 2008, è stata tratta la sceneggiatura dell’omonimo film.

La vicenda riporta i fatti accaduti nel dicembre del 1944 in Toscana, più precisamente a Sant’Anna una frazione di Stazzema nella provincia di Lucca. L’eccidio di Sant’Anna fu un crimine di guerra nazista che James McBride fa rivivere nelle pagine del suo romanzo attraverso il vissuto di quattro soldati afroamericani che si ritrovano separati dalla loro divisione, la divisione Buffalo, in cui erano stati accorpati soldati americani chiamati a combatte il nemico tedesco. Reduce dell’eccidio è un bambino che i soldati decidono di salvare, un bambino rimasto orfano a cui vogliono dare un’altra possibilità di vivere nonostante l’incubo appena vissuto.

I soldati restano bloccati lì, in una situazione quasi stagnante che procede a rallentatore, un po’ come il progredire della vicenda. Sicuramente all’autore va riconosciuto l’intento di voler riportare all’attenzione un episodio cruento della guerra; tutto però è molto lento e, a volte, si ricade nello spiegone. I personaggi appaiono al lettore forti e coraggiosi in una circostanza pericolosa, molto spesso, però, si tende a divagare su dettagli che occupano un po’ troppo spazio, soprattutto se alcuni aspetti non sono del tutto veritieri, o per meglio dire, dal tono favolistico.

Sentimentalmente è un romanzo che mette al centro la solidarietà e l’amicizia, non mancano i temi del razzismo, della speranza e della fiducia nel prossimo. Inoltre “Miracolo a Sant’Anna” ha una struttura particolare e complessa che lo rende un romanzo non di facile lettura: l’aspetto principale è il punto di vista dei soldati che cambia e che potrebbe portare il lettore a perdersi nella trama. Altro aspetto che potrebbe essere definito critico è la presenza di leggende e storie popolari che donano un aspetto “mistico” all’intera vicenda. James McBride ha dunque la capacità di mettere insieme fatti ispirati a vicende storiche realmente accadute con elementi non del tutto veritieri, un connubio che non sempre risulta essere vincente.

Traduzione: Adria Tissoni

Editore: Fazi Editore

Pagine: 276

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

James McBride

Nato nel 1957 da padre afroamericano e madre ebrea esule dalla Polonia, dopo una formazione come giornalista che lo porta nelle redazioni di celebri testate come «The New York Times», «The Washington Post» e «Rolling Stone», James McBride esprime il suo poliedrico talento sia come musicista jazz che come sceneggiatore per Spike Lee. Giunge alla popolarità nel 1995 con Il colore dell’acqua (Fazi Editore 2025), vigoroso libro d’esordio a carattere autobiografico, e si conferma uno degli scrittori statunitensi contemporanei più importanti con The Good Lord Bird (Fazi Editore, 2021), vincitore del National Book Award 2013, Il diacono King Kong (Fazi Editore, 2023) e L’Emporio del Cielo e della Terra (Fazi Editore, 2024), di cui Steven Spielberg ha acquisito i diritti cinematografici. Miracolo a Sant’Anna, pubblicato per la prima volta nel 2002, è il suo secondo libro; ne è stato tratto l’omonimo film diretto da Spike Lee.

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