Monsieur le comte e l’arte di uccidere

Monsieur le comte e l'arte di uccidere
“Obligé aux vivants et aux morts – Obbligati verso i vivi e i morti”

Monsieur le comte e l’arte di uccidere

Recensione di: Beatrice Orrù 

Trama:

Ah, la Costa Azzurra, il verde della penisola fra Monaco e Nizza, le alte siepi che nascondono ville principesche! Proprio a quel lusso Lucien, che nell’antica famiglia dei conti de Chacarasse ricopre il poco ambito ruolo di pecora nera, ha scelto di rinunciare. Ha altre ricchezze: una finestra vista mare, il ristorantino a Villefranche-sur-Mer – il P’tit Bouchon – aperto in barba ai desideri dei suoi blasonati parenti, la bouillabaisse dell’amico chef Roland, magari gustata insieme a un bicchiere di vino e in deliziosa compagnia… cos’altro serve per essere felici? Poi, un giorno, quell’idillio finisce: una telefonata richiama con urgenza Lucien al capezzale del padre, gravemente ferito in circostanze misteriose.

Prima di morire, nella stanza buia di Villa Béatitude il conte de Chacarasse estorce al figlio l’unica promessa che Lucien non è pronto a fare, figurarsi a mantenere: proseguire l’antica tradizione di famiglia, che risale fino a Napoleone, ai Borboni, addirittura ai Medici. Da secoli, infatti, i conti de Chacarasse si tramandano una particolare forma d’arte, che richiede sangue freddo e pazienza, e per la quale Lucien è stato suo malgrado addestrato fin da bambino: l’arte di uccidere. Su commissione e dietro compenso.

E pure se alla greve eredità Lucien si è sottratto per anni, ora è rimasto l’unico corridore di questa mortale staffetta. Ma come può, lui che vuole godersi la vita a ogni costo, privare qualcun altro della sua? 

Recensione:

Dopo il successo della saga in sette volumi dedicata alle indagini di Madame le commissarie e del suo assistente, Pierre Martin torna a firmare una nuova serie letteraria. L’autore ci conduce ancora una volta sotto il sole della Provenza, ma introducendo un protagonista inedito pronto a conquistare i lettori.  

Monsieur le comte e l’arte di uccidere segna il debutto di una nuova saga gialla provenzale, che vede come protagonista l’irresistibile Lucien de Chacarasse, costretto a vestire i panni di un sicario riluttante.   

La storia prende il via con l’annuncio che Lucien ha sempre temuto: la morte del padre. Insieme al lutto, l’uomo eredita un fardello spaventoso. Da centinaia di anni, la sua dinastia porta avanti una tradizione spietata: uccidere su commissione in cambio di ricompense astronomiche.  

Così, a pochi giorni dal funerale del padre, il protagonista si ritrova bruscamente proiettato nella sua nuova realtà, costretto ad adempiere al suo primo incarico. L’obiettivo è Didier Pascal, un uomo di cinquant’anni tornato da poco in libertà dopo una condanna per omicidio stradale. La vittima era una sedicenne, figlia di un influente industriale che, evidentemente, non ritiene che la giustizia ordinaria abbia saldato il conto. 

Da questo momento esplode il conflitto interiore che da sempre tormenta la vita di Lucien: la sua morale. Lui non è un assassino, non vuole uccidere nessuno e si rifiuta di portare avanti la sanguinosa tradizione di famiglia. A sbarrargli la strada, però, c’è lo zio Edmond. Costretto su una sedia a rotelle dopo un drammatico incidente in paracadute, l’anziano e temuto mentore è la mente operativa dell’organizzazione, l’uomo che gestisce i contratti e tiene i fili dei contatti con i misteriosi e influenti committenti. 

Riuscirà Lucien a non spezzare la secolare tradizione di famiglia senza però macchiarsi le mani di sangue? In questo gioco d’equilibrio precario, un elemento inaspettato potrebbe cambiare tutte le carte in tavola: l’incontro con Francine, la giovane e affascinante amante del defunto padre. Sarà lei a mostrargli una via d’uscita, o finirà per trascinarlo ancora più a fondo nel labirinto di segreti dei de Chacarasse? 

Con “Monsieur le comte e l’arte di uccidere”, Pierre Martin si cala a capofitto in uno dei dilemmi che da sempre interrogano l’essere umano: i confini della moralità. Da questo nucleo centrale scaturisce un interrogativo ancora più intimo e lacerante: è lecito tradire una promessa fatta a un uomo sul letto di morte, soprattutto quando si parla del proprio padre, quando mantenerla significherebbe sacrificare la propria anima? 

Nonostante la gravità e la complessità delle tematiche affrontate, l’autore dimostra una notevole abilità nel confezionare un thriller scorrevole e di facile lettura. Il tono dell’opera si mantiene sorprendentemente leggero, muovendosi su un registro quasi fin troppo spensierato rispetto alla delicatezza degli argomenti trattati.  

In questo contesto si inserisce la figura del protagonista, in quello che si preannuncia come l’inizio di una nuova saga letteraria, attraverso sfumature quasi comiche. A fare da catalizzatore a questa spiccata ironia è soprattutto il suo rapporto con Rosalie, la storica governante del padre ora passata al suo servizio.  

È proprio l’interazione con lei a ravvivare la narrazione, facendo emergere il lato più spensierato, brillante e ironico del carattere di Lucien.  

Grazie a queste caratteristiche, Monsieur le comte e l’arte di uccidere si rivela una lettura estremamente scorrevole. È la scelta ideale per chi non cerca enigmi complessi o misteri rompicapo, ma desidera lasciarsi trascinare da una narrazione leggera e ricca di spunti comici. 

Traduzione: Roberta Scarabelli 

Editore: Neri Pozza 

Pagine: 352 

Anno di pubblicazione: 2026 

Pierre Martin

Autore:

Pierre Martin è un autore tedesco. Scrive sotto pseudonimo, ed è celebre per la serie di gialli Madame le commissaire, portata in Italia da Neri Pozza. Isabelle Bonnet e il suo assistente Apollinaire sono diventati in Germania dei veri e propri personaggi di culto, degni di figurare accanto alle più celebri coppie di detective del romanzo poliziesco. 

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