“E così per non morire. La nuova indagine della profiler Gaia Virgili” di Paolo Roversi

E così per non morire
Certi mostri non scompaiono mai. Cambiano volto, aspettano, e poi tornano.

E così per non morire.

Recensione di: Sabrina Di Stefano

TRAMA:

Una scia di sangue attraversa Milano e il tempo, unendo epoche lontane in un unico enigma irrisolto. Febbraio 2020: mentre il mondo inizia a chiudersi sotto la minaccia di un virus sconosciuto, quattro donne vengono uccise nel giro di poche settimane. Delitti feroci, brutali, all’apparenza senza movente, che non fanno notizia perché le prime pagine sono occupate dall’emergenza sanitaria globale. Ma qualcuno, tra le pieghe di quei casi, riconosce un’ombra antica.

A Milano torna Gaia Virgili, profiler tra le migliori d’Europa, ora in forza all’Europol. Richiamata dal suo mentore Renato Bernardi, direttore dell’Uacv, si trova davanti a un enigma che affonda le radici nel passato. Gli omicidi, infatti, sembrano ricalcare con inquietante precisione una sequenza di delitti insoluti avvenuti tra gli anni sessanta e i settanta. Un mistero rimasto sospeso per decenni nella scighera. C’è chi ha azzardato ipotesi oscure parlando del “Mostro di Milano”. E ora qualcuno sembra volerlo riportare in vita.

Caparbia, lucida, addestrata a leggere la mente dei criminali, Gaia si muove in una città svuotata dal lockdown, dove il silenzio amplifica l’ossessione e alimenta la paura. L’indagine diventa un viaggio doppio: nello spazio, tra le strade deserte della Milano contemporanea, e nel tempo, nelle notti febbrili del Boom e degli anni di piombo, tra donne sole ai margini della metropoli, poliziotti stanchi e cronisti stropicciati. Due città che si sovrappongono, due epoche che dialogano, unite da una ferocia che non ha mai smesso di pulsare. 

RECENSIONE:

E così per non morire di Paolo Roversi , pubblicato da SEM, è il quarto capitolo della serie con protagonista la ciminal profiler Gaia Virgili, che rientra In Italia dopo una delicata operazione in Spagna, proprio nel periodo in cui il Coronavirus stava facendo le sue prime vittime e il paese si preparava al primo Lockdown. A Milano, mentre le strade sono vuote e silenziose, quattro giovani donne vengono uccise nel giro di poche settimane. I delitti sono feroci e senza un movente. Ma un dettaglio richiama l’attenzione della profiler, rivelando un legame con il passato: questi casi presentano la «Stessa tipologia di vittime, stessa ferocia, stessa precisione» di una serie di omicidi degli anni ’60 – ’70.

Un emulatore sta replicando quei delitti. Una nuova scia rosso sangue attraversa le strade di Milano, colpendo sempre donne sole. La paura è nell’aria, perchè un nuovo mostro agisce senza lasciare traccia. Roversi ci ha abituati a protagonisti maschili indimenticabili, come il giornalista e hacker Enrico Radeschi (giunto all’undicesimo capitolo della serie con L’innocenza dell’iguana ) e il Drago, ex ispettore e cacciatore di teste, protagonista della serie Dragon. Con Gaia Virgili, protagonista di Psychokiller, Black money e Yellow Diamonds ,  l’autore dà vita a un personaggio femminile altrettanto memorabile, una profiler con una mente brillante capace di entrare nella psiche dei criminali.

Paolo Roversi   intreccia due epoche diverse della storia milanese, quella del lockdown durante la pandemia di Covid-19 e quella degli anni di piombo, costruendo un racconto avvincente nel quale passato e presente si intrecciano continuamente. L’autore ci riporta indietro di sei anni, facendoci rivivere quella sensazione di restrizione e angoscia che ci ha soppraffatti per mesi, quando tutti eravamo incollati ai telegiornali e ai numeri dei contagi in sovrimpressione che aumentavano di ora in ora. Ci descrive «una città paralizzata dalla peste come quella raccontata da Manzoni» in cui la Milano che conosciamo tutti si spegne di ogni suono e immagine per l’arrivo di un nemico che nessuno è in grado di fermare.

Il lettore rivive al contempo anche il grigiore e la paura degli anni Settanta, in cui la città era lo sfondo dei cold case delle Clacson girls vittime del “Mostro di Milano”. Due nemici che viaggiano su binari paralleli e contro cui la profiler Gaia Virgili deve combattere. E così per non morire non è solo un thriller, è anche una testimonianza storica su come il capoluogo lombardo ha affrontato e superato il dolore di quei giorni in cui la vita e il tempo sembravano sospesi.

Ma, come afferma lo stesso Paolo Roversi nelle sue note finali, il libro è ispirato ai delitti realmente accaduti negli anni ‘60 e ’70 rimasti impuniti, e ha lo scopo di ricordare le vittime, provando a dare un senso narrativo ad una ferita che è rimasta aperta. 

Editore: SEM

Pagine: 304

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:  

Paolo Roversi

Scrittore, giornalista e sceneggiatore, Paolo Roversi vive a Milano e insegna crime fiction nei laboratori di scrittura della Scuola Holden e di Feltrinelli Education. È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. Ha condotto i podcast Black Minds e Mani in Alto, in cui ha raccontato rispettivamente i più grandi autori crime della storia e le rapine più incredibili mai avvenute. Ha pubblicato diversi romanzi, tra cui quelli della serie del giornalista-hacker Enrico Radeschi. Con Sem ha pubblicato Addicted (2019), Psychokiller (2020), Black Money (2021) e Yellow Diamonds (2023).

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