Le voci interrotte. La prima indagine di Minerva

Le voci interrotte. La prima indagine di Minerva
“Tra bronzo e carne, mito e delitto, a Pavia le voci dei cantanti si spengono una a una. Ma chi le sta zittendo?”

Le voci interrotte. La prima indagine di Minerva

AUTORE: Giusy Ferreri

RECENSIONE DI: Chiara Ferrato 

TRAMA:   

E’ una notte tranquilla a Pavia. Usciti da un locale, tutt’altro che sobri, alcuni ragazzi stanno chiacchierando nella piazza sotto la statua dedicata alla dea Minerva quando, ad un tratto, le fattezze di bronzo si fanno carne: la statua si anima e la dea si dilegua nella notte. Troppe sostante psicotrope? O il segno che qualcosa di insolito sta per accadere? Poche ore dopo, nel fiume viene ritrovato il cadavere di Josh River, giovane e talentoso musicista che stava lavorando al suo nuovo album nella sala di registrazione di una grande casa discografica, un luogo alquanto misterioso immerso nella quiete del parco del Ticino.

Quiete apparente, perché gli eventi precipitano: il cadavere di Josh scompare, altre due morti sospette si susseguono, e una giovane e bellissima cantante di nome Minerva di offre di coadiuvare le indagini, ma sembra avere un piano tutto suo. Chi sta uccidendo i cantanti e quale scontro sotterraneo di poteri si gioca sulle loro vite inconsapevoli? Un esordio folgorante, un noir dalle sfumature gotiche e fantasy in cui risuona la voce potete e originale di Giusy Ferreri. 

RECENSIONE: 

Quando un artista affermato in un campo si cimenta in un’altra forma d’arte, la curiosità è inevitabile. Le voci interrotte. La prima indagine di Minerva segna il debutto narrativo di Giusy Ferreri , una delle voci più riconoscibili della musica pop italiana, che sceglie di esordire con un progetto tutt’altro che timido: un noir dalle sfumature gotiche e fantasy, ambientato nel mondo della musica che conosce così bene. Il risultato è un romanzo ambizioso e sovrabbondante, ricchissimo di suggestioni, che affascina e disorienta in egual misura. 

Le voci interrotte. La prima indagine di Minerva si apre con un prologo di impatto: quattro ragazzi, sotto l’effetto di funghi allucinogeni e alcol, assistono nella piazza di Pavia all’animarsi della statua della dea Minerva, che prende vita ed esce dal bronzo avvolta in una tuta di lattice nero, tra saette viola e tuoni. È un incipit visionario e cinematografico, capace di catturare immediatamente l’attenzione. Al tempo stesso, però, è anche piuttosto confusionario: lascia il lettore con più domande che appigli, incerto su cosa sia reale, cosa sia allucinazione e cosa sia mito. Una scelta d’apertura audace, che può conquistare o spiazzare a seconda della sensibilità di chi legge. 

La stessa sensazione ambivalente accompagna l’ingresso nella storia vera e propria. Fin dai primi capitoli il lettore viene travolto da una gran quantità di nomi, personaggi e ruoli, un affollamento che rende faticoso orientarsi e da cui è difficile uscire senza un certo mal di testa.

Andando avanti, questo già nutrito gruppo di personaggi si allarga ulteriormente e si intreccia con la mitologia, Aracne e Minerva in primo luogo, con accenni a talismani, a Narciso, a ninfe e fauni. È uno degli aspetti più divisivi del libro: c’è davvero tantissimo materiale, di ogni tipo, dal paranormale al gotico, dal mitologico al noir. Una ricchezza che testimonia l’ambizione dell’autrice e la sua fantasia, ma che rischia a tratti di sovraccaricare la narrazione, sacrificando la chiarezza sull’altare dell’abbondanza. 

Al centro di tutto c’è comunque un’ossatura noir solida e intrigante: l’indagine per stabilire se il giovane e talentuoso cantante Josh River sia stato ucciso oppure sia morto tragicamente, per suicidio o per un incidente. Attorno a questo interrogativo ruotano la scomparsa del cadavere, altre morti sospette e la figura ambigua di Minerva, giovane e bellissima cantante che si offre di aiutare le indagini pur sembrando avere un piano tutto suo. La domanda di fondo è chi sta uccidendo i cantanti? e quale scontro di poteri si gioca sulle loro vite? Queste domande tengono viva la curiosità e danno al romanzo la sua spinta. 

È evidente, in queste pagine, la mano di Giusy Ferreri che il mondo della musica lo vive dall’interno: la sala di registrazione, le dinamiche delle case discografiche, l’ambiente dei cantanti sono descritti con una familiarità che solo chi lo abita può avere, ed è forse questo l’elemento che viene costruito con maggiore cura del libro. La voce di Giusy Ferreri, istintiva, a tratti quasi lirica emerge con forza e originalità, anche quando la costruzione narrativa vacilla. 

Ed è proprio sull’equilibrio complessivo che il giudizio resta sospeso. Da un lato, Le voci interrotte è un esordio coraggioso, personale, pieno di idee e di atmosfere suggestive, che mescola generi con un’audacia non comune. Dall’altro, l’eccesso di materiale, il sovraffollamento di personaggi e la confusione di alcuni passaggi rendono la lettura più faticosa di quanto dovrebbe, e rischiano di lasciare il lettore più frastornato che appagato. È un libro che divide, e che difficilmente lascerà indifferenti: c’è chi si lascerà incantare dalla sua esuberanza visionaria e chi, al contrario, si perderà tra le sue troppe strade. 

In conclusione, il debutto narrativo di Giusy Ferreri è un libro ambizioso e originale, ricco di fascino e di difetti in egual misura. Un romanzo che osa molto, forse troppo e che proprio in questo eccesso trova insieme la sua identità più vera e il suo limite più evidente. Un esordio imperfetto ma indubbiamente personale, da cui emerge la voce di un’artista che non ha paura di rischiare.

TRADUZIONE: N/A 

TITOLO ORIGINALE: LE VOCI INTERROTTE. LA PRIMA INDAGINE DI MINERVA 

EDITORE: SOLFERINO 

PAGINE: 272 

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026 

AUTORE:

GIUSY FERRERI dal suo clamoroso esordio del 2008 ad oggi, ha costruito una carriera di traguardi e record tra hit radiofoniche, 1 disco di diamante, 16 dischi di platino e 4 dischi d’oro. Con un’incredibile capacità di interpretare i generi e gli stili più disparati – dal rock al pop, dal blues alla world music – è entrata nel cuore del pubblico con brani di culto come

“Non ti scordar mai di me”, “Novembre”, “Il Mare Immenso”, “Ti Porto A Cena Con Me”, “Partiti Adesso”, “Volevo Te”, “Miele”. Nel 2024 e nel 2025 ha portato dal vivo in tutta Italia le hit che hanno segnato la sua carriera, accompagnata dalla sua storica band. A gennaio del 2026 ha pubblicato il nuovo singolo Musica Classica e ha partecipato al Festival di Sanremo in qualità di ospite di Francesco Renga nella serata dei duetti.

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