Il bestseller
TRAMA:
La terapeuta Helena Salve sa bene che mantenere il segreto professionale è la regola più importante e inviolabile del suo lavoro. Ma i continui racconti di manipolazioni e minacce che ascolta dalla sua paziente Belle riguardo al marito la stanno logorando. Una notte, complice troppo vino, Helena con da tutto alla sua migliore amica Tala, una scrittrice in crisi che sta cercando disperatamente un’idea per un nuovo thriller.
Qualche mese dopo, Tala annuncia entusiasta che il suo romanzo potrebbe essere un vero e proprio bestseller. Ma c’è un problema: la storia è quella di Belle. Ora è a rischio non solo la professione di Helena ma, se il marito di Belle è davvero così pericoloso, lo è anche la sua vita. Perché Tala lo ha fatto? Sapeva quali sarebbero state le conseguenze. Le amiche dovrebbero proteggerti… giusto?
RECENSIONE:
Il bestseller è un romanzo che si muove tra la tensione del thriller e la profondità del dramma psicologico. Un libro che parte da un’idea decisamente solida e che sceglie di esplorare dinamiche relazionali davvero interessanti.
Il punto di forza principale della storia è indubbiamente la sua capacità di catturare chi legge. La trama funziona e si divora in poco tempo: è avvincente, appassionante e costruita in modo tale da spingere ad andare avanti, curiosi di capire come si ricomporranno i pezzi del mosaico. Jenny Knightsby non si affida a colpi di scena clamorosi o scioccanti. La tensione cresce in modo graduale, facendo perno sui rancori accumulati nel tempo e sul lento affiorare di segreti sepolti nel passato.
Scegliere di privilegiare la gravità del tema trattato e lo studio dei rapporti tossici è un’intenzione apprezzabile; tuttavia, il rovescio della medaglia è che alcuni passaggi finiscono per risultare un po’ troppo prevedibili, soprattutto se si ha un minimo di familiarità con i meccanismi del genere. La linearità di fondo fa sì che la storia scorra via bene, ma senza regalare mai un vero e proprio picco di pathos.
A mantenere vivo l’interesse è soprattutto la scelta della struttura temporale: l’autrice gioca continuamente con l’alternanza tra passato e presente, ed è un meccanismo dosato davvero bene. Il presente mostra fin dalle prime pagine le crepe spalancate nelle vite dei protagonisti, mettendo in evidenza la distanza che li separa, i risentimenti e le conseguenze di scelte fatte tempo prima. Il passato, dal canto suo, fornisce a poco a poco i tasselli mancanti, spiegando da dove nascano quei rancori e cosa nascondano quei segreti. In questo modo, la vera forza motrice della lettura diventa la curiosità di ricostruire cosa sia successo allora per giustificare la situazione di oggi.
Al di là dell’intreccio narrativo, la vera natura de Il bestseller è puramente psicologica. Più che scoprire chi abbia fatto cosa o quale sia la verità finale, la storia punta a capire come e perché i protagonisti siano rimasti intrappolati in una rete di condizionamenti reciproci. Da questo punto di vista, il tema meglio riuscito dell’intero romanzo è senz’altro la rivalità tra amore e amicizia.
La storia solleva interrogativi molto realistici sulle priorità affettive della vita adulta: chi scegliere quando il proprio compagno e la propria migliore amica entrano in rotta di collisione? Fino a che punto è giusto spingersi per proteggere un legame a scapito dell’altro? Il racconto mostra con schiettezza quanto sia difficile capire di chi fidarsi davvero, ricordandoci che l’intimità di una vita non è sempre garanzia di trasparenza.
La rivalità tra le due figure chiave della protagonista non viene affrontata in modo melodrammatico, ma come un lento logoramento. Il rapporto con la migliore amica, Tala, porta con sé un bagaglio di ricordi condivisi che rende quasi impossibile scindere il presente dal passato. Dall’altra parte, la relazione con il compagno incarna la ricerca di una stabilità che si rivela ben presto fragile, mettendo la protagonista davanti a un dilemma continuo in cui ogni scelta sembra equivalere a un tradimento.
Un altro aspetto affrontato con molta accuratezza da Jenny Knightsby riguarda le dinamiche della manipolazione psicologica e del controllo all’interno di una relazione tossica. È descritto molto bene quel processo subdolo attraverso cui una persona arriva a perdere fiducia nei propri ricordi e nelle proprie percezioni.
Il libro manda un messaggio potente e quanto mai attuale: la tossicità di un rapporto non passa necessariamente per la violenza fisica, ma si nutre di piccole svalutazioni mascherate da attenzioni, di critiche velate e della tendenza a riscrivere la memoria per far sembrare la vittima sempre dalla parte del torto. Sotto questo aspetto, lo studio psicologico dei personaggi è davvero ben fatto: le motivazioni, le fragilità, le paure e i risentimenti di ognuno appaiono sempre coerenti con la loro storia.
Purtroppo, accanto a questi innegabili elementi di forza, la narrazione inciampa su alcuni dettagli importanti. Andando avanti con la lettura ci si imbatte in parecchie ripetizioni: certi concetti sulla fiducia, sulla manipolazione o sul peso del passato vengono ribaditi un po’ troppe volte, allungando il brodo senza aggiungere nulla di nuovo. Inoltre, senza fare spoiler, alcuni comportamenti dei personaggi non combaciano del tutto con i profili psicologici delineati con tanta cura nei primi capitoli. Si avverte una sottile incoerenza che intacca leggermente l’opera.
Sempre a proposito dei protagonisti, una cosa che lascia perplessi è il loro modo di reagire di fronte a torti, malintesi e rivelazioni decisamente pesanti. Invece di esplodere, chiarirsi o affrontare di petto questioni enormi del loro passato, hanno spesso reazioni fin troppo contenute e innaturali. Evitano gli argomenti cruciali, sorvolano su domande legittime e lasciano cadere questioni che richiederebbero una risposta immediata. È una reticenza che sembra costruita per evitare che i nodi vengano al pettine troppo presto e per tenere in piedi il mistero il più a lungo possibile. L’effetto, però, è che i personaggi finiscono per sembrare un po’ freddi e distaccati, rendendo più difficile per chi legge immedesimarsi fino in fondo nelle loro emozioni.
Ma il vero tallone d’Achille de Il bestseller sta nello stile. La costruzione delle frasi è un po’ meccanica e rigida, togliendo naturalezza al racconto. Questo limite si nota in particolar modo nei dialoghi, che suonano finti, come se fossero stati scritti con il solo scopo di spiegare le cose al lettore anziché far parlare due persone reali. Manca quella spontaneità che rende credibile un confronto acceso o un momento di intimità, specialmente quando a parlare sono personaggi legati da affetti profondi o divisi da forti tensioni.
A complicare le cose c’è la scelta della terza persona. In una storia basata sulla manipolazione psicologica, restare fuori dalla testa della protagonista crea un filtro di troppo. Sarebbe stato molto più efficace ed emotivamente coinvolgente raccontare la vicenda in prima persona, facendoci vivere da vicino la sua confusione e i suoi dubbi mentre cerca di capire di chi fidarsi, magari alternando la sua voce a quella dell’amica Tala. I loro punti di vista ci sono già, ma narrati in terza persona e con questo stile un po’ rigido perdono gran parte della loro carica emotiva.
Tirando le somme, Il bestseller è un romanzo che rimane un po’ a metà strada. Parte da un’idea bellissima, si legge con piacere e sa offrire un ritratto accurato di come ci si possa smarrire all’interno di un rapporto tossico. Allo stesso tempo, però, paga il prezzo di una forma poco fluida, di qualche ripetizione di troppo e di una struttura narrativa che tiene il lettore a distanza invece di farlo tuffare a capofitto nella testa dei personaggi.
Traduzione: Sara Meddi
Titolo originale: The bestseller
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 320 pagine
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Jenny Kingsthby lavora come medico e vive nella zona ovest di Londra. Il bestseller è stato selezionato nella shortlist del Lucy Cavendish Fiction Prize 2024 ed è il suo romanzo d’esordio.