Cemento e sangue di Carlo Calabrò

Cemento e sangue
Il Brasile, dove tutto ciò che dovrebbe non funzionare mai, e dove l’impossibile invece accade con ordinaria nonchalance.

Cemento e sangue

Recensione di: Luca Ronzoni

TRAMA:

San Paolo è una città che cresce divorando se stessa. Il cemento copre tutto: fiumi, corpi, responsabilità. L’autoritarismo non ha più bisogno del volto antico della dittatura: è mediatico, privatizzato, e non si nasconde. Everton Barros, cronista svogliato di un grande quotidiano, una mattina riconosce tra le acque nere del rio Pinheiros il cadavere di Flávio Bloch, amico eco-attivista. La polizia archivia il caso come suicidio. Everton no. Decide di indagare, anche se il suo stesso giornale vorrebbe lasciar perdere. Intorno a quella morte si aprono altre piste: un palazzinaro assassinato, un ingegnere svizzero scomparso tra Amazzonia e narcotraffico.

A collegarle sembra esserci Donato Abreu, politico in ascesa, volto televisivo rassicurante, promotore di un piano che trasforma edilizia popolare e senzatetto in un affare. Everton indaga senza protezioni. Più si avvicina alla verità, più capisce che ogni rivelazione produce altra violenza, ogni domanda mette qualcuno in pericolo. Non c’è un colpevole da smascherare: c’è un sistema in cui informazione, finanza, criminalità e politica lavorano insieme. Un noir di stampo civile dentro una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la sostenibilità è una farsa, la filantropia una copertura, e ogni promessa di progresso ha un prezzo. Pagato dai più deboli.

RECENSIONE:

Abbiamo approcciato questo libro con curiosità ed interesse, in quanto con Cemento e sangue, Carlo Calabrò sceglie un’ambientazione insolita, originale e ricca di potenzialità narrative. San Paolo, con le sue dimensioni gigantesche, le profonde disuguaglianze, il cemento che cresce accanto alle periferie e i rapporti poco trasparenti tra affari, politica e criminalità, rappresenta certamente uno degli elementi più interessanti del romanzo.

È una città che riesce a trasmettere un senso di inquietudine e che, in alcuni momenti, sembra quasi diventare essa stessa protagonista della storia. Anche i personaggi sono ben costruiti nelle loro caratteristiche essenziali. Il protagonista e le figure che lo accompagnano nella vicenda hanno personalità riconoscibili e contribuiscono a creare un mondo narrativo variegato, nel quale si intrecciano giornalismo, interessi economici, politica e criminalità.

È però soprattutto sul piano della scrittura che il romanzo lascia qualche perplessità. Lo stile di Calabrò è ricco di informazioni e di dettagli, ma non sempre riesce a trasformare questa ricchezza in una narrazione fluida ed avvolgente. In alcuni passaggi la prosa appare un po’ troppo descrittiva e tende a rallentare il ritmo, mentre in altri sembra quasi voler spiegare al lettore situazioni e dinamiche che avrebbero dovuto emergere più naturalmente attraverso l’azione e i dialoghi.

Si avverte, poi, una certa immotivata discontinuità nel ritmo narrativo: alcuni momenti sono vivaci e riescono a mantenere l’attenzione, mentre altri procedono con maggiore fatica. Anche i dialoghi, pur funzionali alla caratterizzazione dei personaggi, non sempre hanno quella naturalezza e quella incisività che potrebbero rendere più coinvolgente la vicenda.

In Cemento e sangue la suspense, che dovrebbe essere uno degli elementi centrali di un noir, è probabilmente l’aspetto meno convincente. Ci sono tutti gli ingredienti per costruire una storia tesa e avvincente — interessi economici, potere, criminalità, personaggi ambigui e una città dalle mille contraddizioni — ma la tensione non cresce sempre in maniera progressiva. Il lettore intuisce le potenzialità dell’intreccio più di quanto riesca effettivamente a percepirne la tensione.

Rimane comunque un romanzo che presenta un’ambientazione insolita, personaggi interessanti e temi attuali, soprattutto per il modo in cui mette in relazione il potere economico, la trasformazione urbana e le contraddizioni sociali di una metropoli come San Paolo. Però Cemento e sangue mi è sembrato più interessante per il mondo che racconta e per le suggestioni che riesce a evocare che per la qualità della costruzione narrativa. Una buona idea e una cornice originale, alle quali avrei preferito uno stile più asciutto e incisivo, un ritmo più serrato, dialoghi più incisivi una suspense maggiormente capace di accompagnare il lettore fino alla fine.

Editore: Marsilio

Pagine: 288 pagine

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Carlo Calabrò è nato a Palermo. Bioingegnere per formazione, sceneggiatore e attore per passione, in un paio di vite precedenti è stato anche consulente, banker e imprenditore tra Parigi e San Paolo. Sposato, due figli, vive e lavora a New York.

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