“Nell’ombra” di Tracy Sierra

Nell'ombra
Il trauma non finisce quando è finito l'evento traumatico

Nell’ombra

RECENSIONE DI: Isabella Bianco

TRAMA:

È notte, e una donna è sola in casa con i suoi due bambini mentre fuori c’è una bufera. Vivono in una grande casa isolata al limitare del bosco. Quando la donna sente uno strano rumore, cerca di convincersi che è normale, nelle vecchie case come la sua. Questo suono, però, le è familiare: sono dei passi, insolitamente pesanti e lenti, che salgono le scale. C’è qualcuno in casa. Ecco che la figura di un uomo appare in fondo al corridoio, avvolta nell’ombra. Terrorizzata, la donna sveglia i figli e in silenzio li conduce verso la parte più antica della casa, un vano segreto nascosto dietro un camino.

Stretti nel buio soffocante di quello spazio angusto, cercando disperatamente di non produrre il minimo rumore, madre e figli ascoltano con il cuore in gola gli spostamenti dell’intruso, i suoi movimenti sempre più frenetici e rumorosi, le minacce sibilate con una vocina volutamente alterata: sta cercando di attirare i bambini con delle promesse e di spaventare la madre affinché si arrenda. Nell’oscurità opprimente, la donna lotta per mantenere la calma, per pianificare una strategia. Dovrebbe cercare un’arma o tentare la fuga? Poco dopo, però, lo intravede di nuovo. Quel volto. Quella voce. E subito capisce che la situazione è ancora più grave di quanto temesse, perché sa esattamente chi è e cosa vuole.

RECENSIONE:

Ci sono romanzi thriller costruiti come lente discese nell’abisso. Il lettore gira la prima pagina, legge la prima riga e pian piano si irrigidisce, prende le distanze da quelle pagine, qualcosa dentro di lui si agita. Ci sono thriller cuciti sulle paure del pubblico, in cui le parole vengono scelte con cura proprio per turbare, incutere timore, mettere alla prova la fiducia. Nell’ombra di Tracy Sierra, un nuovo ingresso nella collana Darkside di Fazi editore, è proprio uno di quei libri.

In questa storia i personaggi non hanno un nome, sono dei bozzetti – la donna, la figlia, il figlio, i bambini, l’uomo, il marito – perché è la moro mente a permeare le pagine, la loro paura.

Il presupposto di Nell’ombra è semplicissimo, simile a quello da cui cominciano moltissimi film e romanzi dell’orrore: una donna si sveglia nel cuore della notte. È a casa da sola, una villa isolata, insieme ai suoi due figli e, all’improvviso, sente un rumore. Un uomo è entrato in casa. Ha superato la tormenta di neve, che fuori impazza, e le limitazioni del lockdown, si è introdotto nella sua casa e nella sua famiglia, distruggendole privacy e identità.

La reazione della donna è naturale, comprensibile, ma il modo in cui Tracy Sierra la descrive suona come il primo campanello d’allarme contenuto in Nell’ombra: la donna si paralizza. Non tenta di scappare, non affronta l’uomo, non tenta di chiamare aiuto, ma decide di nascondersi. Si nasconde in un’intercapedine nel muro assieme ai suoi figli e da lì, semplicemente, attende.

Tracy Sierra insinua il primo dubbio: il lettore farebbe lo stesso?

Nell’ombra è un romanzo ricco di dubbi, di domande, di interrogativi che il lettore teme non troveranno risposta.

Ai momenti di altissima tensione si alternano riflessioni, ricordi, flashback, momenti che trascinano il lettore nel mondo della protagonista, nella sua vita passata, indietro nel tempo. Ed è qui che Tracy Sierra impone al lettore un nuovo interrogativo sull’equilibrio mentale della protagonista che appare a tratti precario, a tratti lucidissimo, a tratti annebbiato.

La seconda parte di Nell’ombra è una lunga immersione nella mente contorta, complessa, della protagonista, sempre in nome di quel dubbio che Tracy Sierra tiene altissimo per tutto il romanzo: sarà successo davvero o sarà frutto della sua immaginazione?

Nell’ombra non è un romanzo facile da incasellare, forse perché quel sentimento di smarrimento, di estraniazione che Tracy Sierra costruisce continua a turbare il lettore anche al termine della lettura. Alcuni elementi non funzionano del tutto: la presenza del lockdown, ad esempio, è sfocata e poco comprensibile, è un elemento aggiunto nella costruzione dell’inquietudine ma – al contrario di romanzi come 56 giorni di Catherine Ryan Howard – che dopo poco si perde. La mancanza di una vera e propria identità per i protagonisti – che rimangono, appunto, senza un nome – crea una certa distanza tra chi legge e la storia raccontata. È evidente che tale scelta sia determinante per la costruzione dell’universo narrativo – la degenerazione mentale della donna la porta a confondersi – ma certo non contribuisce a creare empatia e affezione.

Nell’ombra è proprio un thriller di tensione, un romanzo che amerà chi, nei thriller, non cerca tanto una storia complessa da analizzare, ma un susseguirsi di attimi, istanti di agitazione e un ritmo serrato che ti tenga incollato. Nell’ombra è anche la storia perfetta per chi preferisce gli horror e la loro impronta sulla vita del lettore: di certo, durante la lettura non si dormono sonni tranquilli.

Per chi, invece, è amante di una storia che si costruisce passo passo, forse Nell’ombra non è il titolo giusto: Tracy Sierra mira a costruire un immaginario inquietante, inatteso, cupo e spaventoso che punta meno sui personaggi e sulla loro vita e molto più sul contesto. 

TRADUZIONE: Giulia Gresti

TITOLO ORIGINALE: Nightwatching

EDITORE: Fazi editore

PAGINE: 360 pagine

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2026

BIOGRAFIA AUTORE:

Tracy Sierra

Tracy Sierra è nata e cresciuta tra le montagne del Colorado, è un’avvocata e attualmente vive nel New England in un’antica dimora coloniale dotata persino di una stanza segreta. Quando non scrive, trascorre il tempo con il marito e i due figli. Nell’ombra, bestseller in fase di pubblicazione in quattordici paesi, è il suo romanzo d’esordio.

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