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Adam Price sta vivendo il sogno americano. Ha una moglie, Corinne, di cui è innamorato, due figli meravigliosi, una grande casa e un lavoro ben pagato. Finché, in quella che doveva essere una serata come tante, si imbatte in uno sconosciuto. L’uomo gli si avvicina e gli rivela un segreto devastante proprio su Corinne, e la vita di Adam crolla come un castello di carte. Lui e la moglie hanno una discussione accesa e, poco dopo, lei scompare nel nulla, abbandonando casa, figli e lavoro. Adam non riesce a darsi pace. Come faceva lo sconosciuto a sapere quelle cose su sua moglie? C’entra qualcosa con la sua sparizione? Questi semplici sospetti conducono presto Adam a invischiarsi in una trama ben più fitta: lo sconosciuto infatti non ha sussurrato solo al suo orecchio, ma ha rivelato segreti indicibili ad altre persone, conoscenti, amici, vicini. Ha in pugno la vita di tutti loro e minaccia non solo di rovinarla, ma di mettervi tragicamente fine. Perché lo fa? Cosa vuole? Chi è? E soprattutto: come fermarlo?

RECENSIONE

Perché i thriller riscuotono così tanto successo? Sono sempre ai primi posti tra i bestseller e i loro autori godono di un seguito difficilmente riscontrabile per altri scrittori. Alcuni thriller sono entrati nell’immaginario collettivo e in qualche modo hanno contribuito a ridefinire il linguaggio a più livelli, da quello giornalistico ai social media, senza contare i rapporti interpersonali. E le case editrici sanno di poter puntare su questo specifico genere se vogliono ottenere livelli di vendite alti e remunerativi.

Spesso mi sono chiesto se i thriller non siano ammantati dello stesso fascino perverso che ci impone di rallentare in prossimità di un incidente stradale. La curiosità di scorgere tra le lamiere lacerate uno schizzo di sangue o anche peggio è un’idea che fa rabbrividire ma, allo stesso tempo, attiva meccanismi profondi e ancestrali che hanno a che fare solo in parte con il voyerismo.

Tuttavia un thriller è qualcosa di ben diverso e di più complesso. È anzitutto un’opera letteraria che affonda le proprie radici in una tradizione che può ormai vantare oltre un secolo di vita e che si è sviluppata nel tempo assumendo varie forme, dal giallo classico al mistery più tecnologico. Ma quale che sia il genere di appartenenza, il thriller ha sempre la capacità di fare breccia nel lettore con la stessa irresistibile ferocia di una lama che appare improvvisamente nel buio.

A conti fatti ognuno può dare una risposta diversa, interpretando il thriller e le sue molteplici simbologie in ragione della propria personale prospettiva. Per alcuni potrà rappresentare il piacere del mistero, un momento di fuga dalla realtà, per altri sarà il mezzo attraverso cui sperimentare passioni estreme e pericolose senza, tuttavia, correre alcun rischio.

Il thriller come catarsi dunque, una sorta di stress-test capace di mettere il lettore alla prova, sradicandolo dalla propria confort zone. Del resto cosa c’è di più liberatorio ed eccitante dell’essere coinvolti in un delitto e affrontare, anche se solo sulla carta, un pericoloso criminale, un’indagine al cardiopalma o un orrore che mai ritroveremo nella vita vera? È un’opportunità troppo intrigante per non cedere alla tentazione di immergersi completamente nel mondo del delitto.

Ma è poi vero che i thriller ci raccontano qualcosa che non potrà mai accadere, semplici storie spinte oltre il limite del credibile dalla fantasia del loro autore? Leggendo The Stranger di Harlan Coben ammetto di aver iniziato a nutrire dei dubbi, una vera e propria inquietudine che al termine della lettura temo si sia trasformata in paura.

Il merito di un effetto così dirompente va ascritto al talento di Harlan Coben capace, come già accaduto in altre opere precedenti, di costruire un romanzo estremamente credibile su uno dei temi cruciali della società contemporanea (e ancora di più di quella futura): la privacy e l’impossibilità di preservare la riservatezza online. L’assunto è semplice: tutto ciò che facciamo in rete lascia una traccia. La conseguenza è la più terribile di tutte: ci sarà sempre qualcuno in grado di carpire quelle “briciole” digitali che ci lasciamo alle spalle per disporne a proprio piacimento.

Quante volte vi è capitato di confrontarvi con un amico sulla possibilità di effettuare un certo acquisto e pochi minuti dopo siete stati invasi da mail e post che vi suggerivano di comprare esattamente quell’oggetto? È una casualità o siamo effettivamente spiati?

Naturalmente per Coben la risposta esatta è anche quella più inquietante e la sfrutta mirabilmente per affrontare un altro tema ancora più complesso e doloroso: quello degli effetti che lo svelamento di ciò che facciamo in rete può generare sui rapporti umani e, in particolare, su quelli appartenenti alla sfera famigliare.

Uomini e donne che scoprono il tradimento del coniuge. Genitori che apprendono dell’uso criminale che i figli fanno dei social network. Soci in affari che tradiscono la compagnia per cui lavorano da tutta la vita. E poi bullismo, intimidazioni, acquisti illegali. Il campionario di tutto quanto può essere fatto in rete è infinito, ma tutto ha una sola conseguenza: distrugge i rapporti interpersonali nel momento in cui vengono alla luce.

Adam, il protagonista di The Stranger, è un avvocato che trascorre le proprie giornate provando a contrastare i meccanismi soverchianti della burocrazia e della politica. Non è il classico principe del foro ma assieme a  sua moglie, insegnate di un liceo, è riuscito a costruire la dimensione perfetta per sé e per i due figli adolescenti. Una famiglia semplice, forse addirittura convenzionale, specchio di quel sogno americano perfettamente realizzato, splendido come un cristallo prezioso eppure fragile come spesso accade per le cose più belle, tanto che per incrinarne la superficie possono bastano poche parole, un segreto rivelato all’orecchio di Adam da parte di uno “sconosciuto” che gli svela un peccato appartenente al recente passato della moglie.

Un segreto che una volta appreso diventa uno spartiacque oltre il quale inizia l’inevitabile sgretolamento di tutte le certezze su cui Adam ha fondato la propria esistenza. E mentre riflette sul da farsi, mentre tenta di comprendere le ragioni della moglie, altre famiglie vengono minate nel profondo dai segreti che “lo sconosciuto” è in grado di rivelare loro.

Naturalmente The Stranger segue una linea narrativa da thriller e i colpi di scena non mancano, tra sparizioni, ricatti, misteriose figure che si insinuano nella vita altrui a caccia della verità o spinti dal bisogno di riportarle nell’oblio. La trama si sviluppa secondo i canoni tipici di un’indagine, con Adam costretto a giocare la partita più sporca della propria vita, vinto dal  bisogno di capire chi è davvero sua moglie.

Proprio il rapporto tra verità e menzogna è un altro tema del romanzo. È giusto avere dei segreti o alle persone che amiamo dovremmo dire tutto? Qual è il confine tra la fiducia che riponiamo in chi ci sta accanto e il bisogno di difendere la parte più profonda di noi stessi? Siamo disposti ad accettare il prezzo che la verità ci obbliga sempre a pagare?

Le domande che pone The Stranger sono molte e non è detto che tutte trovino una risposta al termine della lettura. Molto dipende dal lettore, dalla sua capacità di guardare se stesso ancora prima che ai possibili peccati altri. Perché, anche se nella vita vera non capiterà mai che uno “sconosciuto” si avvicini a noi per rivelarci ciò che forse non avremmo mai voluto sapere, là fuori ci sono altri “strangers” che ci spiano e sanno tutto di noi: sono il nostro social network preferito o quel sito di e-commerce a cui ci affidiamo sempre o quello al quale ci siamo iscritto solo per vedere che succede.

Il web ci conosce, sa tutto di noi e delle persone a cui vogliamo bene. La “verità” sta proprio lì, tra quei bit disseminati tra computer e smartphone, mail e metadati. Una realtà nascosta che può rapidamente trasformarsi in una marea nera, la stessa su cui Coben ha costruito un thriller capace di inquietare e far riflettere, da cui di recente è stata anche tratta una serie TV disponibile su Netflix. Ma prima di fiondarvi davanti allo schermo, lasciatevi conquistare dalla prosa di Coben, maestro nel rendere credibile e avvincente una trama ricca di colpi di scena, ma anche in grado di scavare in profondità nella psicologia dei personaggi e negli anfratti più complessi dei rapporti coniugali.

Traduzione: Luca Bernardi
Editore: Longanesi
Pagine: 360
Anno pubblicazione: 2022

AUTORE

Harlan Coben è nato a Newark, nel New Jersey, nel 1962. Laureato in scienze politiche, ha lavorato a lungo nell’industria del turismo. Ha vinto il premio Edgar Award e i suoi romanzi, best seller negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Francia, sono tradotti in ben quarantuno lingue. Fra i suoi libri ricordiamo: Non dirlo a nessuno (2001), Svaniti nel nulla (2003), Non hai scelta (2004), Identità al buio (2005), Suburbia killer (2006), Se ti trovi in pericolo (2007), Estate di morte (2008), Fidati di me (2009) e Senza lasciare traccia (2012).

Harlan Coben: The stranger
Concludendo
Un thriller che scandaglia i rapporti di coppia e quelli famigliari messi in pericolo dalle infinite trappole celate nei meandri più oscuri del web.
Pro
Trama efficace
Un finale per niente scontato
Contro
Nulla
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