L’ombra del lupo grigio di Alessandro Vizzino e Simone Pavanelli

3.5
Misterioso
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L’ombra del lupo grigio

2 agosto 1980. Alcuni boati spaccano il silenzio di una mattinata torrida, non soltanto a Bologna. Nella periferia di Roma, tre colpi di pistola segnano la fine di un noto gioielliere. Luglio 2019. Valentino Mastro deve indagare su un caso irrisolto di quasi quarant’anni prima. L’uomo che lo assolda vuole che la memoria del padre ottenga la giustizia che ancora non gli è stata concessa.

Mastro riceve un baule con una serie di oggetti della Seconda guerra: vecchie fotografie, un’uniforme nazista e un diario sbiadito che potrebbe far riscrivere la storia del Secondo conflitto mondiale. Anche Rachele Furlan, investigatrice rodigina, è interessata allo stesso delitto, all’epoca sottovalutato dalla Polizia. Tuttavia, i pezzi non combaciano. Valentino e Rachele dovranno scavare tra dati storici inediti, informazioni secretate e bugie mai rivelate.

A Roma, sotto la canicola di luglio e un cielo brillante di porcellana cobalto, si addensa minacciosa l’ombra del lupo grigio.

Una bugia fa in tempo a compiere mezzo giro del mondo prima che la verità riesca a mettersi i pantaloni.
Winston Churcill

Si parte da qui con L’ombra del lupo grigio. Le tante facce di Hitler nello specchio di Valentino Mastro. E non è un caso questa citazione iniziale. Il romanzo, scritto per la raccolta Giungla Gialla di Mursia, gioca proprio sul binomio bugia-verità. Narra vicende realmente accadute mescolandole, con grande abilità, a fatti di fantasia o, perlomeno a realtà mai verificate, dicerie dunque.

Chi era realmente Adolf Hitler? Probabilmente ciò che resta al termine di questa lettura è questo interrogativo. La storia del Fuhrer viene narrata in maniera particolare, non noiosa e mai banale.

Tutti i personaggi, e le ambientazioni ne L’ombra del lupo grigio, sono complessi e ben tratteggiati. Nulla viene lasciato al caso e la voglia di continuare a leggere si fa pressante man mano che si va avanti con lo scorrere delle pagine.

Non si sopravvive col peso dei rimpianti … Quel che è stato non conta…

Eppure Vizzino e Pavanelli ci insegnano che il passato ha la tremenda tendenza a ritornare. A farsi sentire e, soprattutto, a incidere sulle vite quotidiane. Niente accade per caso e niente non ha un peso sul presente. La differenza la fanno solo le persone e il loro modo di affrontare le giornate e le avversità della vita. Chi, come Mastro, non si lascia trascinare dai fantasmi del passato e chi, come il professore amico della Furlan, fa dello studio della storia l’unica motivazione per vivere un presente degno di nota.

Benché non ci siano più molti dubbi sull’autenticità del libretto … ciò che Ennio racconta non è credibile, e sarebbe pazzesco, addirittura sconvolgente, se invece lo fosse… Non lo so, non è roba per me e forse per nessuno, ma come si può pensare anche per un solo istante di riscrivere la storia senza alcuna evidenza posteriore che migliaia di storiografi hanno tracciato per decenni?

Questo paragrafo, messo “in bocca” a Valentino Mastro è la giusta conclusione del romanzo. O, perlomeno, quella che dovrebbe essere la giusta conclusione.

Scrivere di storia è sempre un’arma a doppio taglio. Se da un lato raccogli più pubblico, dall’altro sai che è un pubblico esigente, attento alle sfumature.

Gli autori, in questo caso, a ragion veduta, sembrano lavarsene le mani. Come a dire: noi abbiamo tracciato un’ipotetica realtà ma non abbiamo nessuna pretesa.

Editore: Mursia
Pagine: 298
Anno pubblicazione: 2023

Alessandro Vizzino, classe 1971, scrittore, editore ed editor professionista, ha al suo attivo diversi romanzi oltre a racconti e raccolte di poesie.

Quaranta riconoscimenti letterari, nazionali e internazionali, spazia spesso generi, ambientazioni, epoche e stili.

Simone Pavanelli, classe 1976, di professione metalmeccanico, suona il basso ed è un attivissimo blogger/recensore.

La passione per la scrittura nasce nel 2007 e da allora non lo ha più abbandonato. Ha all’attivo otto romanzi.

L’ombra del lupo grigio di Alessandro Vizzino e Simone Pavanelli
Concludendo
Scrivere un thriller è già di per sé un'opera non facile. Scriverlo a quattro mani ancor di più. L'accordanza di stile non è cosa semplice ma ne L'ombra del lupo grigio questa difficoltà è stata egregiamente superata. Il romanzo, infatti, è composto da due parti ben distinte tra di loro: passato e presente. Probabilmente i due periodi storici sono stati trattati da mani diverse ma questo non disturba affatto la lettura. Anzi, la rende originale e scorrevole allo stesso tempo. Discorso a parte andrebbe fatto per il tema trattato. Perché scegliere proprio la Seconda Guerra Mondiale e Adolf Hitler? Gli autori hanno dovuto fare un gran lavoro di studio per non rischiare di cadere in errore. Certo, la loro è opera di fantasia ma non sempre appare chiaro. Questo, è un aspetto che non gioca proprio a loro favore. Siamo di fronte a un romanzo che non ha certo la pretesa di essere un romanzo storico ma un lettore poco incline a studi approfonditi potrebbe mischiare avvenimenti realmente accaduti con episodi di fantasia senza saper discernere gli uni dagli altri. Un gran bel rischio, insomma. Forse l'intento di Vizzino e Pavanelli era proprio questo. Scrivere un giallo che insinuasse però dei dubbi più profondi al lettore. Le vicende di Mastro e della Furlan, una volta terminata la lettura, infatti, si dimenticano presto. Ciò che resta è la curiosità di comprendere cosa ci sia di vero nel racconto del Secondo Conflitto Mondiale. Concludendo, L'ombra del lupo grigio non è una lettura adatta a tutti. Alcuni lettori potrebbero scegliere di prendere per oro colato ciò che viene raccontato nelle pagine sbiadite del vecchio diario.
Pro
Storia accattivante.
Contro
Difficile distinzione tra realtà e fantasia.
3.5
Misterioso
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