I Protagonisti: Il commissario Ricciardi

Luigi Alfredo Ricciardi, Barone di Malomonte, è senza dubbio uno dei personaggi più amati della letteratura noir italiana, anche grazie all’omonima serie televisiva RAI (2021).

Il personaggio, creato dalla penna di Maurizio De Giovanni, appare per la prima volta nel 2007, nel romanzo Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi pubblicato da Einaudi Stile libero.

Ambientato negli anni Trenta, la serie ruota intorno alle indagini di questo commissario della Squadra mobile della Regia Questura di Napoli.

Ricciardi, nonostante la status sociale e l’agiatezza dovuti al titolo nobiliare, risulta un personaggio estremamente complesso, schivo e tormentato. Alle spalle ha una storia familiare molto triste, avendo perso prima il padre, in giovane età, e poi l’amatissima madre, per anni ricoverata in una casa di cura per malattie mentali. Ne risulta che sia stato allevato da Rosa, la fidata tata, che dal natio Cilento lo ha accompagnato a Napoli, prima per gli studi universitari in giurisprudenza, e poi per lavorare in polizia.

Titolo e mezzi economici di cui gode dalla nascita, mettono Ricciardi al riparo tanto dalla cupidigia, che dalla necessità di fare carriera o di dover compiacere i potenti. Ne deriva una condizione quasi da “intoccabile” che dona al commissario un’aurea da asceta, non solo nel lavoro, ma anche nelle relazioni personali.

Completamente disinteressato delle frequentazioni mondane, trascorre una vita prevalentemente solitaria. Al lavoro ha legato solo con il fedele brigadiere Raffaele Maione e con il dottor Bruno Modo, il medico legale. L’amicizia con questo personaggio, apertamente antifascista, permette all’autore di far capire il pensiero politico del commissario, che sembra però avversare il Regime mussoliniano più per ragioni razionalistiche e intellettuali che per un vero ideale democratico. D’altronde Ricciardi vive una relazione quasi esclusiva con il proprio lavoro.

Infatti, l’immersione totale nelle indagini, impediscono al bel Barone di avere una vita sentimentale appagante. Dopo aver risolto il caso della morte del tenore Arnaldo Vezzi, nel primo romanzo della serie, la sua vedova, la bella e ricca cantante lirica Livia Lucani, s’innamora perdutamente di Ricciardi, tanto da lasciare Roma per trasferirsi a Napoli e poterlo corteggiare. Ma il commissario resiste alle avances della bella vedova, essendo segretamente innamorato di Enrica Colombo, la sua vicina di casa, con la quale mantiene una lunga ed estenuante relazione platonica, fatta di occhiate furtive attraverso le finestre.

Per risolvere i casi più complessi, oltre che al suo infallibile ingegno, il commissario può contare su una dote peculiarissima, ereditata dalla madre.

Questo dono, da lui chiamato “il fatto”, consiste nel percepire gli spettri delle vittime di morte violenta. Questi appaiono a Ricciardi nei luoghi del loro decesso, in una ripetizione costante degli ultimi gesti compiuti in vita.

La serie del Commissario Ricciardi si compone attualmente di 13 romanzi, comparsi tra il 2007 e il 2022, a cadenza quasi annuale. Vi sono anche 4 racconti, apparsi in varie antologie e poi raccolti nel volume L’ultimo passo di tango (2017).

Gli elementi di forza della serie scritta da De Giovanni sono diversi. Innanzitutto l’ambientazione nell’Italia Fascista, in quel periodo di forte contrasto politico e sociale, in cui da un lato si godeva della prosperità data dalla pace, dopo i tristi anni della Grande Guerra, e dall’altro si soffriva per la mancanza di libertà e per l’oppressione del pensiero unico mussoliniano. Napoli, bella e solare, con i suoi contrasti, è un altro elemento che dà forza alla storia.

Ma il punto centrale è il personaggio, con questo peculiarissimo dono, che a volte sembra più una maledizione, tanto da obbligare Ricciardi ad una vita solitaria, tipica di chi ha una grande missione da compiere.