La morte a colori di Gianluca Morozzi

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La morte a colori

Felice Venturi ha un dono. Lo ha ereditato dalla madre. Lo chiama: la morte a colori. Toccando un moribondo gli trasmette l’illusione di un lungo, radioso futuro, una dimensione splendida in cui tutti i suoi desideri si realizzano, mentre i pochi minuti di vita che gli restano diventano anni, decenni, come nel tempo dilatato dei sogni. Meglio una realtà breve e orribile o una lunga e appagante fantasia? Ogni volta che Felice ne ha la possibilità dispensa il suo dono, offrendo un’esistenza bella e gratificante. Di tanto in tanto appare in prima persona nell’illusione e chiede: Preferisci tornare nel tuo presente, doloroso ma reale, o vuoi restare qui ancora un po’? E nel frattempo Felice Venturi deve vivere una vita complicata, fra una sceneggiatura da scrivere, una fidanzata che non sa nulla del suo dono, e un’affascinante sosia di Ornella Muti con la passione per i cimiteri monumentali.

La morte a colori ti rapisce. Basterebbe questo per descrivere il lavoro di Gianluca Morozzi. Parlare della trama senza anticipare molto è impossibile.

Si tratta di un romanzo che leggi in pochissime ore, non tanto per la lunghezza (è di certo breve ma quanti libri di poche pagine si fa fatica a portare a termine?), quanto per le emozioni che produce.

È un viaggio tra la vita e la morte, o meglio, un viaggio assai particolare che narra della vita oltre la morte, degli ultimi istanti di vita che possono trasformarsi in anni di morte inconsapevole.

Quanti vorrebbero il dono del protagonista? Quanti, invece, vorrebbero ricevere in dono un momento, un giorno, un anno prima di lasciare per sempre questa esistenza?

Morozzi tocca temi profondi e lo fa con maestria senza cadere mai nel banale o nella retorica.

Si tratta davvero di un viaggio a colori che permette al lettore di interrogarsi sul proprio vissuto e sulle vicende che potrebbe ancora vivere.

Difficile dire altro, se non consigliarne la lettura in un momento di leggerezza, per immergersi nei grandi interrogativi filosofici che accompagnano l’essere umano dalla notte dei tempi.

Scrittura raffinata, ma mai pesante; vocabolario ampio, ma mai aulico; uno scritto, insomma, pensato e riuscito come meglio, forse, non si sarebbe potuto fare.

Editore: Fernandel
Pagine: 132
Anno pubblicazione: 2023

Dopo gli esordi con la piccola casa editrice ravennate Fernandel, Gianluca Morozzi, classe 71, ha raggiunto il grande pubblico grazie al romanzo Blackout, un thriller “claustrofobico” interamente ambientato all’interno di un ascensore.

Oltre ai romanzi pubblicati, ha all’attivo numerosi racconti, inseriti in diverse antologie.

Nella sua produzione sono frequenti i riferimenti alle esperienze personali e alla città di Bologna, vicende inerenti alla fede calcistica per il Bologna FC, e la musica.

La morte a colori di Gianluca Morozzi
Concludendo
Come sempre Morozzi non delude. Scrivere di morte e farlo legando visioni oniriche, cinematografiche e artistiche di varia natura non è cosa da tutti. Bologna è lo sfondo perfetto per questa storia. Bologna ha la capacità di trasformarsi in protagonista silenziosa, ma forte, come solo una città con la sua storia e le sue architetture può fare. La morte a colori ti fa venire voglia di salire sul primo treno per andare da lei e scoprire se esiste davvero un'osteria in cui il cibo lo porti da casa. La morte a colori è vita, passione e pulsioni. La morte a colori è la fine che tutti vorremmo.
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