L’ultimo diavolo a morire di Richard Osman

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L’ultimo diavolo a morire

Si pensa che a Natale ci si possa rilassare, ma non nel mondo del Club dei delitti del giovedì, un gruppo di pimpanti vecchietti con la passione per le indagini, un’infinita curiosità e una grande capacità di deduzione. Il giorno di Santo Stefano un pacco tutt’altro che innocuo attraversa la Manica di contrabbando.

A un tratto scompare e a questo punto si scatena il caos. Il numero dei cadaveri inizia a salire, finché nella lista compare anche quello di una persona vicina al Club. Così i nostri amici si trovano a dover affrontare una ricerca delicata e complessa, i cui effetti potrebbero rivelarsi letali anche per loro.

Con il tempo che scorre implacabile e un assassino che si dirige verso Cooper’s Chase, la loro casa di riposo, c’è da chiedersi se la fortuna, di solito particolarmente benevola, abbia deciso di rivolgersi altrove. Chi sarà “l’ultimo diavolo a morire”?

L’ultimo diavolo a morire è il quarto romanzo del Club dei delitti del giovedì, con protagonisti un allegro quartetto di ultrasettantenni: l’ex spia Elizabeth, l’infermiera in pensione Joyce, lo psichiatra Ibrahim e l’organizzatore sindacale Ron.

Nonostante dovrebbe essere il posto più pacifico che possa esistere, dove passare le giornate oziando allegramente, a Copper Chase c’è in media, un omicidio all’anno e il primo a morire, in questo romanzo, è l’antiquario Kuldesh Sharma, amico di Stephen il marito di Elizabeth, rinvenuto alla fine di una strada sterrata.

Per questo l’indagine sull’omicidio diventa un fatto personale; del resto Osman lo aveva già presentato nel libro precedente Il colpo che mancò il bersaglio, quando aveva aiutato il nostro gruppetto a risolvere un enigma grazie alle sue competenze.

L’autore, in L’ultimo diavolo a morire, si focalizza sulla storia personale e umana dei protagonisti, evidenziando la demenza senile di Stephen, il marito di Elizabeth e il rapido regresso personale che questa malattia porta con sé, a scapito però del suo proverbiale e usuale British Humor.

In questo romanzo, il tema della morte viene affrontato da diversi punti di vista, prima fra tutti una scia di morti che segue la sparizione di una misteriosa scatoletta contenente eroina allo stato puro.

È funzionale al libro e il numero dei cadaveri aumenta di pari passo con il proseguimento della storia; con questa crescita spropositata scatta nel lettore la domanda: ma non sono troppi i morti in relazione al valore di quanto è scomparso?

Troviamo inoltre la morte percepita dalle persone anziane, come si può convivere con il pensiero che la fine si avvicina e prepararsi a un simile evento.

Ci sono anche diverse scene di incontri tra i nostri personaggi e i vari malavitosi, spacciatori e criminali di turno che ho trovato poco verosimili; è evidente che in questo romanzo l’urgenza dell’autore era dare più spazio e spessore alle vicende personali, mettendo in secondo piano la narrazione e le indagini sugli omicidi.

La trama è un insieme di scelte sbagliate e un’assoluta incapacità da parte di diversi individui di distinguere gli amici dai nemici.

Per seguire meglio le indagini, arriva un agente del Nation Crime Agency che estromette i poliziotti Chris e Donna, amici del Club, senza spiegazioni e con un evidente pregiudizio nei confronti delle forze dell’ordine locali.

Eppure, per la polizia è solo una questione di eroina, una caccia che i vari boss locali fanno alla piccola scatola, niente di più.

Nella parte finale del giallo, penso ispirato dai romanzi con Miss Marple di Agatha Christie, l’autore dà un guizzo in più ai protagonisti, con tanto di visite a domicilio e tazze di thè e che alla fine riescono a risolvere gli omicidi e la sparizione della scatoletta con l’eroina, grazie alla loro grande forza che li rende un gruppo assolutamente eterogeneo ma coeso: l’amicizia.

Traduzione: Roberta Corradin
Editore: SEM
Pagine: 368
Anno pubblicazione:2023

Richard Osman è un presentatore televisivo, regista, produttore, e autore inglese. Dopo aver studiato sociologia politica al Trinity College di Cambridge, ha iniziato le sue prime esperienze lavorative collaborando con BBC Radio Sussex. In seguito, è entrato a far parte del mondo della televisione, presentando diversi quiz in Gran Bretagna e creando il programma Pointless. La sua carriera di successo l’ha portato inoltre a diventare direttore creativo di Endemol UK, dove ha prodotto show prestigiosi.
Nel 2020 debutta come scrittore con Il club dei delitti del giovedì (SEM, 2020) che lo lancia in breve tempo ai vertici delle classifiche inglesi e i cui diritti sono stati acquistati da Steven Spielberg per un adattamento cinematografico. Al primo romanzo sono seguiti, L’ uomo che morì due volte (SEM, 2021) e Il colpo che mancò il bersaglio (SEM, 2022) e L’ultimo diavolo a morire (SEM, 2023).

L’ultimo diavolo a morire di Richard Osman
Concludendo
Un giallo stile British con una scia di cadaveri senza troppa violenza, con rompicapo da risolvere per mettere alla prova le proprie “celluline grigie”
Pro
L'aggiunta di un rompicapo
Contro
Troppo pathos
Pochi indizi
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