Forse è così che si diventa uomini
Recensione di: Alessandra Boschini
TRAMA:
Il cadavere di un uomo, un serpente senza vita e una lingua sconosciuta: gli indizi che segnano il ritorno dell’ispettore Gerri Esposito. In una chiesa rupestre nella periferia di Bari viene scoperto un cadavere. Maschio, mezza età, in posizione supina di fronte all’abside, vestito di tutto punto. Sul corpo, un serpente, anch’esso morto. La terza sezione della squadra mobile di Bari arriva per i rilievi di rito. Manca qualcuno: l’ispettore Gerri Esposito ha preso due giorni di permesso, caso più unico che raro, per svolgere una missione personale e importante. Al suo rientro, Gerri trova l’ufficio in fibrillazione. L’identità della vittima è sconosciuta e le indagini brancolano nel buio.
Vengono identificati altri frequentatori del sito: una giovane coppia di adolescenti che per qualche motivo non vuole collaborare; un uomo misterioso che pare uscito da un altro tempo, dagli affreschi della chiesa, e che non parla e non scrive; una ragazzina che ha perso un libro su cui ci sono i suoi disegni e i versi di una canzone in una lingua sconosciuta.
Lingua che accende però una lampadina nella mente di Gerri Esposito, grazie all’intervento della mammana Angela, ormai diventata per lui un punto di riferimento fondamentale, che compare a tratti come una dea ex machina, a metterlo sulla strada giusta. Nel frattempo Gerri deve fare i conti con il proprio passato, che continua a tornare e a scardinare i cassetti blindati in cui lui cerca disperatamente di confinarlo.
RECENSIONE:
“Forse è così che si diventa uomini” di Giorgia Lepore è il quarto romanzo che vede protagonista l’ispettore Gerri Esposito. In questa nuova avventura, lo si trova invischiato in un caso che gli sblocca una marea di ricordi, quelli che ha custodito in un cassetto sepolto “chiuso con un lucchetto enorme e con la scritta ‘pericolo’ in rosso stampatello maiuscolo”.
Abbiamo conosciuto gli esordi di Gerri Esposito in “I figli sono pezzi di cuore” e la sua infanzia difficile che lo porta a non avere radici. È un personaggio tormentato, che non riesce a nascondere le emozioni perché “gli si leggono in faccia”, il suo “passato irrisolto” gli impedisce di guardare dentro a quei cassetti della memoria dove cerca di nascondere i ricordi dolorosi, la mancanza del calore di una famiglia, il male ricevuto e fatto.
Ma Gerri ha un dono che forse nemmeno conosce: all’opera con bambini e adolescenti è empatico, socievole, capisce e si fa capire. Spariscono le arrabbiature, il suo carattere scontroso “di colpo si scioglie come nell’attimo in cui comincia la pioggia. E appena la pioggia passa lui torna come prima, non si capisce mai quale sia quello vero”.
Ancora una volta, protagonisti sono ragazzini bisognosi di attenzioni, affetto, casa, che trovano forza solo in sé stessi o nel gruppo, ma che nulla possono contro il male degli uomini. Tre ragazzini che per potersi salvare sono costretti a compiere azioni crudeli perché “forse è così che si diventa uomini”.
Sono tre bambini provenienti da famiglie sfasciate, che trovano nella loro alleanza quell’unità e quel calore che erano mancati. Ed è per questo che Gerri li capisce, perché l’inferno che hanno subito lo porta anche lui sulla pelle.
Mentre le indagini si accavallano, il passato di Gerri bussa alla sua porta, nei panni di due ex compagni di collegio, gli unici amici cresciuti con lui e che, come lui, portano i segni della medesima sofferenza.
Giorgia Lepore con la sua scrittura decisa, diretta e senza fronzoli, sempre elegante e coinvolgente, ha creato una struttura narrativa complessa nella quale i personaggi vengono approfonditi e analizzati, coinvolgendo il lettore nella storia.
La Lepore non disdegna le battute dialettali che regalano una nota di colore e strappano un sorriso in mezzo a tanta sofferenza. il ritmo mantiene alta l’attenzione del lettore, invogliato, spronato da un linguaggio semplice e schietto. Un noir che si snoda attraverso capitoli che sono un susseguirsi delle giornate, scandite a loro volta da precisi e azzeccati passaggi astrologici.
Mentre gli astri ritmano il destino degli uomini, passato e presente si sovrappongono. Quello di Gerri così come quello dei tre piccoli protagonisti che vivono la fine della loro infanzia nel peggiore dei modi. In una Bari che è “città di sole e di vento”, Giorgia Lepore colloca una storia intensa e dolorosa.
EDITORE: edizioni e/o
PAGINE: 240
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE :

Giorgia Lepore nata a Putignano nel 1969, insegna Storia dell’Arte nel liceo Leonardo da Vinci di Fasano. Archeologa con un passato come coordinatrice di scavi archeologici e pubblicazioni nel settore, ha esordito come narratrice nel 2009 con il romanzo storico L’abitudine al sangue .
Con “I figli sono pezzi di cuore” ha introdotto nel 2015 il personaggio dell’ispettore della squadra mobile di Bari Gregorio Gerri Esposito, a cui fanno seguito “Angelo che sei il mio custode” uscito nel 2016 e col quale si è aggiudicata il Premio Mariano Romiti nel 2017, “Il compimento è la pioggia” dato alla stampa nel 2018, infine “Forse è così che si diventa uomini” . L’inquieto quanto affascinante ispettore Gerri è diventato una serie TV prodotta da Cattleya e trasmessa da Rai 1. La serie è stata girata interamente in Puglia.