Io non ho ucciso
Recensione di: Barbara Casavecchia
TRAMA:
Una ragazza si sveglia tremante e piena di lividi sul ciglio di una strada. Non ricorda come ci sia arrivata né chi sia. Per fortuna, un agente di passaggio la trova per caso e la conduce alla stazione di polizia. Qualche ora dopo, arriva un uomo in preda al panico, che sostiene di cercarla da ore. Ha il suo tesserino scolastico, il suo certificato di nascita, persino delle foto di famiglia. È suo padre e lei si chiama Mary.
Almeno, così afferma lui. Intanto, a qualche chilometro di distanza, Drew sta cercando disperatamente la sua fidanzata scomparsa, Lola. Tutti quanti – lo sceriffo, i suoi amici, la città intera – sono convinti che l’abbia uccisa dopo un litigio ed è importante che lui la trovi per dimostrare la sua innocenza. Ma più indaga, più scopre dettagli inquietanti che mettono in pericolo non solo la ragazza che ama, ma anche la sua stessa vita. Tra colpi di scena, rivelazioni angoscianti e mezze verità, niente è più come sembra. Lola e Mary sono la stessa persona oppure no?
RECENSIONE:
Per la rubrica “Ragazzi in Giallo”, questo mese vi consigliamo “Io non ho ucciso” di Megan Lally, il thriller young adult che ha conquistato gli Stati Uniti. Imperdibile per tutti coloro che hanno amato “Come uccidono le brave ragazze”, di cui potete trovare tutte le nostre recensioni qui.
In una cittadina americana qualunque, una ragazza viene ritrovata sul bordo di una strada, ferita e confusa, senza alcuna memoria di chi sia e di come sia arrivata lì. Alla stazione di polizia, un uomo si presenta affermando di essere suo padre e che la ragazza si chiama Mary. Nel frattempo, a chilometri di distanza, Drew è in preda alla disperazione: la sua ragazza, Lola, è scomparsa nel nulla, e tutti sono convinti che sia stato lui a farle del male.
<< Come ti chiami?», ripete. Mi afferro la testa fra le mani, in preda a un dolore pulsante. <<Non lo so!>>.
Il titolo originale “That’s Not My Name” coglie con maggiore precisione il focus del romanzo, centrato sulla ricerca dell’identità da parte della protagonista. “Quello non è il mio nome” è una dichiarazione potente che racchiude il dilemma psicologico della ragazza che si risveglia senza memoria e viene chiamata con un nome che non riconosce.
“Non importa quanto mi sia raggomitolata al riparo delle coperte, o per quanto tempo sia rimasta sotto la doccia, o quante serrature ci siano sulla porta d’ingresso: senza i miei ricordi, mi sento vulnerabile e indifesa. Non riesco a prendere confidenza né con il mio nome né con il mio volto.”
Il lettore è immediatamente invitato a dubitare, a interrogarsi ed è catapultato in una spirale di domande sulla vera identità della ragazza. Chi è davvero Mary? Mary e Lola sono la stessa persona? Mary è veramente la figlia di quell’uomo? E che fine ha fatto Lola?
Senza svelare troppo della trama, è evidente fin dall’inizio che qualcosa non quadra. Il lettore percepisce una nota stonata nella versione data dall’uomo che afferma di essere il padre della ragazza: è premuroso, forse fin troppo, eppure non ricorda le allergie della figlia o quali siano i suoi vestiti preferiti.
Ed è proprio la consapevolezza di chi legge, contrapposta all’ingenuità della protagonista, a generare un senso di urgenza: si vorrebbe avvertirla, dirle di fuggire, di non fidarsi.
“…in che senso forse potrebbe essere un vicino di casa? Se è vero che veniamo qui così spesso, Wayne non dovrebbe sapere chi abita nei dintorni e chi no?”
Dal punto di vista narrativo Megan Lally adotta una scrittura diretta e coinvolgente, pensata per un pubblico giovane ma capace di attrarre anche lettori più adulti. Gli espedienti letterari che danno maggior risalto alla storia sono principalmente due: l’uso dell’amnesia e la narrazione secondo due diversi punti di vista, quello di Mary e quello di Drew. Fondamentale è anche la caratterizzazione dei personaggi, costruiti con grande attenzione alle dinamiche emotive e relazionali tipiche dell’adolescenza.
I colpi di scena in “Io non ho ucciso” sono gestiti con grande maestria: non sono mai svolte forzate o inserite solo per stupire, ma sono snodi narrativi che trovano il loro posto nel disegno complessivo della storia. Non solo sorprendono, ma gettano nuova luce su ciò che è già avvenuto, aggiungendo profondità e significato agli eventi precedenti.
Il finale, da un lato, offre una chiusura coerente con quanto anticipato nel corso della narrazione, includendo alcuni elementi prevedibili come la rivelazione dell’identità della protagonista. Dall’altro, riesce a sorprendere con un colpo di scena nel colpo di scena: un plot twist finale che ribalta le aspettative e dona alla storia un senso compiuto, profondo ed emotivamente intenso. Anche chi pensa di aver intuito tutto resterà spiazzato, ma non deluso.
Traduzione: Leonarda Grazioso
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 320
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Megan Lally è un’autrice bestseller del “New York Times” e di “USA Today”, nota per il romanzo “That’s Not My Name”, titolo originale di “Io non ho ucciso”. Quando non scrive romanzi young adult oscuri e pieni di colpi di scena, potreste trovarla a piedi nudi in riva all’oceano, intenta a bere troppi latte alla lavanda o a discutere sulla validità dei glitter come colore preferito. Vive nel Pacifico nord-occidentale con la sua famiglia e quattro animali decisamente caotici.





