Finchè non muori
Domande e spazio a cura di: Redazione ThrillerLife

Autore: Roberto Frazzetta (Roma, classe 1976) risiede a Cerveteri dove si occupa di terapie olistiche ed arti marziali. Musicista con un passato da bassista rock e pianista autodidatta, è appassionato di audiofilia vintage. Da quattro anni tiene il corso di scrittura creativa “Scrittori dentro”, scrive per L’Ortica Magazine ed è recensore di Thrillerlife. Nel 2023 è uscito per Bertoni Editore “La strada non aspetta” nella collana Ira.
ThrillerLife: ciao Roberto, grazie per aver accettato questa intervista! Quali sono state le motivazioni che ti hanno spinto a scrivere questa storia.
Roberto Frazzetta: grazie a voi per l’opportunità. Le motivazioni che mi hanno portato a scrivere “Finché non muori” sono principalmente di carattere sociale, ho dedicato circa sei mesi a intervistare e raccogliere materiale che riguardasse le tematiche della tratta degli schiavi e del traffico dei minori che imperversa in Italia, il delicato meccanismo della finanza parallela, il traffico dei dati sensibili e la collusione di organizzazioni criminali in questo mercato. Questo processo di giornalismo fai da te mi ha reso più sensibile e consapevole, alla fine l’esigenza narrativa di raccontare una storia cruda e vera mi è sembrata la cosa più giusta che potessi fare per portare ancora alla luce questi fatti che accadono nel nostro Paese.
ThrillerLife: come è cambiato Riccardo Masi rispetto al tuo precedente noir “La strada non aspetta” – posto che sono convinta che i protagonisti dei libri cambino nel tempo, così come accade anche a noi.
Roberto Frazzetta: Riccardo Masi è sopravvissuto innanzitutto alle vicende accadute ne “La Strada Non Aspetta” ed è dovuto cambiare come tutte quelle persone che vengono travolte dalle tremende tragedie della vita. La corazza granitica che indossava si è frantumata lasciandogli scoperti i nervi e da buon guerriero spezzato, l’esilio nella natura è stata l’unica scelta possibile per continuare a vivere, nonostante tutto.
ThrillerLife: facciamo un salto indietro al tuo “La strada non aspetta”, che avevo con piacere letto un paio di anni fa. Ammesso che è possibile leggere “Finché non muori” senza aver letto il tuo precedente noir, molti sono i riferimenti a quella tua prima opera.
Parlaci a questo proposito di Daniele (“quel ragazzo ossessionato da Masi che non ha mai creduto alla storia che gli hanno rifilato”) e del suo affettuoso rapporto con Masi.
Parlaci anche degli Evangelisti – il cui motto è “acriter in hostes” cioè acerrimi con i nemici: chi sono?
Roberto Frazzetta: Daniele è un ragazzo semplice, di paese, che non si è mai dovuto scontrare con il mondo criminale. Lui è molto più giovane di Riccardo e come avviene spesso, è rimasto affascinato dalla sua personalità ombrosa a tal punto da scegliere proprio Riccardo come modello a cui somigliare. Chiedendo consigli e cercando di aderire per quanto possibile, ai modi da biker anarchico di Riccardo. Tuttavia, Daniele è ancora ignaro di chi sia veramente il suo amico ed è rimasto incredulo difronte alla notizia della sua morte. Il loro rapporto sospeso si svelerà presto.
Mentre per gli Evangelisti è diverso, loro sono una squadra di persone simili, moderni templari borderline, assodati per compiere azioni al limite del legale, un ramo deviato manovrato dai Servizi e la cosa che li accomuna è il loro passato turbolento e un desiderio di riscatto, sia personale che sociale. Per fare questo sono stati continuamente manipolati e ricattati dalle alte sfere.
Per questo motivo la fratellanza fra loro è autentica e il loro nome di battaglia, gli Evangelisti appunto, gli è stato affibbiato per i loro nomi di battesimo. Il loro motto fa riferimento alla frase mitica di Giulio Cesare che invita ad affrontare le sfide senza risparmiarsi mai. E loro sono così coinvolti che non hanno più altre scelte.
ThrillerLife: Aisha, la donna “infetta”, è un personaggio indimenticabile: come ti sei documentato sulle tremende vicende dei migranti, sui loro viaggi della salvezza, sulla “via per l’inferno”?
Roberto Frazzetta: Queste sono state le interviste più dure che ho fatto, sono partito dai racconti di Leonardo Palmisano, un autore pugliese impegnato in docu-libri che trattano il Caporalato in Italia, la Mafia Nigeriana e le condizioni dei migranti una volta sbarcati. Palmisano si è reso disponibile a farsi intervistare, così sono riuscito a interfacciarmi con Nova Lectio (youtuber che fanno reportage e giornalismo indipendente), Fanpage e la squadra di Report, il programma televisivo di Sigfrido Ranucci.
Con caparbietà sono riuscito a intervistare cinque migranti che hanno fatto la traversata del deserto e del mar Mediterraneo e una tra questi mi ha colpito tantissimo perché appunto si tratta di una ragazzina di quindici anni. Le sue dichiarazioni e i suoi racconti hanno dato vita al personaggio di Aisha e del piccolo Olu.
ThrillerLife: parliamo di Masi e di Aurelio: cosa li unisce e cosa li divide?
Roberto Frazzetta: Sono entrambi due reduci di un mondo di ideali che non è mai esistito ma che al contrario li ha usati, masticati e sputati. Sono allo stesso tempo uomini solitari e vittime, sia delle loro scelte che delle loro azioni e tutti e due nella natura hanno trovato la miglior cura, il compresso accettabile per continuare a esistere, quella che ognuno di noi ha bisogno di avere, la giusta distanza dal mondo. C’è solo una cosa che li divide, la differenza di età che crea in maniera inevitabile ruoli e necessità tra loro. Amici, mentori, padre, figlio, animi affini.
ThrillerLife: nella tua biografia leggiamo che sei un musicista, parimenti per Masi la musica “vintage” è fondamentale. Che significato ha la musica per te e per lui? Quanto vi assomigliate caratterialmente tu e Riccardo?
Roberto Frazzetta: La musica è una costante di benessere nella mia vita, suono il basso e strimpello il pianoforte ma la passione di cui parlo non coinvolge solo di genere musicale ma più dettagliatamente il suono, inteso come frequenza ipnotica. Poi c’è l’importanza del messaggio che si accompagna alle varie melodie. Sono un rocker ma adoro il jazz e un’infinità di generi; Riccardo è il mio sé vintage e la musica è la sua alleata, quella che non lo deluderà mai. Questo crea un attaccamento alla filosofia di pensiero che il genere vintage ha messo in moto negli anni.
Una filosofia di rivoluzione e di bellezza, qualcosa che è ancora intramontabile e accessibile a chi sa ascoltare. Forse è questo uno degli aspetti che ci rende simili, Riccardo è il mio alter ego estremizzato o forse io sono il suo appena appena civilizzato.
ThrillerLife: quali progetti hai per il futuro: possiamo ipotizzare un terzo capitolo delle vicende di Riccardo Masi? Parlaci anche dell’attività che porti avanti con Scrittori Dentro.
Roberto Frazzetta: Il terzo e ultimo capitolo di quella che chiamo la “Trilogia della Negazione” è in lavorazione, mi piace l’idea di chiudere il cerchio e sto raccogliendo materiale e organizzando le interviste. Nel frattempo anche Scrittori Dentro, il laboratorio di scrittura che porto avanti con la collega Paola Mezzogori, è alla sesta edizione e ad ottobre ripartiremo con un nuovo progetto. Leggere assieme testi e scrivere con costanza è un modello che porta risultati, allena la costanza, crea compost letterari e fa rimanere sempre sul pezzo.
La scrittura creativa si eleva anche a strumento di indagine personale e perché no, anche a laboratorio di idee, creare un collettivo è il mio scopo. Tra i nostri corsisti abbiamo scrittrici e attrici di teatro, le forme d’arte possono convogliare e dare vita a nuovi modelli. Non amo i ruoli da docente, con Paola siamo anche noi a metterci in gioco e a scrivere inventando e sperimentando situazioni, e la cosa davvero importante è il divertimento e il piacere di cimentarsi e scoprirsi.
ThrillerLife: quali sono i tuoi autori preferiti e che ci suggerisci di non perdere?E per concludere, vuoi lasciare un messaggio per i lettori di Thriller Life?
Roberto Frazzetta: Chi mi conosce sa’ che sono un lettore compulsivo e da poco ho inaugurato anche un cafè letterario per vivere attivamente la divulgazione della letteratura nelle sue forme. Sono un amante del noir, del crime, del thriller e affini ma mi piace anche leggere Sci-Fi, Spy-stories e narrativa bella, soprattutto autori che viaggiano nell’underground. Ogni tre mesi ho bisogno di tornare a leggere Mishima. Da anni ottobre è il mese dedicato ai classici di genere. Mi piace spaziare. Amo anche la poesia contemporanea come i componimenti di Gio Evan, Milo De Angelis e Tiziana Celano.
Consiglio di leggere Alberto Odone, Denise Antonietti, Tullio Avoledo, Livia Sambrotta, Marco Vichi, Sacha Naspini, oltre che all’intramontabile Massimo Carlotto, specialmente i vecchi capolavori. Ma anche Brian Panowich, S.A Crosby, Liz Moore, Palaniuk, Murata Sayaka, Murakami, Thilliez, e rileggere i capolavori del maestro assoluto: Stephen King.
Ai lettori di Thriller Life va il mio ringraziamento per far parte di una comunità che sta crescendo sempre più, in cui si scambiano gusti e proposte di lettura. Molti autori li ho apprezzati in questo modo. Continuiamo a leggere e divulgare le belle storie che sono quelle che ci fanno diventare persone migliori.
Grazie




