Figlie selvagge
Recensione di: Emanuela Di Novo
TRAMA:
Benevento, 1630. Corre, Bianca, attraversa il bosco col fiato in gola per tornare a casa. Conosce a menadito il sentiero, eppure avverte una presenza tra gli alberi: qualcuno la sta seguendo, ne fiuta nell’aria il sentore sgradevole. Non deve cedere alla paura, si dice, anche se proprio lì vicino sono state aggredite delle ragazze, e del vero colpevole non c’è traccia. Anzi, in città serpeggia la convinzione che siano state le janare, donne che, come lei, sua madre e sua sorella Maria, vivono ai margini di Benevento, conoscono i segreti delle piante e li usano per curare i malati.
Per il protomedico della città, Pietro Piperno, le janare sono creature del diavolo: streghe, insomma, contro cui invoca l’intervento della Chiesa. La sua ossessione per loro si nutre del desiderio, non corrisposto, che prova per Maria. Così, quando lei sparisce, Bianca si troverà da sola a cercare la verità sul mistero della sua scomparsa.
Anche lei è in pericolo ma è determinata a inseguire un destino di libertà e d’amore con un’unica e potente arma a disposizione: la sorellanza. In un romanzo che avvince e affascina, Cinzia Giorgio scava nella leggenda delle streghe di Benevento, restituendo alle janare del Sannio la voce che è stata loro negata dalla storia: quella di donne sapienti, e per questo perseguitate, che hanno celebrato la vita.
RECENSIONE:
Tra i boschi del Sannio, dove la terra respira sotto la luna, nasce una segreta sapienza tramandata da madre in figlia, fino a quando la paura e la superstizione non la trasformano in colpa.
Cinzia Giorgio con Figlie selvagge , ci conduce in un’epoca in cui la conoscenza delle erbe è confusa con stregoneria, e le donne libere diventano bersaglio di odio.
Siamo nella Benevento del 1630, città intrisa di superstizione e paura. Rosa, medichessa del paese, e le sue figlie Maria e Bianca custodiscono un sapere antico legato alle erbe, alla luna e ai cicli della natura. Preparano decotti, impacchi e rimedi per lenire il dolore, ma la loro conoscenza spaventa gli uomini di potere.
Quando Pietro Piperno, protomedico del luogo realmente esistito, decide di vendicarsi per la morte della moglie, inizia una caccia alle streghe feroce e spietata che travolgerà la loro famiglia.
Attraverso queste tre figure femminili, Cinzia Giorgio costruisce un inno alla libertà e alla sorellanza. Rosa incarna la saggezza e la resilienza; Maria, la conoscenza e il desiderio di tramandarla fondando una scuola; Bianca, la più giovane, rappresenta la speranza e la rinascita. Tre generazioni unite dal sangue e dalla forza di una fede antica nella natura, ma divise dall’odio e dall’ignoranza altrui.
L’autrice riesce a dare profondità a ogni personaggio, anche agli antagonisti: Piperno è descritto con una lucidità inquietante, simbolo del fanatismo e della paura del femminile. Accanto a tanta oscurità, emergono figure di luce come Padre Antonio e la badessa Caterina, che diventano rifugio e protezione per le donne perseguitate.
La scrittura di Cinzia Giorgio è intensa e immersiva. Le descrizioni della natura, i rituali, i profumi delle erbe e il richiamo della luna creano un’atmosfera magica e sensuale, in contrasto con la brutalità dei processi e delle accuse. Alcuni salti temporali e cambi di punto di vista possono generare un leggero spaesamento, ma non intaccano la potenza narrativa. Il ritmo rimane alto, la tensione costante, e l’emozione cresce fino alle ultime pagine.
Particolarmente significativa la sezione finale, “Storia oltre il romanzo”, in cui l’autrice racconta i fatti reali che hanno ispirato la vicenda, mostrando un lavoro di ricerca storica accurato e appassionato.
Figlie selvagge è molto più di un romanzo storico: è una storia di resistenza, di memoria e di eredità femminile. Un omaggio alle donne che hanno custodito la conoscenza quando il mondo voleva spegnerla, e a tutte quelle che ancora oggi lottano per la libertà di essere sé stesse.
Traduzione:
Editore: Rizzoli
Pagine: 370
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Cinzia Giorgio è dottore di ricerca in Letterature comparate, con specializzazione in Women’s studies e in Storia dell’arte. Scrive recensioni, saggi e romanzi; organizza i salotti letterari dell’Associazione di studi umanistici Leussô di Roma e insegna Storia delle donne all’Uni.Spe.D. In YouFeel ha pubblicato la miniserie “Le ragazze di Jane Austen”: “Prime catastrofiche impressioni”, “Cosa farebbe Jane?”, “Il bello della diretta” e “L’amore è una formula matematica”.