La cura del fuoco di Johanna Mo

La cura del fuoco
“L’isola non dimentica…l’isola non perdona”

La cura del fuoco

Recensione di: Silvia Deriu

TRAMA:

L’isola non perdona, non importa quanto tempo sia passato. Giugno 1999, Svezia meridionale. Un gruppo di studenti decide di festeggiare il diploma in una casa abbandonata nella foresta, sull’isola di Öland. La mattina dopo uno dei ragazzi, Mikael Fransson, non si trova più. Insieme a lui sono spariti anche lo zaino, il portafoglio, il passaporto. Qualcuno crede che Mikael sia scappato in Germania, qualcun altro che si nasconda sull’isola: a nulla servono le foto appese a ogni bacheca, il documentario dedicato, gli appelli sui giornali che si susseguono nel tempo. Mikael Fransson non ricomparirà più. Öland, molti anni dopo.

L’investigatrice Hanna Duncker si sveglia di soprassalto, le narici invase da un odore acre: la sua casa, la casa che è stata il suo rifugio da quando è tornata sull’isola dopo due decenni a Stoccolma, sta bruciando. Non vi aveva più messo piede da quando il padre era stato arrestato per omicidio, e ora – mentre tutto ciò che possiede viene ridotto in cenere – quelle fiamme furiose le sussurrano che l’isola non l’ha dimenticata, non l’ha perdonata. E proprio ora, a quattordici chilometri dalla casa di quel festino, vengono ritrovati i resti di Mikael Fransson: recano inequivocabili i segni di una mano assassina.

Toccherà all’investigatrice e ai suoi colleghi poliziotti sciogliere l’intrico di falsi ricordi, lacune e fantasie che ancora imbriglia i protagonisti di quella brutta storia. Ma anche stavolta dissotterrare le verità del passato non porterà giorni buoni per Hanna. Solo altro sangue.

RECENSIONE:

Johanna Mo torna col terzo libro della serie che ha come protagonista la detective Hanna Dunker.

Dopo “La morte viene di notte” (2021) e “L’ombra del giglio” (2022) Johanna torna a essere pubblicata dalla casa editrice Neri Pozza con il suo ultimo libro “La cura del fuoco”. L’ambientazione è sempre l’isola di Öland, nella Svezia Meridionale, dove Hanna è tornata a vivere dopo anni vissuti a Stoccolma, nella quale si era rifugiata a soli diciannove anni dopo l’arresto del padre Lars Duncker per omicidio. Tale ritorno però, non è visto di buon occhio da tutti. Una notte Hanna riesce a salvarsi per miracolo dal fuoco che distrugge la sua abitazione. La donna sa chi è l’artefice del tentato omicidio e ne conosce la motivazione.

Qualcuno che fa parte del fratello del padre e del fratello Kristoffer, vuole eliminare tutti i possibili testimoni, seppur indiretti, di una vicenda accaduta tempo addietro. La mancanza di tempo ed energie a disposizione, e il parere sfavorevole del suo capo, la portano a concentrarsi su un difficile caso che le viene affidato e sul quale dovrà indagare insieme al collega Erik; i resti umani di Mikael Fransson, diciasettenne scomparso anni prima, ritrovati in una foresta.

Il caso di Michael risalente al 1999 era sempre stato considerato una sparizione volontaria, ma il ritrovamento dei resti pone fine alle speranze dei familiari e giustifica l’inizio di una intricata indagine che si rivelerà complessa per Hanna ed Erik.

Ne “La cura del fuoco” Johanna Mo è abile nel coinvolgere il lettore nell’indagine. La descrizione delle varie situazioni come interrogatori, telefonate, o le stesse conversazioni è realistica e porta chi legge a concentrarsi esclusivamente su questa indagine e a dimenticarsi totalmente del prologo del racconto.

Durante la lettura non ci sono dei veri colpi di scena che la scrittrice si riserva di regalarci solo alla fine. I personaggi (Hanna a parte che è già stata conosciuta nei due precedenti romanzi di Johanna Mo) non vengono descritti in maniera dettagliata, e anche i luoghi dove si svolge la storia sono marginali, non hanno un vero e proprio ruolo.

Molto bello il rapporto di amicizia che va delineandosi sempre più marcatamente tra Hanna e il collega Erik, che impara a conoscerla, leggerle dentro, e prova a scalfire quella corazza di sfiducia che la donna ha nei confronti del resto del mondo.

Anche la descrizione del rapporto tra Hanna e il suo compagno Isak è ben rappresentata da Johanna Mo, trasmette dolcezza, timore e delicatezza che caratterizzano un rapporto appena sbocciato. Tenera la paura di Hanna di rivelare a Isak il proprio passato e una notizia che potrebbe cambiare tutto.

Lo stile usato in “La cura del fuoco” è semplice e diretto, viene scritto principalmente dal punto di vista della protagonista con la quale si prova immediatamente empatia.

Il finale arriva come un pugno allo stomaco. È inaspettato ma coerente con il prologo, lasciando l’amaro in bocca e numerose domande alle quali speriamo un successivo racconto di Johanna Mo possa dare una risposta.

Traduzione: Gabriella Diverio

Editore: Neri Pozza

Pagine: 400

Anno di pubblicazione: 29/08/2025

AUTORE:

Johanna Mo

Johanna Mo è nata a Kalmar, in Svezia, e ora vive con la sua famiglia a Stoccolma. Ha trascorso gli ultimi vent’anni lavorando come critica letteraria, traduttrice e redattrice freelance. Presso Neri Pozza sono apparsi anche La morte viene di notte (2021) e L’ombra del giglio (2022), i primi due volumi della serie con protagonista la detective Hanna Duncker.

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