Sotto mentite spoglie
Recensione di: Roberto Frazzetta
TRAMA:
Ad Aosta è quasi Natale. Una stagione difficile, per Rocco Schiavone, e non solo per lui. Un periodo dell’anno che da sempre con le sue usanze svetta nella nota classifica affissa in Questura.
Tutto sembra andare male. Ovunque nelle strade si esibiscono cori di dilettanti che cantano in ogni momento della giornata. La città è preda di lucine a intermittenza, della puzza di fritto, dell’agita- zione dovuta all’acquisto compulsivo. Lampeggiano vetrine e finestre, auto e antifurti. Di fronte ai negozi, pupazzi di raso e fiamme di stoffa si agitano al soffio dell’aria calda dimenando braccia, teste e lingue. Non c’è da aspettarsi niente di buono.
E infatti. Una rapina finisce nel peggiore dei modi possibili, coprendo Rocco di ridicolo, fin sui giornali. Un cadavere senza nome viene ritrovato in un lago, incatenato a 150 chili di pesi. Un chimico di un’azienda farmaceutica sparisce senza lasciare traccia. Rocco non parla più con Marina. E nevica. Eppure qualcosa si muove. Sandra sta meglio, sta per uscire dall’ospedale. Piccoli spiragli, rari sorrisi, la squadra, come la chiama Rocco con un filo di sarcasmo, sembra crescere, i colleghi migliorano, i superiori comprendono.
Schiavone a tratti sembra trovare le energie per affrontare gli eventi che si susseguono, le difficoltà che si porta dentro, e poi quello slancio svanisce e ancora si riforma. Il vice questore entra ed esce dalla sua oscurità, a volte il sole lo aspetta, quasi sempre il cielo è plumbeo, una promessa di neve e di gelo. Passo dopo passo, però, anche se stanco, amareggiato, arrabbiato, Rocco Schiavone continua a guardare il mondo con gli occhi socchiusi, a indignarsi, a tenere insieme il cuore e il cervello, la memoria e il futuro.
RECENSIONE:
“Sotto mentite spoglie” di Antonio Manzini è un romanzo che ti lascia senza fiato. La storia si snoda attraverso un triplice enigma che funge da specchio per le domande esistenziali del protagonista, Rocco Schiavone. Non è solo un’indagine poliziesca, ma un viaggio interiore di un “angelo caduto” che cerca di tenere insieme cuore e cervello, memoria e futuro.
I personaggi secondari, Sandra, Italo, D’Intino, non si limitano a fare da cornice alle vicende di Schiavone. Sono presenze vive, pulsanti, che si trasformano pagina dopo pagina. Crescono interiormente, imparano a muoversi in equilibrio tra il dovere e l’umanità, a convivere con l’ombra ingombrante ma anche affettuosa del loro capo. Accanto a Schiavone imparano a respirare lo stesso ossigeno, fatto di ironia tagliente, stanchezza e un senso profondo di appartenenza. Persino i rapporti con i superiori, tradizionalmente un campo di battaglia, trovano qui una tonalità diversa. Non più solo attrito e diffidenza, ma un accenno di rispetto reciproco, un tentativo di comprendersi che sa di crescita e di pacificazione.
Rocco Schiavone, dal canto suo, resta fedele alla propria natura: scontroso, disincantato, insofferente verso ogni regola imposta, ma ancora capace di emozioni autentiche, di una compassione nascosta dietro la corazza del sarcasmo. È un uomo ferito che continua, ostinatamente, a camminare. E forse è proprio questo il dono più grande che Natale ad Aosta regala: la possibilità di credere che anche chi si porta addosso le cicatrici del passato possa ritrovare un barlume di fiducia, un desiderio di rinascita. Che perfino il cinico Rocco Schiavone, sotto la neve e il silenzio della Valle, possa scoprire che cambiare, anche solo un po’, non è impossibile.
La scrittura di Manzini in “Sotto mentite spoglie” è magistrale, con un linguaggio che è allo stesso tempo crudo e poetico. Il personaggio di Schiavone è complesso e affascinante, con tutte le sue contraddizioni e debolezze. La sua evoluzione nel corso della saga è impressionante, e in questo romanzo raggiunge un nuovo livello di profondità. Potete apprezzare ancora di più lo stile di Manzini e l’evoluzione del personaggio leggendo le recensioni già presenti sul nostro sito: per esempio “Tutti i particolari in cronaca” oppure “Il passato è un morto senza cadavere” .
Il tema della menzogna collettiva è al centro del romanzo, e Manzini lo esamina con una lucidità e una sensibilità che è difficile da trovare. La storia è piena di colpi di scena e sorprese, ma è anche un’analisi profonda della natura umana e delle strategie di sopravvivenza che ci portiamo dentro.
Se amate i gialli, se amate la letteratura italiana, se amate le storie che vi fanno riflettere, allora dovete assolutamente leggere “Sotto Mentite Spoglie”. È un romanzo che vi resterà dentro per molto tempo dopo aver finito di leggerlo.
Editore: Sellerio
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Antonio Manzini è nato a Roma, il 7 agosto 1964, è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore. In TV ha interpretato fra gli altri ruoli l’Ispettore Tucci in Linda, il brigadiere e… e Serpico in Tutti per Bruno. Ha curato anche la sceneggiatura dei film Il siero della vanità (di Alex Infascelli del 2004) e Come Dio comanda (di Gabriele Salvatores del 2008).
Ha lavorato anche come regista in alcuni film e cortometraggi. Ha pubblicato diversi racconti e romanzi gialli: Sangue marcio e La giostra dei criceti sono i suoi primi lavori. Con l’editore Sellerio, Antonio Manzini dà alla stampa racconti e romanzi che hanno come protagonista il Vicequestore Rocco Schiavone, poliziotto fuori dagli schemi, poco attento al potere e alle forme. Rocco Schiavone è il protagonista dei romanzi Pista Nera (2013), La costola di Adamo (2014), Non è Stagione (2015), Era di maggio (2015).