La mia vita deliziosa
Recensione di: Cantatore Marina
Trama:
Per la trentenne Piglet, soprannome poco lusinghiero che le è rimasto appiccicato dall’infanzia, sposarsi significa coronare la vita che progetta da sempre. Lei e il fidanzato Kit sono il ritratto della felicità domestica: padroni di casa perfetti, impegnati nell’organizzazione del matrimonio perfetto, con amici perfetti. Anche sul lavoro Piglet è in ascesa: è assistant editor in una casa editrice londinese di libri di cucina e all’orizzonte si staglia un’importante promozione. Persino la famiglia altolocata di Kit, nonostante le eccentricità da ricchi, le risulta tollerabile, e per tutti Piglet adora preparare cene squisite: patate novelle in salsa verde, burro all’aglio confit e pepe nero, semifreddo al caffè con caramello fuso.
La cucina è il suo rifugio, un vero privilegio, dunque, che sia anche il suo lavoro. Ma se una vita sembra troppo bella per essere vera, probabilmente lo è: tredici giorni prima delle nozze, Kit rivela alla futura sposa una terribile verità, un segreto che manda in frantumi la loro realtà. L’intensità con cui Piglet aveva desiderato quella vita, il futuro meraviglioso che in cuor suo sa di meritare, si trasforma ora in una incredibile… fame. Rompere la relazione equivarrebbe ad autodistruggersi, ma non fare nulla potrebbe costarle ancor più caro.
Così, mentre il tempo che manca al matrimonio si accorcia, Piglet si ritrova a combattere fra quella fame crescente e la tensione a seguire la ricetta: bilanciare le aspettative delle famiglie, non lasciarsi sopraffare dalla pressione lavorativa e realizzare il dolce più importante di sempre, la sua torta nuziale. Se perdonasse Kit, potrebbe tornare a essere sé stessa? Ma la verità è forse un boccone troppo amaro da mandare giù.
Recensione:
Cosa succederebbe se, nel momento in cui pensi di essere la persona più felice al mondo, dove tutto sembra andare per il verso giusto, hai un fidanzato amorevole e una carriera che sta per decollare, all’improvviso scoprissi un segreto che ti fa perdere tutte le certezze?
Questo è il tema principale di “La mia vita deliziosa” di Lottie Hazell, che racconta le avventure di una giovane donna alle prese con i preparativi del matrimonio con il fidanzato, nonché futuro marito, Kit, fino a quando un segreto non minaccia il loro rapporto e il loro futuro insieme.
L’autrice, in questo romanzo, mette in evidenza molto bene l’ansia che si prova durante la preparazione di uno dei momenti considerati da molti tra i più importanti della vita, e che necessita di un impegno costante. Più ancora del matrimonio è il cibo, però, l’elemento davvero principale dell’intera storia. Fin da subito, per la protagonista, essere una donna perfetta si riflette nella capacità di accudire la casa, di saper accogliere gli ospiti e di saper offrire loro una sostanziosa cena; in particolare, il primo capitolo si apre con lei che è alle prese con un pollo arrosto.
Tutto il romanzo ha una scansione temporale precisa, basata sui giorni che mancano al matrimonio che permette al lettore di partecipare ai preparativi, immedesimandosi nell’ansia della protagonista, soprattutto nel momento in cui scopre il tradimento del fidanzato che mina seriamente il loro rapporto. In particolare, interessante è il momento in cui, scoperto il segreto, si assiste a una progressiva “decadenza” non solo nel rapporto, ma anche nell’atteggiamento della protagonista, che non saprà più quale sia la via giusta da intraprendere.
In tutto il romanzo Lottie Hazell descrive progressivamente la perdita di autocontrollo di Piglet che, non sapendo più come comportarsi, si ritrova ad avere comportamenti fuori dal normale che preoccuperanno le persone a lei più care. Proprio questo rappresenta l’aspetto più interessante: immedesimarsi in una persona che all’improvviso vede la propria vita stravolta e si ritrova completamente dispersa. Questo viene rappresentato proprio attraverso l’utilizzo del cibo, che diventa il vero fulcro della vicenda, attraverso cui l’autrice descrive l’insoddisfazione di Piglet nel vedere che niente sta andando per il verso giusto.
Nonostante questo rappresenti il punto di forza, il romanzo presenta numerose pecche che lo rendono troppo piatto e che difficilmente spingono a continuare la lettura. Tutta la vicenda viene narrata in modo lento, con descrizioni a volte troppo dettagliate di tutto, dagli ambienti al cibo, che appesantiscono e rendono difficile proseguire. La narrazione viene sacrificata per lasciare spazio a descrizioni spesso futili che ci fanno capire che l’autrice ha studiato scrittura culinaria, ma che risultano funzionalmente inutili al racconto, rendendo faticosa la lettura.
Proprio a causa di questo spazio concesso ai dettagli superflui, viene sacrificata molto la psicologia dei personaggi, che sembrano inseriti nel contesto senza una vera dimensione narrativa. Solo pochi elementi ci permettono di intuire la divisione sociale tra la famiglia di Kit, altolocata, ricca e legata alle apparenze, e quella di Piglet, più ottusi e umili. Questo tema, però, non viene approfondito come avrebbe meritato, così come viene trattato superficialmente il conflitto interiore della protagonista, che sembra si vergogni dei propri genitori preferendo la vita accanto a quelli di lui. Per non parlare dei personaggi secondari, come l’amica Margot che, nonostante rappresenti l’unica persona onesta che pensa al suo bene, alla fine viene lasciata sullo sfondo senza molto approfondimento.
In sostanza, “La mia vita deliziosa” è un romanzo basato su un flusso di pensieri continui che sacrifica sia l’azione, sia i rapporti tra i vari personaggi. Poco approfondito è anche il disturbo che la protagonista ha evidentemente con il cibo, usato come valvola di sfogo per la sua insoddisfazione nel lavoro, nella famiglia e nel rapporto sempre più distante con la sua migliore amica, arrivando ad avere degli eccessi che condizionano il suo modo di rapportarsi agli altri.
Infine, l’ultimo aspetto da non sottovalutare, che condiziona molto la lettura, è il segreto alla base della vicenda. Questo scatena una serie di eventi che non solo potevano essere gestiti meglio, ma che non vengono neanche spiegati apertamente. In questo modo non si riesce a suscitare nel lettore empatia o risentimento perché, non sapendo cosa sia successo realmente, non ci si sente rappresentati né da una parte né dall’altra, arrivando addirittura a parteggiare per il colpevole anziché per la vittima.
Nonostante tutto, è comunque interessante il finale inaspettato, che rende il romanzo meno banale e scontato di quanto potrebbe sembrare inizialmente, anche se rimane troppo sacrificato per lasciare spazio a narrazioni che potevano essere rimosse. Il risultato è quello di un romanzo che poteva trattare temi importanti ma non lo fa, usando uno stile di scrittura pesante e con troppe descrizioni che rendono la lettura lenta.
Traduzione: Marina Visentin
Editore: Neri Pozza
Pagine: 304
Anno di pubblicazione: 2026
Autore:

Lottie Hazell è una scrittrice, studiosa di letteratura contemporanea e ideatrice di giochi da tavolo che vive nel Warwickshire. Ha conseguito un dottorato di ricerca in scrittura creativa presso la Loughborough University e la sua ricerca verte sulla rappresentazione del cibo nella narrativa del ventunesimo secolo. Piglet è il suo primo romanzo.