Death Warrant – Sara Braghin

Death warrant
Il dolore fa tutto il resto, ti rianima, ti fa stare fermo esattamente lì, dove ti eri perso.

Death Warrant

Recensione di: Giulia Capacchietti

TRAMA:

Hanno provato a far affondare tutto, sperando che la verità abbracciasse il fiume fino ad annegare.
Ma certe verità tornano sempre a galla. E pretendono il conto.
La squadra di hockey è ormai a pezzi, decimata da una scia di violenza che sembra seguire regole precise. Più i corpi cadono, più diventa chiaro che il movente non è la vendetta, ma la sopravvivenza. Gli omicidi si susseguono, brutali e mirati, mentre un nome inizia a emergere tra le ombre: Punitive Legacy.

Sotto i riflettori, i Too Dumb To Lietrasformano rabbia e paura in musica, pronti a tornare con Death Warrant, condanna a morte, un album che promette la verità.
Robin, deciso a farsi sentire a ogni costo, attira l’attenzione di qualcuno che avrebbe dovuto restare nell’ombra: Léandre Blanc, un pezzo grosso che non promette sconti a nessuno.

Walker, invece, è sull’orlo del baratro, e ciò che gli è accaduto potrebbe cambiare tutto.
Mentre il tempo stringe, Iroha è costretta a fare scelte che potrebbero distruggere ogni cosa.
Maverick lo sente, lo sa: qualcosa non torna. Perché più si avvicina alla verità, più questa sembra volerlo inghiottire.
In un gioco dove nessuno è innocente e ogni mossa ha un prezzo, fidarsi può essere l’errore più grande. Amare… quello definitivo.

RECENSIONE:

Con Death Warrant torna a narrare una storia di straordinaria intensità emotiva, oscura e profondamente coinvolgente, ampliando ulteriormente l’universo narrativo già creato nei romanzi precedenti. In Hugging the River il dolore, il senso di confusione e la ricerca di identità erano temi centrali, qui tutto si fa ancora più profondo, più violento, più tangibile. Il romanzo si snoda attraverso sofferenza, rinascita, amore e distruzione, mantenendo sempre una forte carica emotiva che guida il lettore dall’inizio alla fine.

È una trama che non si limita a raccontare eventi, ma esplora le ferite dei personaggi, i loro timori e la determinazione incrollabile di resistere nonostante tutto. Il dolore pervade ogni pagina, eppure è costantemente bilanciato da ciò che è più potente: l’amore, i legami e la musica.

Sara Braghin riesce a rendere tutto incredibilmente vero. Il suo stile è intenso, evocativo e cinematografico: molte scene sembrano quasi prendere vita davanti agli occhi del lettore, come se non si stesse leggendo un romanzo ma guardando un film, grazie anche alla struttura narrativa in cui si alternano i punti di vista dei due protagonisti, ripetendo a volte lo stesso episodio visto prima con gli occhi dell’uno e poi dell’altra.

In Death Warrant, secondo capitolo della dilogia, si rafforzano e si approfondiscono le relazioni interpersonali tra i protagonisti. Il legame tra Maverick e Iroha acquista qui un peso ancora maggiore. La loro connessione cresce, si complica, viene messa alla prova, ma guadagna una profondità emotiva più intensa. Sono due personaggi tormentati, vulnerabili e pieni di contraddizioni, ma proprio per questo autentici. Tra loro si percepisce continuamente un equilibrio instabile tra necessità, protezione, dolore e passione.

Anche la dinamica tra i due protagonisti e i due coprotagonisti, Robin e Walker, si consolida. Non sono semplici figure di supporto, ma diventano parte fondamentale del tessuto emotivo del romanzo. L’amicizia, la lealtà e il senso di comunità emergono con forza, dimostrando quanto i rapporti umani possano diventare una salvezza quando tutto sembra crollare. Un aspetto particolarmente interessante è il maggiore approfondimento dei personaggi secondari. Si conoscono meglio i genitori di Iroha e quelli di Maverick, figure importanti per comprendere il peso del passato e le ferite che i protagonisti portano con sé. Anche zio Jay acquista maggiore spessore: la sua figura arricchisce la storia e contribuisce a dare ulteriore umanità e complessità all’universo narrativo.

Braghin riesce ancora una volta a creare personaggi imperfetti, spezzati e autentici, facendoli vivere attraverso emozioni che non sembrano mai artificiosi. L’ambientazione continua a giocare un ruolo cruciale nel romanzo. Non è mai solo uno sfondo, ma parte integrante della narrazione e dello stato emotivo dei personaggi. L’atmosfera è cupa, tesa, spesso dolorosa. Ogni luogo pare riflettere il conflitto interiore dei protagonisti: spazi chiusi, momenti di silenzio, scenari che trasmettono inquietudine e malinconia si intrecciano alla perfezione con il peso della storia. Ma oltre agli spazi fisici, c’è un altro elemento che diventa il vero filo conduttore: la band e la musica rock.

In questo romanzo il loro ruolo si rafforza notevolmente. La musica non è solo una passione o un dettaglio narrativo, ma una forma di identità, ribellione, libertà e persino sopravvivenza. Diventa il linguaggio con cui i personaggi esprimono rabbia, dolore, amore e desiderio di rinascita. È ciò che li tiene uniti quando tutto sembra volerli distruggere. Tra i maggiori meriti del romanzo c’è sicuramente l’intensità emotiva. Death Warrant è una narrazione che colpisce, spesso in modo crudo, perché tratta temi complessi senza addolcirli.

Tra i temi principali spiccano la violenza domestica, raccontata in modo diretto e straziante, la tossicodipendenza, affrontata come lesione personale e sociale, il razzismo, che torna come elemento importante e realistico, la determinazione a resistere nonostante tutto, che attraversa l’intero romanzo e, infine, l’amore e la musica, che diventano le uniche forze capaci di prevalere sul dolore. Molto riuscita è anche l’evoluzione dei rapporti umani: amicizia, amore, fiducia e appartenenza assumono un ruolo centrale.

La scrittura di Sara Braghin è probabilmente uno degli aspetti più incisivi del libro: fluida, intensa, visiva e profondamente emozionale. Riesce a descrivere dolore, rabbia e vulnerabilità con immagini così forti da far percepire certe scene come estremamente reali. Il dolore è costante e permea quasi tutta la narrazione, lasciando poco spazio alla leggerezza. Death Warrant è un romanzo intenso, crudo e profondamente umano.

Sara Braghin costruisce una storia in cui il dolore sembra avvolgere ogni aspetto, ma dove i personaggi continuano ostinatamente a combatterlo attraverso l’amore, i legami e la musica. Il rafforzamento del rapporto tra Maverick e Iroha, la crescita del ruolo di Robin e Walker, l’approfondimento dei personaggi secondari e il peso centrale della band rendono questo romanzo ancora più ricco sul piano emotivo e relazionale.

Traduzione:

Editore: LAReditore

Pagine: 426

Anno di pubblicazione: 19 maggio 2026

AUTORE:

Sara Braghin

Sara Braghin nata a Chieri, classe 1992, assistente di studio odontoiatrico nel basso Monferrato. Ha vinto nel 2015 il concorso letterario indetto da Ragnatela Editore con il racconto “Un altro giorno” guadagnandone la pubblicazione nell’antologia “Racconti nella Ragnatela”. Ha pubblicato nel 2024 la sua prima opera “Storia di una bugia” presso la casa editrice Planet Book; nel 2025 la sua seconda in formato eBook “I Tritarifiuti” presso la casa editrice Delos Digital; nel 2026 la sua terza suddivisa in due volumi, “Hugging the River” e “Death Warrant”, presso Just Read Edizioni.

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