Intervista a Cristina Rava
SPAZIO CURATO DA: Ilaria Ambrosi

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Cristina Rava con il suo libro Ri“Strano, molto strano” (Rizzoli, 2026) letto e recensito dalla nostra Elena (QUI).
Cristina Rava è autrice della fortunata serie del commissario Rebaudengo e del medico legale Ardelia Spinola. Per Rizzoli ha pubblicato “Di punto in bianco” (2019), “I segreti del professore” (2020), “Il pozzo della discordia” (2021), “Il Tessitore” (2022), “Il sale sulla ferita” (2023), “Dalla parte del ragno” (2024), con cui ha vinto il Premio Scerbanenco per il Cinema, e “Degna sepoltura” (2025), tutti disponibili in BUR.
THRILLER LIFE: La protagonista del romanzo è Emma Belgrado, un’agente triestina temporaneamente in congedo per motivi personali. Come ti è venuta in mente questa figura?
CRISTINA RAVA: La figura di Emma Belgrado è nata dal desiderio di rinnovare le mie storie. Mia nonna si chiamava Emma ed era di Trieste. Un mio parente che non c’è più si chiamava Belgrado di cognome. Era un bel connubio. La trasferta lontano dal nord est è stata la conseguenza per creare un mondo orientale in Liguria.
TL: “Strano, molto strano” è ambientato quasi esclusivamente in Liguria, a Cervo e nei suoi dintorni. Questi luoghi hanno per te un significato speciale o li hai scelti per un altro motivo?
CRISTINA RAVA: Ho scelto Cervo perché è un luogo splendido che poteva creare il giusto contrasto tra luce e spazi aperti con i luoghi oscuri della mente umana.
TL: Uno dei personaggi principali di “Strano, molto strano” porta lo stesso nome di battesimo di Caravaggio, ovvero Michelangelo Merisi, nonostante non abbia nulla in comune col pittore. Qual è stato il motivo di questa scelta?
CRISTINA RAVA: Il personaggio di Michelangelo Merisi è un cialtrone che vive pericolosamente. Sopravvive nell’inganno fin che può. A suo modo ha una creatività meschina, quanto quella dell’omonimo illustre è titanica. Ma entrambi, seppur lontanissimi, si muovono nel mondo dell’arte: l’uno crea, l’altro traffica. L’uno ha ammantato di meraviglia la miseria umana, l’altro ha umiliato la bellezza.
TL: Durante il suo soggiorno alla “Fattoria dei Profumi”, la protagonista Emma Belgrado trova un gattino nero, che decide subito di adottare. Perché hai scelto per lei la compagnia di questo animale?
CRISTINA RAVA: Perché i gatti sono magici e a chi ne sa cogliere la natura arcana, possono cambiare la vita.
TL: Prima di “Strano, molto strano” hai già pubblicato due serie, quella del commissario Rebaudengo e quella del medico legale Ardelia Spinola. In cosa e come l’agente Emma Belgrado è diversa da questi altri due?
CRISTINA RAVA: In realtà non esistono due serie separate. I due lavorano (e litigano) già dal primo romanzo. Uno soltanto, “Un mare di silenzio” prossimamente in libreria (Luglio) in una nuova veste Rizzoli, li vede separati. Onestà intellettuale e creatività investigativa li accomunano. Ma Emma è testimone di un mondo affascinante, quello dell’estremo nord est che mi porto nel cuore.
La redazione di Thriller Life ringrazia Cristina Rava per la collaborazione.





