Morte e miracoli del numero 3 di Franco Vanni

Morte e miracoli del numero 3
“Lo faccio per quell’attimo lì. Per l’istante in cui riconosci il talento. È come un lampo. Un tocco di palla, uno sguardo a un compagno, due passi di corsa. È un’emozione unica. Di colpo ti è chiaro perché in tutto il mondo si segue il calcio.”

Morte e miracoli del numero 3

Recensione di: Michelangela Barba

TRAMA:

Un giovane calciatore viene investito da un’auto alla periferia ovest di Milano. Sembra un incidente. Il giornalista Steno Molteni e il suo migliore amico, il poliziotto Raffaele Cinà detto Scimmia, capiscono che qualcuno ha deciso di ucciderlo. Ma perché? L’indagine li porterà dietro le quinte del grande calcio: dai campi di Serie D nella campagna comasca, fino alle sale vip degli hotel di lusso milanesi.

Un mondo opaco, dove procuratori senza scrupoli e ultrà violenti si muovono tra ambizioni, rivalità e denaro. Quello che inizia come un caso isolato si allarga presto a qualcosa di più grande: il sogno fragile di chi vuole arrivare, i giovani stranieri in cerca di un posto nella società, le famiglie e intere comunità che cercano nel pallone identità e senso di appartenenza.

RECENSIONE:

Con Morte e miracoli del numero 3”, Franco Vanni porta a confrontarsi una delle dimensioni più ambivalenti del mondo contemporaneo: quella delle ambizioni.

Asa Ba è giovanissimo e arriva dal Senegal. Gioca come terzino in una piccola squadra di serie D ma il suo talento è luminoso e, appena maggiorenne, sta per fare il salto di qualità e passare nel Como. Un ragazzo che sembra destinato a correre lontano. Invece muore, travolto da un’auto davanti a un campeggio.

Al centro dell’indagine torna Steno Molteni, giornalista del settimanale “La Notte”. Accanto a lui il poliziotto Raffaele Cinà, detto Scimmia e la ex compagna, Sabine Castoldi, fotografa di cronaca.

Franco Vanni ci racconta di un male che abita nella normalità, che cammina alla luce del sole e, ancor di più, dei riflettori: genitori che caricano i figli di aspettative insostenibili, spogliatoi dove l’invidia regna sovrana, chat dove l’odio si scatena – ma rigorosamente in forma anonima – e soprattutto negli interessi economici che si insinuano ovunque, persino intorno alla morte.

Asa Ba muore quasi subito ma resta presente in ogni pagina attraverso i ricordi degli altri. Il suo numero 3 diventa il simbolo di un talento spezzato e di una promessa che il mondo degli adulti non ha saputo mantenere.

La vicenda si complica e la violenza, nata a livello virtuale, si trasforma in pericolo fisico.

Franco Vanni procede con ritmo sicuro, dialoghi naturali e una scrittura capace di alternare ironia, malinconia e tensione. Il mondo del calcio minore è raccontato come un microcosmo sociale fatto di sogni, povertà, talento, razzismo, rivalità e antiche frustrazioni di genitori che oggi si ritrovano disposti a tutto pur di vedere un figlio arrivare là dove loro hanno fallito.

Anche il finale, con un brindisi di malinconia e speranza, è preparato attraverso dettagli concreti, piccoli indizi, moventi emotivi e materiali che si incastrano alla perfezione.

Morte e miracoli del numero 3” è, quindi, un romanzo molto attuale e molto umano. È un giallo perché c’è un omicidio a cui segue un’indagine, sì, ma anche un’analisi – spietata come la luce fredda di un ring light – dell’idea (e dell’ossessione) contemporanea della reputazione, del successo proprio e dell’incapacità di accettare invece il successo altrui.

Asa Ba, la vittima, è il vero centro morale del romanzo: un ragazzo che avrebbe potuto diventare qualcuno e che invece diventa il corpo attorno a cui si rivelano le miserie degli altri. Un noir civile, amaro e coinvolgente, capace di tenere insieme cronaca, sentimento e indagine.

Editore: Baldini Castoldi

Pagine: 300

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Franco Vanni, nato a Milano nel 1982, è cronista del quotidiano la Repubblica e ha seguito numerosi casi di cronaca nera e giudiziaria. Insegna al master in Giornalismo dell’Università Cattolica e all’Accademia del giallo. Nel 2015 ha pubblicato Il clima ideale, premiato come migliore esordio italiano al Festival du Premier Roman de Chambéry; con Il caso Kellan ha dato avvio alla serie con Steno Molteni.

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