“Isole sommerse” – intervista a Margherita Gobbi
DOMANDE DI: Alessandra Boschini
SPAZIO CURATO DA: Beatrice Orrù

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Margherita Gobbi con il suo libro “Isole sommerse” (Libraccio Editore, 2026) letto e recensito dalla nostra Alessandra Boschini.
Margherita Gobbi (Bologna, 1972), dirigente scolastica e anche affermata scrittrice, ha pubblicato il suo giallo d’esordio, La spirale delle vite perdute (Edizioni Ianieri), a settembre 2021. Il romanzo è stato molto apprezzato e premiato dalla critica. È infatti risultato tra i 20 finalisti del concorso “Ceresio in giallo” 2022, Garfagnana in giallo 2022 e Città di Como 2022. L’autrice nel corso del 2022 è stata invitata a diversi festival letterari tra i quali il Festival letterario di Bisceglie, Festival Giallo Trasimeno e il Book Festival di Alassio.
Nel 2022 con il racconto “Una giovane detective lungo la Via Emilia” è risultata seconda classificata a Spoleto Calling e finalista al concorso Garfagnana in Giallo; con il racconto “Caffè Ugo’s” ha ricevuto la menzione speciale al Premio internazionale di letteratura Seneca (2021) ed è risultata finalista al concorso Marguerite Yourcenar. Nel 2023 ha vinto il Premio Giallo Festival Bologna con il racconto “Pellegrino Mei”.
THRILLER LIFE: Virginia Guerra è una dirigente scolastica, proprio come la sua ideatrice. Nutre un profondo rispetto per le autorità, ama le canzoni francesi e il suo più grande obiettivo è l’ascolto dei suoi alunni, l’empatia che prova nei loro confronti è lodevole. Quanto c’è di Margherita Gobbi in Virginia e viceversa?
Margherita Gobbi: Lavoro nella scuola da quando avevo diciannove anni, per cui il mondo dell’insegnamento è parte integrante della mia vita. Il rispetto per le norme deriva dall’educazione dei miei genitori, persone semplici che provenivano dal mondo contadino ma che avevano grande rispetto per i valori, la cultura e l’autorità. L’ascolto dei giovani, dei loro sogni, delle loro difficoltà, delle loro idee è la parte più bella e interessante del mio lavoro e ritengo sia un aspetto fondamentale. Per questi motivi, e non solo, vi è tanto della preside reale Margherita Gobbi che si ritrova nella protagonista del romanzo, Virginia Guerra.
THRILLER LIFE: Il tema centrale di “Isole sommerse” è sicuramente la pedopornografia, lo sfruttamento di ragazzine innocenti e immature, che “giocano” a essere donne cercando consensi, attenzioni, amore. Secondo la sua esperienza e attraverso il suo vissuto accanto ai giovani, quanto sono influenti i social nelle loro scelte sbagliate e quante “colpe” sono da attribuire ai genitori e alle famiglie?
Margherita Gobbi: Il periodo dell’adolescenza è un momento fondamentale nella crescita dei ragazzi e delle ragazze. È il momento della ribellione, del “sentirsi grandi” per cui tendono ad ascoltare molto più il gruppo dei pari, e quindi dei social, rispetto agli adulti di riferimento. Per questo motivo il ruolo dei genitori, degli adulti è fondamentale. L’ascolto e l’apertura al dialogo nei confronti dei figli e, in generale, degli adolescenti non dovrebbe mai venir meno, anche se purtroppo in alcune famiglie o in alcune realtà ciò non accade.
THRILLER LIFE: Martina, Rebecca, Ginevra…sono “isole sommerse di cui si veniva a scoprire che esistevano solo in seguito a rivelazioni inattese”. Il loro presente violato, intrappolato in un orrore che lascia cicatrici permanenti. Qual è il futuro di queste ragazze? Possono farcela, come Virginia, a costruirsi una corazza?
Margherita Gobbi: Io sono una persona ottimista ma a voler essere obiettiva, purtroppo in alcune situazioni molto difficili e complesse, non sempre e non tutti i ragazzi e le ragazze in tali situazioni riescono a salvarsi completamente. La scuola fa veramente tantissimo, ma a volte, nel futuro di crescita, questo non è sufficiente. Entrano in gioco dinamiche di opposizione, rabbia e altro che andrebbero gestite con un supporto molto più ampio, non sempre presente.
THRILLER LIFE: Il mostro viene rappresentato come una persona normalissima, insospettabile: il vicino di casa premuroso come Ernesto, oppure i padri di alcuni compagni di scuola che la sera, abbandonati i panni di uomini rispettabili, si intrattengono con le ragazzine. È sempre valido il vecchio detto “mai fidarsi di nessuno”?
Margherita Gobbi: Non mi piace pensare che non ci si debba più fidare di nessuno. Nel romanzo estremizzo ed esorcizzo alcune delle più grandi paure come madre, ma nel vivere quotidiano spero sempre che i nostri figli e le nostre figlie siano in grado di rendersi conto dei vari pericoli in cui potrebbero incappare.
THRILLER LIFE: L’ispettore Comellini, prossimo alla pensione, è un uomo all’antica “usa ancora carta e penna come ferri del mestiere” e Mirko, vicepreside, succube di una madre rigida e bacchettona e trattato come uno zerbino dalla preside Guerra. Come nascono i personaggi dei suoi romanzi?
Margherita Gobbi: I personaggi nascono da una attenta osservazione della miriade di persone che conosco quotidianamente e con le quali instauro rapporti continuativi, per cui posso estrapolare le caratteristiche di varie personalità che poi trasporto per caratterizzare i miei personaggi.
THRILLER LIFE: La Bologna di “Isole sommerse” non è quella dell’immaginario collettivo, la meta culturale e godereccia dei turisti, la città vivace in cui molti studenti vanno per studio. È una Bologna oscura e feroce, che inghiotte giovani vite e sembra indifferente a tanta sofferenza. Come descriverebbe la città felsinea del suo romanzo?
Margherita Gobbi: La Bologna universitaria e festaiola è una parte importante della mia città, ma c’è anche la Bologna della vita di tutti i giorni, con quartieri dove le situazioni di degrado socio, economico, culturale sono molto evidenti.
THRILLER LIFE: Il passato di Virginia Guerra viene mostrato al lettore in capitoli a lei dedicati che iniziano nell’estate 1980, in cui lei, bambina di 8 anni, diventa “un oggetto da plasmare” a piacimento nelle mani di un adulto insospettabile che ha una professione di tutto rispetto. La seguiamo, anno dopo anno, crescere e diventare donna troppo precocemente fino all’estate 1986 in cui si taglia i polsi nei bagni della scuola.
Poi, la svolta decisiva della sua vita ed un finale che sembra voler essere una richiesta di perdono da parte di quel padre che le ha distrutto l’infanzia e la vita intera. “Quel padre era stato il lato migliore e peggiore della sua vita”. Può esistere redenzione da un peccato tanto grave?
Margherita Gobbi: Non ho mai vissuto in prima persona un trauma così enorme e non sono né una psicologa né una psichiatra. Penso, però, che la necessità di perdonare un padre possa essere una opzione, anche se conosco persone, donne che non hanno mai perdonato i loro padri anche per colpe, a mio avviso, molto meno gravi. In conclusione. Dipende sempre da ogni donna, da ogni persona.
THRILLER LIFE: Che tipo di lettrice è Margherita Gobbi? Ci sono autori o generi letterari a cui lei si ispira maggiormente?
Margherita Gobbi: Mi piace leggere di tutto: dai romanzi di formazione ai saggi di filosofia che mi consigliano i miei figli, dai romanzi ambientati nel nord Europa ai gialli italiani. Ogni storia è una nuova scoperta e una esplorazione del nostro vasto mondo.
THRILLER LIFE: Prima di salutarla e ringraziarla per il tempo che ci ha dedicato, c’è qualche consiglio che vorrebbe dare ai lettori di Thrillerlife?
Margherita Gobbi: Il consiglio spontaneo è quello di continuare a leggervi e seguirvi.
La redazione di Thriller Life ringrazia Margherita Gobbi per la disponibilità.





