Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata
RECENSIONE DI: Evi Sherpi, Leda Giupponi, Giulia Capacchietti, Ilenia Ruzza
A CURA DI: Federica Salzano
TRAMA:
Londra, 1925. Per impedirle di combinare ulteriori guai, Leonida Bernabò individua finalmente la sistemazione ideale per la vivace e scapestrata secondogenita Beatrice: un solido impiego presso l’ambasciata italiana. Miss Bee si trova dunque a barcamenarsi fra impegni segretariali ed eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente proprio da Firenze, la città natia dei Bernabò.
Il direttore degli Uffizi e la sua collega archeologa vengono accolti insieme a Edoardo, il figlio dell’ambasciatore italiano, con la fidanzata, Elisa. Non mancano neppure il visconte Julian Lennox – verso il quale Beatrice prova ancora sentimenti più travolgenti di quanto vorrebbe – e la sua promessa sposa Lady Octavia. Ma nei giorni e soprattutto nelle notti successive, in ambasciata accadono fenomeni strani e spaventosi: rumori improvvisi, sussurri nel buio e presenze inquietanti. L’unica spiegazione parrebbe quella più implausibile: un fantasma.
Le cose tuttavia si aggravano, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia nella persona dell’ispettore capo Archer Blackburn, vecchia e intrigante conoscenza di Beatrice. Ma esiste davvero il fantasma dell’ambasciata? O è all’opera qualche forza di natura ben più concreta e minacciosa? Contrariamente a quanto avrebbe auspicato papà Bernabò, tra amori e tremori sta proprio a Miss Bee scoprirlo.
RECENSIONE:
Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata è il terzo capitolo della serie dedicata a Beatrice Bernabò. L’intera saga è composta da cinque libri, quattro dei quali già in libreria e l’ultimo di prossima uscita, e conferma quanto Alessia Gazzola sappia costruire atmosfere e personaggi con una mano sIgura e una grazia narrativa che pochi sanno eguagliare in Italia.
Ambientato nella Londra del 1925, il libro ci porta nell’atmosfera che permeava l’intera Europa negli anni precedenti la Seconda Guerra Mondiale, dove l’attenzione è tutta rivolta alla delicata situazione politico-sociale dell’Italia. Beatrice, infatti, è una giovane italiana trapiantata nella capitale britannica con le due sorelle e il padre Leonida, che lì lavora.
La Londra del 1925 è descritta con una precisione quasi cinematografica: le strade di Mayfair, i salotti dell’alta società, le gerarchie rigidissime del corpo diplomatico, i codici non scritti che regolano ogni sguardo e ogni parola. Gazzola non si limita a usare il periodo storico come sfondo decorativo: lo abita, lo fa respirare, lo rende necessario alla storia. La tensione tra il mondo italiano di Beatrice caloroso, caotico, pieno di affetti e di piccoli drammi familiari e la compostezza britannica che la circonda ogni giorno è uno dei motori più riusciti del racconto.
Quando la protagonista trova impiego come segretaria all’ambasciata italiana, si ritrova a fare i conti con l’ambasciatore Gianandrea Verduno Conti. La struttura del romanzo intreccia con eleganza diversi fili narrativi: la vicenda diplomatica della statua greca, la leggenda del fantasma, l’indagine vera e propria sulla bomba, le tensioni politiche dell’Italia fascista che arrivano fino a Londra, e le storie personali dei Bernabò. Alessia Gazzola non sacrifica nessuno di questi piani sull’altare della velocità: si prende il tempo di sviluppare ogni situazione, di far crescere la tensione con pazienza, lasciando che siano i dettagli a creare il clima giusto.
La narrazione si snoda attraverso tre dinamiche principali ben calibrate. La prima è il mistero del fantasma che sembra aggirarsi tra le stanze dell’ambasciata; un enigma che coinvolgerà Scotland Yard con l’intervento dell’ispettore Archer Blackburn e che porterà alla scoperta di una bomba.
Questo tentato attentato offre alla Alessia Gazzola il pretesto perfetto per esplorare l’ascesa del fascismo in Italia, introducendo in casa Bernabò un protetto del padre: il giovane Federico Scandiani, a Londra ufficialmente per approfondire gli studi di psichiatria, ma in realtà allontanatosi da Firenze perché ritenuto un pericoloso sovversivo dal regime.
Accanto alla geopolitica non mancano gli intrecci sentimentali in pieno stile cozy romance: Beatrice si ritrova divisa tra il giovane visconte Julian Lennox e l’ispettore Blackburn, mentre i riflettori si accendono anche sul matrimonio combinato dell’alta società tra Edoardo, figlio dell’ambasciatore, ed Elisa, una giovane di buona famiglia fiorentina.
Beatrice Bernabò, detta Miss Bee, è una ragazza curiosa, vivace e un po’ impulsiva, che si ritrova coinvolta in misteri da risolvere. Non è una protagonista perfetta: a volte agisce senza pensare troppo e si lascia guidare dalle emozioni, ma ha il coraggio di seguire il proprio istinto, imparare dai propri errori e cercare risposte.
Vuole diventare indipendente e scegliere da sola il proprio futuro senza accettare passivamente ciò che gli altri decidono per lei. Ed è forse questo l’aspetto che attrae di più il lettore: non ha sempre le idee chiare, ma continua a cercare la propria strada, rappresentando un personaggio moderno nonostante l’ambientazione negli anni Venti.
In tutti i romanzi della serie, i personaggi secondari hanno un ruolo importante perché, oltre a rendere la storia più coinvolgente, mostrano modi diversi di affrontare l’amore, la famiglia e il desiderio di libertà. Leonida Bernabò, suo padre, cerca di proteggerla e di darle una sistemazione stabile, anche se non riesce a capire il suo bisogno di indipendenza. Il loro rapporto mostra una differenza di vedute abbastanza comune tra genitori e figli: Leonida vorrebbe evitare che Beatrice si cacci nei guai, mentre lei vuole dimostrare di sapersela cavare da sola.
Un altro personaggio fondamentale è Julian Lennox, il visconte per cui Beatrice prova sentimenti profondi; il problema è che lui è promesso sposo a Lady Octavia, e Beatrice cerca di fare i conti con ciò che prova, anche se non è facile mettere da parte un sentimento soltanto perché sarebbe più ragionevole farlo. C’è poi Archer Blackburn, ispettore capo di polizia con cui Beatrice ha già avuto a che fare nei precedenti romanzi.
Archer non è solo il poliziotto che indaga quando gli strani fenomeni nell’ambasciata diventano sempre più inquietanti: il suo rapporto con Beatrice è caratterizzato anche da curiosità e tensioni, e il suo modo di affrontare le situazioni è in netto contrasto con l’impulsività della ragazza. Tra gli altri personaggi troviamo Edoardo ed Elisa, oltre agli ospiti coinvolti negli eventi dell’ambasciata, le cui presenze danno origine a molte domande in quanto non è sempre facile capire di chi fidarsi e che cosa si nasconda dietro le apparenze.
Nel complesso, tutti questi personaggi sono inseriti in una società in cui le convenzioni e le differenze sociali pesano ancora molto.
Oltre al mistero e alle pene d’amore, il romanzo brilla per una profonda riflessione sul ruolo della donna nell’epoca post-vittoriana. Questa tematica emerge con forza attraverso la figura di Clara, la sorella di Beatrice, che attraversa un momento personale molto difficile. Colpita dal dramma di un aborto e sprofondata nella depressione, Clara si ritrova a subire l’ulteriore crudeltà del marito, intenzionato ad abbandonarla e a chiedere il divorzio, una minaccia che all’epoca comportava un gravissimo stigma sociale.
Di fronte a questo dolore, la narrazione fa emergere una fitta rete di solidarietà umana: Clara troverà infatti un porto sicuro non solo nel supporto incrollabile di Beatrice e del padre, ma anche e soprattutto nella sensibilità clinica e personale di Federico Scandiani. Il romanzo, quindi, non si concentra soltanto sulle avventure di Beatrice, ma lascia ampio spazio anche alle difficoltà degli altri membri della famiglia.
C’è anche un coraggio narrativo che sorprende: il finale non è consolatorio. L’ambasciatore Verduno Conti si prende una vendetta sottile e quasi elegante nella sua cattiveria, destinando Beatrice a un rimpatrio forzato con l’accusa di spionaggio. Il modo in cui la famiglia Bernabò risponde a questa minaccia la solidarietà silenziosa tra padre e figli, le scelte che si compiono senza dichiarazioni eroiche è uno dei passaggi più belli del libro.
La scelta finale di Beatrice rappresenta un importante momento di maturazione e apre nuovi sviluppi per la serie, lasciando diverse questioni aperte, soprattutto sul piano sentimentale e nel rapporto con Archer Blackburn, creando forti aspettative e curiosità per il seguito.
Alessia Gazzola è nata a Messina nel 1982, si è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specializzata in Medicina Legale. È diventata famosa grazie alla serie di Alice Allevi, iniziata nel 2011 con L’allieva, da cui è stata tratta anche una fiction televisiva. Alice Allevi e Beatrice Bernabò sono protagoniste diverse, ma hanno alcuni aspetti in comune: entrambe sono curiose, determinate e non sempre riescono a gestire tutto nel modo migliore, ma devono imparare dai propri errori e trovare un equilibrio tra la vita personale e le proprie ambizioni.
La Gazzola ha scritto anche la serie dedicata a Costanza Macallè, iniziata con Questione di Costanza, e altri romanzi come Non è la fine del mondo, Lena e la tempesta, Un tè a Chaverton House e Una piccola formalità. Anche in queste storie tornano spesso donne alle prese con scelte difficili, cambiamenti e dubbi sul proprio futuro. In fondo, pur vivendo esperienze diverse, le protagoniste dell’autrice condividono il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo: è forse questo il filo che unisce i suoi libri e che rende le loro storie interessanti anche al di là del mistero o della trama sentimentale.
Analizzando il romanzo, tra i suoi principali punti di forza troviamo proprio la crescita di Beatrice e il suo percorso verso l’indipendenza, oltre a un’ambientazione elegante e suggestiva. Lo stile di Alessia Gazzola rimane leggero e brillante, rendendo la lettura scorrevole pur affrontando temi importanti come l’indipendenza femminile, i matrimoni combinati e il diritto di scegliere autonomamente il proprio futuro.
Tra gli aspetti meno convincenti si può invece individuare il mistero del fantasma, la cui soluzione appare abbastanza prevedibile, finendo per avere meno peso rispetto agli altri elementi della storia. Anche la trama non è sempre perfettamente equilibrata: la presenza di numerosi elementi rende in alcuni momenti la struttura un po’ dispersiva, e soprattutto nella prima parte alcuni passaggi possono risultare più lenti.
Chi cerca soprattutto un’indagine poliziesca pura potrebbe rimanere meno soddisfatto, perché il giallo passa in secondo piano rispetto alla componente romance e alla crescita personale della protagonista.
In conclusione, Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata funziona soprattutto come una storia di crescita personale e sentimentale, ambientata in un’affascinante Londra storica, più che come un giallo puro.
È un romanzo che si legge con piacere autentico: ben scritto, ben costruito, capace di tenere insieme leggerezza e profondità senza che l’una pregiudichi l’altra. Alessia Gazzola è una delle voci più affidabili del panorama italiano, e questa serie dimostra che il suo talento continua a crescere. Un libro da leggere, e da rileggere.
TRADUZIONE: N/A
TITOLO ORIGINALE: Miss Bee e il fantasma dell’ambasciata
EDITORE: Longanesi
PAGINE:272
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2025
AUTORE:

Alessia Gazzola è un’autrice italiana. È nota soprattutto per aver creato il personaggio di Alice Allevi, l’aspirante anatomopatologa dell’Istituto di Medicina Legale di Roma protagonista della serie L’alieva. Nel 2019 ha vinto il Premio Bancarella, grazie al romanzo Il ladro gentiluomo.
Autrice di numerosi best seller, è un esempio del genere chick lit, rivolto prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera, e che si distingue per lo stile umoristico e post-femminista nella sua rappresentazionedella vita e dei rapporti sentimentali. La Gazzola combina questo genere a elementi noir, tipici del giallo.
Laureata in Medicina e Chirurgia, Alessia Gazzola è specialista in Medicina Legale. Competenze che sono alla base della saga L’allieva, pubblicata da Longanesi a partire dal 2011. Alcuni titoli, Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Non è la fine del mondo (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018) e Lena e la tempesta (2019). Dai romanzi della saga, tradotti in numerose lingue, è stata tratta la serie tv Rai di successo con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti.
Oltre ad Alice, ha creato il personaggio di Costanza Macallè, l’irresistibile paleopatologa messinese, protagonista tra gli altri di Questione di Costanza (2019), La costanza è un’eccezione (2022).
Altre sue pubblicazioni sono: Un tè a Chaverton House (Garzanti, 2021), La ragazza del collegio (Longanesi, 2021), Una piccola formalità (Longanesi, 2023).
Dal 2024 inaugura la serie di Miss Bee, ispirata alle atmosfere di Agatha Christie e Downton Abbey, ambientata nel mondo patinato e decadente dell’aristocrazia britannica al risveglio dall’incubo della Prima Guerra Mondiale, tra seducenti visconti e detective improvvisati. Il primo romanzo si intitola, Miss Bee e il cadavere in biblioteca.





