Invisibili
TRAMA:
In Galizia, nel Nord della Spagna, un killer rapisce donne all’alba, mentre si recano al lavoro. Donne che incrociamo ogni giorno senza vederle, donne delle pulizie, cassiere, commesse… Donne che scompaiono nel nulla, inghiottite dal silenzio. Le «invisibili» della società. A Madrid, invece, la violenza esplode sotto i riflettori. Qualcuno prende di mira persone benestanti, lasciando sulle pareti delle loro case una scritta identica ogni volta: «AMMAZZIAMO I RICCHI». Due assassini. Due mondi agli antipodi.
Nessun legame apparente. E in un clima di rabbia e protesta sociale, Lucia Guerrero, tenente della Guardia Civil, dovrà indagare su entrambi i casi. Ma più si avvicina alla verità, più tutto si confonde. Messaggi anonimi la perseguitano, tra morti scenografiche e un dubbio assillante: è lei la cacciatrice… o la pedina di due menti diaboliche?
RECENSIONE:
Bernard Minier torna in libreria con Invisibili, secondo capitolo della serie dedicata al tenente Lucia Guerrero, dopo il romanzo d’esordio Lucia. La prima indagine di Lucia Guerrero. Per chi conosce già l’autore francese attraverso il ciclo di Martin Servaz, ritrovare il suo stile in una nuova ambientazione è una sfida interessante da osservare. Minier conferma anche qui la propria capacità di costruire trame a incastro, capaci di sorprendere senza scorciatoie facili. Il romanzo si apre sulle coste nebbiose della Galizia, dove un assassino seriale rapisce donne che la società tende a non vedere: addette alle pulizie, cassiere, commesse.
I corpi vengono ritrovati secondo un rituale fisso, legato all’aire, un’antica credenza popolare galiziana su un male invisibile che si può togliere o trasmettere. In parallelo, a Madrid, la violenza colpisce l’élite economica: persone facoltose uccise nelle proprie case di lusso, con la stessa scritta lasciata sul muro a ogni delitto, “Ammazziamo i ricchi”.
Lucia Guerrero, già nota ai lettori per il primo capitolo della saga, si trova a dover gestire entrambe le indagini, mentre la sua vita privata — un figlio piccolo, una madre in coma dopo un ictus — resta sullo sfondo senza mai appesantire il ritmo narrativo. Minier alterna con efficacia le due Spagne: quella rurale e dimenticata della costa atlantica e quella patinata e corrotta della capitale, usando l’atmosfera nebbiosa della Galizia come controcanto perfetto al lusso ostentato di Madrid.
Il punto di forza maggiore di Invisibili è il ritmo: Bernard Minier alterna i due filoni investigativi con tempismo, evitando cali di tensione anche nelle pagine più procedurali. Il contrasto sociale tra vittime “invisibili” e vittime “visibili” non è solo un espediente narrativo, ma dona al romanzo uno spessore tematico che va oltre la semplice suspense, interrogando il lettore su chi la società sceglie di notare e chi no. Qualche debolezza si avverte nella costruzione di alcuni personaggi secondari, più funzionali all’intreccio che realmente approfonditi, e in certi passaggi dell’indagine madrilena, dove la denuncia sociale rischia occasionalmente di diventare
didascalica. Resta comunque un romanzo capace di reggere il confronto con i migliori titoli della produzione recente di Minier. Il finale costruisce un confronto teso tra Lucia Guerrero e il vero artefice della rete di omicidi, risolto con un uso intelligente degli strumenti legali come arma investigativa più che con un colpo di scena gratuito. Bernard Minier non si limita a chiudere il cerchio: lascia un ultimo elemento inquietante che apre la strada al prossimo capitolo della saga, mantenendo alta la tensione fino alle righe conclusive.
Invisibili è un thriller solido, che unisce suspense, procedurale investigativo e critica sociale senza appesantire la narrazione. Bernard Minier dimostra ancora una volta di saper gestire trame complesse senza perdere il lettore lungo il percorso. Consigliato a chi ha già apprezzato il primo capitolo della saga di Lucia Guerrero, ma godibile anche come opera autonoma per chi ama i thriller corali con più filoni investigativi.
Traduzione: Raffaella Patriarca
Editore: Baldini+Castoldi
Pagine: 432
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

Bernard Minier è nato a Béziers e vive a Parigi. Con milioni di copie vendute nel mondo, è considerato uno dei maestri del thriller francese contemporaneo, noto soprattutto per il ciclo di Martin Servaz, da cui è stata tratta una serie televisiva vincitrice del premio come migliore serie al Festival di La Rochelle 2016. I suoi romanzi sono tradotti in venticinque lingue