Intervista a Massimo Lugli che ci racconta “La banda dell’arancia meccanica”

Massimo Lugli

La banda dell’arancia meccanica

Domande a cura di: Michelangela Barba

Spazio a cura di: Sharon Lattanzi

La banda dell'arancia meccanica

Autore: Massimo Lugli, classe ‘55, è nato a Roma. Oltre ad essere un autore di romanzi gialli svolge l’attività di giornalista e di inviato speciale per La Repubblica. Qui trovate la nostra recensione di “La banda dell’arancia meccanica”.

ThrillerLife: ciao Massimo, è un piacere averti qui con noi! Roma, primi anni ‘80 e Roma oggi: cosa è cambiato per un cronista di nera? Se fossi oggi un giornalista alle prime armi, di cosa vorresti scrivere? Cosa vorresti dire a chi inizia oggi questa professione?

Massimo Lugli: mi chiamo Massimo e vi ringrazio per l’attenzione. Vado subito alle risposte: in tutti questi anni Roma ha cambiato faccia. Gli anni Ottanta grondavano sangue: il clan dei Marsigliesi era al crepuscolo dopo aver falcidiato la mala romana, la Banda della Magliana cominciava a farsi strada, il terrorismo rosso e nero imperversava.

Fare la nera significava correre senza tregua da un cadavere all’altro, strappare le notizie agli investigatori, salire sulle auto della polizia o inseguirle. Oggi si parla con gli uffici stampa, si viene tenuti a distanza, non si entra nelle scene del crimine come prima ma…i consigli sono sempre gli stessi. Fatti qualche amico tra le fonti, instaura un rapporto di stima e rispetto reciproci e vai sul posto. La nera si fa in strada, non alla scrivania.

ThrillerLife: c’è un caso recente che ti ha appassionato e del quale non hai ancora scritto?

Massimo Lugli: parecchi. Soprattutto il giallo di Liliana Resinovich e le nuove indagini su Garlasco. Ho scritto commenti al vetriolo sul Foglio ma non li ho mai seguiti sul campo anche se ho perso la voce a forza di parlarne in televisione. In entrambi i casi ricordo l’espressione di un vecchio collega: andiamo alla marinara, molta acqua e pochi pesci. Un sacco di fuffa ma notizie vere quasi nessuna. Eppure, riscuotono una enorme attenzione di pubblico un po’ come i grandi gialli degli anni ‘60: Christa Wanninger, i coniugi Bebawi, il delitto Fenaroli, Wilma Montesi. La passione per il crime non è una novità, sono solo cambiati i mezzi di informazione.

ThrillerLife: Marco Berilli, il protagonista di questo ultimo romanzo è il nuovo Marco Corvino? Tornerà?

Massimo Lugli: Corvino c’est moi. Berilli m’è uscito dalla penna fatto e finito, ho posto l’accento più sulla sua storia d’amore che sul personaggio. Ovviamente anche qui ci sono tratti autobiografici ma più sfumati. Berilli non spara al Poligono, non pratica le arti marziali, lavora come un pazzo e sa amare la sua donna. Tornerà: forse, inshallah. Ah, la vicenda sentimentale è inventata di sana pianta.

ThrillerLife: stai già pensando al prossimo romanzo?

Massimo Lugli: beh in realtà più che pensando lo sto scrivendo, sono a pagina 200. E’ un’altra storia ambienta negli indimenticabili, anni 70, durante l’ascesa dei Marsigliesi: sparatorie, aggressioni, sequestri, rapine e tutto il resto. Ci sto mettendo parecchia fantasia. Penso di consegnare in autunno. Piccolo segreto: mi tengo sempre un testo da scrivere per le lunghe giornate che passo a Sabaudia in estate da solo.

ThrillerLife: hai pubblicato il tuo primo giallo a 53 anni: è un’idea che ti è venuta a quell’età oppure è qualcosa che avresti voluto fare prima?

Massimo Lugli: il primo romanzo l’ho scritto a 19 anni. Era fantastico. Me lo ha detto perfino Natalia Ginzburg che ha avuto la bontà di leggerlo. Così fantastico che nessun editore l’ha pubblicato. Una bella delusione, ci ho messo trent’anni a riprendermi. Poi la Newton ha accettato “La legge di Lupo Solitario”, che si avviava verso il trita documenti. Che gioia quella telefonata, che giornata…Ne sono seguiti altri 26 tutti con Newton Compton che, ormai, è diventata per me una seconda famiglia. Hanno realizzato il sogno della mia vita. Mi hanno portato in braccio al terzo posto dello Strega. Avranno la mia gratitudine e il mio piccolo lavoro per sempre.

ThrillerLife: quali sono i tuoi tre libri del cuore?

Massimo Lugli: “La legge di Lupo Solitario”. “Il Guardiano”. “L’ultimo guerriero”. Da notare, nessuno dei tre può essere definito un giallo…forse un noir. Per me si chiama letteratura e stop.

ThrillerLife: prima di salutarci, quale messaggio vuoi lasciare ai lettori di ThrillerLife?

Massimo Lugli: il solito. Leggete, leggete, leggete. E magari, perché no, anche i miei romanzi. Vi piacciono? Fatemelo sapere. Non vi piacciono? Fatemelo sapere. La mia pagina FB ha quasi 20 mila followers ed è aperta a tutti, senza bisogno di chiedere l’amicizia. Sarò anche un po’ egotico come tutti gli scrittori ma non rosicone e so accettare le critiche e i suggerimenti. Mettetemi alla prova, vi aspetto. E grazie per essere arrivati fino a questa ultima riga.

La redazione di Thriller Life ringrazia Massimo Lugli per la disponibilità.

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