Il cerchio dei giorni di Ken Follett

Libro del mese

Il cerchio dei giorni

Recensione di: Federica Salzano, Alessandra Colombo, Giulia Capacchietti, Ilenia Ruzza, Alessandra Boschini

TRAMA:

Seft, un giovane e abile cavatore di selce, attraversa la Grande Pianura sotto il sole cocente per assistere insieme al padre e ai due fratelli ai rituali che segnano l’inizio di un nuovo anno. Il ragazzo trasporta con fatica le pietre che verranno barattate alla Cerimonia di Mezza Estate, un appuntamento importante celebrato con canti e danze dalle sacerdotesse del luogo, cui partecipano tutte le tribù dei dintorni.

Seft spera di incontrare Neen, la ragazza di cui è innamorato, e sogna di cambiare vita. La famiglia di lei vive in prosperità all’interno di una comunità di pastori, e gli offre una via di fuga dal padre violento e dai suoi spietati fratelli. Joia, la sorella di Neen, è una ragazza con grandi doti carismatiche.

Da bambina, osservando affascinata la Cerimonia di Mezza Estate, sogna la realizzazione di un nuovo monumento miracoloso, un grande cerchio eretto con le pietre più grandi del mondo. Quando diventerà sacerdotessa avrà come principale alleato Seft che si dedicherà anima e corpo a questo progetto visionario e all’apparenza impossibile. Ma tra le colline e le foreste della Grande Pianura si preannunciano tempi difficili per tutti. Mentre la siccità devasta la terra, i pastori, i contadini e gli abitanti dei boschi sono sempre più sfiduciati, e un atto di violenza selvaggia porta a una guerra aperta…

RECENSIONE:

Con il nuovo romanzo “Il cerchio dei giorni”, Ken Follett racconta una storia di crescita. Ambientato intorno al 2500 a.C., nella Grande Pianura dell’Inghilterra del Sud, narra le vicende di un tempo remoto, quando gli uomini vivevano in piccole comunità tribali, legate alla terra e ai ritmi della natura.  

L’autore abbandona, dunque, le epoche medievali e moderne per collocare la narrazione in un tempo molto più remoto: la Preistoria. È in questo scenario primordiale che Follett immagina le origini del mistero di Stonehenge.

La trama ruota intorno a Seft, un giovane cavatore di selce. Durante il Rito di Mezza Estate — un momento di festa in cui le tribù si riuniscono per celebrare il sole e gli spiriti della natura — il ragazzo si innamora di Neen, appartenente a una tribù diversa. Insieme a Joia, sorella di Neen e sacerdotessa del villaggio, Seft sogna di costruire un grande monumento di pietra che celebri il legame sacro con la terra e unisca i popoli.

Il progetto di creare un cerchio di pietre, che rispecchi il ciclo del sole e delle stagioni, diventa il fulcro di un racconto fatto di rivalità, alleanze, sogni e ostacoli. Come spesso accade nei romanzi di Follett , anche qui la costruzione di un’opera monumentale assume un valore simbolico: rappresenta l’evoluzione dell’uomo, il passaggio dal caos delle tribù primitive alla nascita di una comunità organizzata.

I temi esplorati sono molteplici, si va dalla fede al potere, dalla conoscenza legata alla memoria collettiva alla condizione femminile.

Il cerchio dei giorni

Il cerchio dei giorni racconta il bisogno universale e senza tempo dell’essere umano di lasciare un segno del proprio passaggio sulla Terra.

Il cuore pulsante della storia è la Grande Pianura, e in particolare il villaggio di Riverbend, dove vive la tribù dei coltivatori. Attraversando il Grande Varco si giunge al Monumento, un cerchio sacro custodito dalle Sacerdotesse, concepito per allinearsi perfettamente con il sorgere del sole durante i solstizi.

 “sia allineato esattamente tra i montanti e la traversa sia l’arco attraverso il quale il Dio del Sole viene al mondo”.

Durante il rito di mezza Estate, il più importante perché segna l’inizio del nuovo anno, le sacerdotesse, che hanno il compito di tenere il conto dei giorni attraverso i canti che si tramandano oralmente, danzano inneggiando al Sole mentre le popolazioni dei dintorni accorrono per assistere alla festa e per scambiarsi i frutti del loro lavoro.

Originariamente realizzato in legno e facilmente distruttibile, il monumento viene poi progettato in pietra, per divenire eterno simbolo di culto e conoscenza astronomica.

Ken Follett ci presenta una serie di personaggi che seguiamo lungo un ampio arco temporale. Primo fra tutti Seft, un giovane segnato da un’infanzia difficile e da un ambiente familiare violento. Dopo una lite con il padre, fugge dalla sua tribù in cerca di una vita pacifica. Troverà accoglienza presso la tribù dei pastori, dove costruirà la famiglia, insieme alla bella Neen, che aveva sempre desiderato, incarnando il padre amorevole che non ha mai avuto.

Joia, la cognata di Seft, viene presentata come un’adolescente piuttosto problematica e anticonformista, decide però di unirsi alle Sacerdotesse, dove scopre una profonda vocazione per lo studio — in particolare dei primi rudimenti di quella che potremmo definire matematica primitiva. Brillante e ambiziosa, è lei a concepire l’idea di un tempio in pietra, con funzione anche di calendario astronomico. Joia ha una notevole capacità oratoria, e riesce a coinvolgere l’intera comunità nella realizzazione del futuro complesso di Stonehenge.

Nonostante la potenza delle idee e degli scenari, i personaggi spesso risultano poco approfonditi. I dialoghi tendono a essere banali o poco credibili, e questo indebolisce la narrazione, soprattutto se confrontata con l’accuratezza storica del contesto. L’autore, nel tentativo di rendere verosimile il linguaggio neolitico, opta per nomi brevi e gutturali (come Oft, Ag, Han, Stam), ma l’effetto complessivo resta discutibile.

Un aspetto di questo libro che sicuramente colpisce è l’evidente ricerca storica che ha preceduto la stesura. Come afferma lo stesso Follett “Stonehenge è uno dei monumenti più iconici e riconoscibili al mondo, ma in realtà se ne sa molto poco”. Il lettore quando sente parlare di Stonehenge e si immerge nella lettura di “Il cerchio dei giorni” immagina un romanzo affascinante, con un’ambientazione storica ricca e dettagliata, dal carattere epico, con protagonisti profondamente caratterizzati e una trama coinvolgente che lo terrà incollato alle pagine.

Non mancano scene suggestive con rituali, celebrazioni, momenti di vita quotidiana tra le tribù di pastori e coltivatori, i racconti di vita delle sacerdotesse, i momenti conviviali dei Riti. Tutti gli abitanti della Grande Pianura partecipano alla vita comunitaria e non mancano lotte interne, assassini, vendette, relazioni clandestine. Può sembrare che questi dettagli siano sufficienti e rendere la storia coinvolgente e intrigante; in realtà invece gli eventi sono molto ripetitivi, spesso scollegati, i personaggi in alcune occasioni sono piatti e anonimi.

Nonostante le premesse e l’ambizione del progetto, Il cerchio dei giorni non raggiunge i livelli di profondità e coinvolgimento dei romanzi precedenti di Follett, come I pilastri della Terra o la saga di Kingsbridge. La costruzione di Stonehenge, che ci si aspetterebbe essere il fulcro della storia, diventa quasi un elemento di sfondo, mentre la narrazione si dilunga in episodi a volte superflui.

In conclusione gli ammiratori di Follett, che attendevano con grandi aspettative questo nuovo romanzo, potrebbero rimanere in parte delusi. Il fascino dell’ambientazione preistorica, la cura nella ricostruzione storica e l’originalità del tema non bastano a compensare i limiti narrativi del libro.

Il cerchio dei giorni resta un’opera ambiziosa, che ci invita a riflettere sull’origine della civiltà e sul bisogno universale di lasciare un segno. Ma, purtroppo, non riesce a emozionare con la stessa forza dei capolavori precedenti.

Traduzione: Annamaria Maffo

Editore: Mondadori

Pagine: 704

Anno di pubblicazione: 2025

AUTORE:

Ken Follett

Ken Follett scrittore inglese. Laureato in filosofia, poi cronista in un quotidiano, è diventato uno dei più popolari autori di best-seller con La cruna dell’ago (Eye of the needle, 1978).
Nell’infanzia è nata la sua passione per la lettura “Non avevo tanti libri, e sono sempre stato grato alla biblioteca pubblica. Senza libri gratuiti non sarei diventato un lettore accanito, e se uno non è lettore non può essere neanche scrittore” ha dichiarato.

Nel settembre del 1970, appena uscito dall’università, lavora come cronista per il «South Wales Echo» di Cardiff e poi come editorialista dell’«Evening News» di Londra. Non avendo sfondato come “il giornalista investigativo fenomenale” che aveva immaginato di poter essere, Ken Follett si dedica alla scrittura di romanzi. Nel 1974 lascia il giornalismo e comincia a lavorare per una piccola casa editrice, la Everest Books.


È La cruna dell’ago che lancia Follett come scrittore di best-seller. Pubblicato nel1978, vince il premio Edgar e vende rapidamente più di 10 milioni di copie: l’inizio di una carriera travolgente.
Sulle abitudini di scrittura ha dichiarato: “Sono mattiniero. Appena mi sveglio, voglio sedermi alla scrivania. La sera invece preferisco riposarmi, mangiare, bere e fare quel genere di cose che non creano stress”.

I suoi romanzi, che hanno trame ben congegnate e ricche di suspense, combinano avventura, ricostruzione storica, spionaggio e thriller: fra i molti, spesso portati con successo sullo schermo, si ricordano Il codice Rebecca (The key to Rebecca, 1980); L’uomo di Pietroburgo (The man from St. Petersburg, 1982); Sulle ali delle aquile (On wings of eagles, 1983); I pilastri della terra (The pillars of the earth, 1989); Una fortuna pericolosa (A dangerous fortune, 1993); Il terzo gemello (The third twin, 1996); Il martello dell’Eden (The hammer of Eden, 1998, premio Bancarella); Codice a zero (Code to zero, 2000); Il volo del calabrone (Hornet flight, 2002).


Mondo senza fine, pubblicato nel 2007, è il seguito del popolarissimo I pilastri della terra. Il libro fa ritorno a Kingsbridge duecento anni dopo e mette in scena i personaggi de I pilastri. La saga di Kingsbridge prosegue con La colonna di fuoco (2017) e Le armi della luce (2023).

I protagonisti del ciclo epico successivo in tre romanzi abbracciano cinque generazioni su tre continenti, nella Trilogia del Secolo. La caduta dei giganti (2010); L’inverno del mondo (2012); I giorni dell’eternità (2014).
Del 2019 il breve scritto Notre-Dame, omaggio alla cattedrale parigina dopo l’incendio.
Del 2020 Fu sera e fu mattina un viaggio epico che termina dove I pilastri della terra hanno inizio.
Nel 2021 pubblica Per niente al mondo che segna una svolta nella sua carriera, a differenza delle precedenti pubblicazioni il titolo è ambientato ai giorni nostri e narra di una crisi globale.

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