Il gioco della storia
TRAMA:
È il 1954 e l’atmosfera variopinta di L’Avana è turbata dalle violente repressioni della polizia contro i dissidenti al regime di Batista. Bernie Gunther, che vive a Cuba sotto falsa identità, ha vinto una barca al tavolo da gioco e si prepara a lasciare l’isola alla volta di Haiti. Con lui, la giovane Melba, prostituta rivoluzionaria ricercata per l’omicidio di un poliziotto. Quando i due vengono fermati in mare aperto dalla marina americana, Bernie viene arrestato e condotto a New York, sotto la custodia degli agenti della CIA Silverman e Earp, che lo accusano di essere un «bastardo nazista».
Da lì, verrà poi portato in Germania, nel carcere di Landsberg, nella cella numero 7, la stessa in cui Hitler fu rinchiuso dopo il putsch di Monaco e dove scrisse il Mein Kampf. In quello spazio soffocante e infestato dai fantasmi del passato, Gunther ripercorre le sue gesta durante gli anni della guerra, rispondendo alle domande serrate dei servizi segreti e cercando di riportare alla mente eventi che non sembrano più così chiari: pur essendo sempre stato antinazista, ha spesso avuto una condotta discutibile.
Il confine tra realtà e finzione diviene sempre più sottile e mantenere i nervi saldi non è facile. Bernie Gunther sa che dire la verità non è sempre la soluzione giusta se vuoi salvarti la pelle, per questo dovrà scegliere con attenzione quali carte giocare in questa nuova partita al tavolo della Storia: la posta in palio è la sua stessa vita.
RECENSIONE:
Fazi ha il merito di ripubblicare i lavori del compianto autore scozzese Philip Kerr un profondo conoscitore del complicato e controverso periodo che è culminato con il secondo conflitto mondiale e padre del celebre investigatore Bernie Gunther.
Bernie Gunther, protagonista di “Il gioco della storia” è un personaggio di profonda umanità, lacerato, un buono che non voleva stare dalla parte dei cattivi, ma che suo malgrado si trova a recitare un ruolo, a stare nella zona franca di un flusso storico che è più forte delle intenzioni del singolo. Un uomo che forse sta pagando più di quello che dovrebbe scontare.
È un personaggio cinico, disincantato, scottato dalla crudeltà dell’umanità e suo malgrado da sé stesso. Si trova a fare i conti con un passato che sente scomodo, che vorrebbe dimenticare, ma che è sempre lì a ricordagli che è vivo, che nonostante tutto può ancora cambiare il corso degli eventi, che con il giusto sforzo la giustizia può essere ricondotta sui binari della legalità.
Philip Kerr in “Il gioco della storia” spazia tra gli anni 1940-49 e il 1954, approfondendo ulteriormente gli anni di guerra di Bernie, in particolare in Unione Sovietica come prigioniero di guerra, e poi nove anni dopo la fine del conflitto, quando si trova a lavorare per l’intelligence francese. Bernie incontrerà persone del suo passato, così come nuove minacce e alleati (in tutti i sensi del termine), mentre le sue esperienze, le sue capacità investigative e la sua conoscenza di Berlino saranno richieste. Un noir dai toni perfetti ambientato in gran parte in Germania tra gli anni ’30 e ’50, in cui Bernie Gunther si dibatte in una Europa lacerata e sconfitta.
Kerr affronta temi delicati e di drammatica attualità, come l’antisemitismo, la paura del diverso e l’impunità dei criminali di guerra. Argomenti scomodi da trattare, perché toccano corde sensibili e possono suscitare reazioni forti. Il romanzo è un’ottima opera di narrativa, ma ha anche un forte valore sociale ed etico. Kerr con “Il gioco della storia” invita i lettori a riflettere sul passato e a interrogarsi sul presente. Il romanzo è un invito a ricercare, scoprire e studiare un’epoca che, per la maggior parte, è legata a ricordi nozionistici imparati frettolosamente sui libri di scuola.
Un protagonista intrigante, dialoghi snelli, credibili e una particolare attenzione anche ai personaggi minori, ma con il denominatore comune della sensibilità.
Semplicemente un noir perfetto!
Una saga e un protagonista da riscoprire. Potete apprezzare altre opere di Philip Kerr sul nostro sito: “A fuoco lento” e “Se i morti non risorgono”.
Editore: Fazi Collana Darkside
Traduzione: Stefano Bortolussi
Pagine: 444
Anno di pubblicazione: 2025
AUTORE:

Philip Kerr nato a Edimburgo, ha esordito con Violette di marzo, pubblicato nel 1989 e primo capitolo Philidella trilogia berlinese, grazie alla quale ha collezionato una lunga serie di premi e riconoscimenti e viene considerato un maestro del giallo. È inoltre autore di numerosi romanzi di successo. Amato dai giallisti, dai grandi autori letterari, dai divi del cinema, è scomparso precocemente nel 2018. Fazi Editore ha pubblicato l’intera trilogia, composta da Violette di marzo (2020), Il criminale pallido (2020) e Un requiem tedesco (2021), e i romanzi L’uno dall’altro (2022), A fuoco lento (2023) e Se i morti non risorgono (2024).