“Ultimo valzer di una ragazza perbene” di Tullio Avoledo

Ultimo valzer di una ragazza perbene
“Negli occhi le torna il luccichio di una volta, la vivacità di una gazza che ha trovato nel fango del tempo un gioiello luccicante, prezioso.”

Ultimo valzer di una ragazza perbene

Recensione di: Michelangela Barba

TRAMA:

È un inverno insolito quello in cui l’avvocato Vittorio Contrada è costretto a guardare in faccia il suo passato. E quel passato ha gli occhi azzurri, la pelle morbida e l’incedere elastico di Claudia, compagna di liceo che Vittorio non vede da oltre vent’anni. Ex barricadera dai forti ideali, Claudia ora è sposata con Eugenio Morlacchi, imprenditore green dall’incredibile successo. Ha casa a Milano, un palazzetto sul Canal Grande a Venezia, gioielli, un autista, ma soprattutto Claudia ha una figlia, Ada, e Ada ha un problema grave. Qualcuno la minaccia, uno stalker, un possibile rapitore, qualcuno che potrebbe avere un conto in sospeso col Morlacchi.

Ma a Contrada basta poco – parlarne con la sua squadra ormai rodata, la socia Gloria Almariva e il ruvido tuttofare Ciuffo, al secolo Andrea Benati – per capire che le cose non stanno affatto come Claudia gli ha raccontato fra le lacrime. Che la giovane Ada forse non è una ventenne indifesa di fronte alle brutture del mondo. Che quando le luci fuori si spengono e nel buio delle stanze si accendono gli schermi di computer e cellulari, Ada si trasforma. Il suo segreto è di quelli che non si confessano a cuor leggero, la sua doppia vita farebbe vergognare una ragazza perbene, ma le sue ragioni sono adamantine, incomprensibili per gli adulti che la circondano e, di certo, pericolose.

Salvare Ada sarà per Vittorio e i suoi un tuffo in ricordi agrodolci e insieme una corsa verso un orizzonte sempre più minaccioso. Mentre sulla città scende – lievissima, incurante – la neve. Dopo Come si uccide un gentiluomo, Tullio Avoledo torna con un giallo che non teme di guardare a fondo nelle debolezze umane, per raccontarcele poi con penna ironica e feroce, piena di inaspettata tenerezza.

RECENSIONE:  

Dopo “Come si uccide un gentiluomo” che avevamo avuto il piacere di recensire qui, Tullio Avoledo torna in libreria con una nuova avventura per l’Avvocato Vittorio Contrada.

Ultimo valzer di una ragazza perbene” si distingue per la capacità di intrecciare il ritmo dell’indagine con una riflessione più ampia su memoria, identità nascoste e sulle ferite che il passato continua a lasciare aperte.

Il caso da cui prende avvio la vicenda è di quelli destinati a lasciare il segno, ovvero il ritrovamento del corpo di una giovane donna appartenente a una famiglia rispettabile, una cosiddetta “ragazza perbene” che sembra incarnare tutte le aspettative di una vita ordinata e senza ombre. Eppure, fin dalle prime pagine, appare chiaro che dietro quell’immagine impeccabile si nasconde una verità molto più ambigua. L’indagine si trasforma rapidamente in un viaggio dentro una rete di relazioni fragili, segreti familiari e verità taciute per anni.

Uno dei punti di forza del romanzo è proprio la costruzione dell’atmosfera. Tullio Avoledo ambienta la storia in un contesto urbano che alterna quartieri eleganti e zone marginali, creando un contrasto continuo tra superficie e profondità: un luogo stratificato, in cui ogni strada sembra custodire una storia e dove il passato riaffiora con ostinazione nei luoghi più inattesi.

Questa dimensione urbana, concreta e allo stesso tempo carica di inquietudine, accompagna il lettore lungo tutta l’indagine. Al suo interno ruotano familiari che proteggono reputazioni fragili, amici che nascondono verità scomode, figure marginali che diventano depositarie di dettagli decisivi.

Tullio Avoledo costruisce questi ritratti con attenzione, evitando stereotipi e lasciando emergere lentamente le tensioni che legano i protagonisti alla vittima.

Il romanzo mantiene il ritmo del giallo investigativo ma la tensione non deriva soltanto dalla ricerca del colpevole. Il vero motore della storia è la progressiva scoperta di ciò che si nasconde dietro l’apparenza della normalità. La “ragazza perbene” del titolo diventa così il simbolo di una società che preferisce le versioni rassicuranti dei fatti, anche quando la realtà è molto più complessa.

Con “Ultimo valzer di una ragazza perbene, Tullio Avoledo dimostra come il giallo possa essere anche strumento di esplorazione psicologica, offrendo ai lettori un mistero che lascia spazio a una riflessione più ampia sulle storie che restano nascoste dietro le vite apparentemente ordinarie.

Editore: Neri Pozza

Pagine: 432

Anno di pubblicazione: 2026

AUTORE:

Tullio Avoledo

Tullio Avoledo è un autore italiano. Nato a Valvasone, in Friuli, nel 1957, Tullio Avoledo ha esordito nel 2003 con L’elenco telefonico di Atlantide (premio Forte Village Montblanc – Scrittore emergente dell’anno), romanzo che ibridava fantascienza e mitologia con una satira feroce del mondo bancario e della società italiana ai tempi dell’effimero trionfo della web economy.

Ha poi pubblicato altri romanzi, prima per Sironi e poi per Einaudi e Marsilio, tra cui Tre sono le cose misteriose (Einaudi 2006, premio Super Grinzane Cavour), Breve storia di lunghi tradimenti (Einaudi, 2007), Chiedi alla luce (Marsilio, 2016). Ha anche pubblicato per Rizzoli una personalissima e divertita versione, ambientata nell’Italia odierna, delle Baruffe chiozzotte di Goldoni (2014). Ha partecipato con due romanzi (Le radici del cielo e La crociata dei bambini, Multiplayer) a Metro 2033 Universe, una narrazione collettiva internazionale sul mondo post catastrofe nucleare immaginato dallo scrittore russo Dmitry Glukhovsky.


Tra gli altri titoli, Come navi nella notte (Marsilio, 2021), Non è mai notte quando muori (Marsilio, 2022), I cani della pioggia (Marsilio, 2023), Come si uccide un gentiluomo. La prima indagine dell’avvocato Contrada (Neri Pozza, 2025).

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