Il talento di Margherita di Viola Veloce 

Il talento di Margherita
“Meglio lasciar perdere chi non ti vuole ascoltare”

Il talento di Margherita

Recensione di: Alessandra Boschini 

TRAMA:
Margherita Fiori ha sessant’anni e agli altri è sempre sembrata una donna senza qualità. Impiegata al tribunale, immersa nei suoi appunti costellati di piccoli schemi, per anni ha continuato a essere dipinta come la definivano a scuola: stramba, distratta, poco portata. Solo più tardi ha dato un nome a quelle etichette: dislessia. Un ostacolo, ma anche un modo diverso di leggere il mondo. Margherita non segue le righe, le attraversa, e facendolo vede crepe dove chiunque vedrebbe muri, sente le stonature nelle versioni troppo perfette. Poi c’è il desiderio di una nuova vita, che ritorna quando meno te lo aspetti. Tra una chat e un appuntamento al buio, Margherita riscopre il corpo, il gioco, la libertà di scegliere.

Ogni incontro è un piccolo azzardo, ogni carezza una dichiarazione. Non è mai troppo tardi per sentirsi viva. Ma è in questo tempo nuovo che riaffiora il passato, nella figura del magistrato Pietro Pecorari. Grande amore della giovinezza, con lui Margherita ha condiviso il letto e molti casi, aiutandolo a risolverne la maggior parte grazie al suo insospettabile talento. Poi la storia finisce, ma, dopo venticinque anni, Pecorari le chiede una mano per venire a capo della misteriosa morte di un professore universitario. Sembrerebbe trattarsi di un suicidio, eppure troppe cose non tornano. A partire dalle equivoche frequentazioni del professore. 

RECENSIONE:

Viola Veloce è lo pseudonimo con cui il panorama letterario conosce l’autrice che nella vita reale è impiegata e nota al pubblico per la serie “Omicidi in pausa pranzo” pubblicati in self con Amazon. Non è facile inquadrare in un genere ben preciso “Il talento di Margherita”, un po’ cozy mistery un po’ giallo, a metà strada tra commedia e farsa, con qualche tentativo di psicologia fai da te e nozioni mediche spicciole cercate in rete, volutamente e velatamente ironiche e grottesche ma, nel complesso, la lettura risulta divertente e gradevole.

Viola Veloce mette in scena una protagonista davvero originale e rivoluzionaria: Margherita Fiore, una sessantenne divorziata, con un figlio ormai grande e la solitudine che la tormenta, insieme alla paura di trascorrere i prossimi vent’anni della sua vita a passare le serate su Netflix.

Alle prese con i problemi legati alla menopausa e tutti i sintomi che ne derivano, Margherita è in crisi per i cambiamenti che il suo corpo sta vivendo “Sono arrivata a compiere sessant’anni senza capire che il mio corpo cambiava mi era venuta la pelle grinzosa, non mi facevo più neanche la ceretta” ma è la solitudine a spaventarla, la paura di non essere più guardata da un uomo, non sentirsi desiderata. Fra esilaranti scorribande al sexy shop e tragici incontri su Tinder che le procurano solo cocenti delusioni, il lettore scopre il passato di Margherita. La sua difficoltà a mantenere l’attenzione durante le lezioni e una madre che la voleva la prima della classe mentre le 

insegnanti ripetevano che era somara e non si impegnava abbastanza. “Non sapevo neanch’io cosa non funzionava nella mia testa. Non riuscivo a leggere i numeri con lo zero e non avevo mai imparato le tabelline. Tradurre latino era impossibile. Adesso ho capito che la colpa non era mia perché ho saputo a 50 anni di essere dislessica https://it.wikipedia.org/wiki/Dislessia e il mio cervello funziona in modo diverso, per capire ho bisogno di mettere ordine. le idee, le frasi, le parole, devono essere collegate fra loro in un modo logico e intellegibile”.

Vinto il concorso da assistente giudiziaria, scopre di avere un talento per l’archiviazione dei fascicoli dei processi e l’uso delle mappe concettuali e per questo risulta molto apprezzata dai magistrati: quello che fino ad ora era sembrato un handicap, finalmente può essere incanalato e usato per uno scopo preciso e ciò la fa sentire in pace. Una persona, in particolare, intuisce che la logica di Margherita e la sua capacità di connettere i fatti e le cose, per poi descriverle graficamente, può tornare utile alle indagini: è Pietro Pecorari, giovane magistrato, che grazie alle intuizioni di Margherita, riesce a risolvere alcuni casi molto controversi. 

“Il talento di Margherita” è una divertente commedia che Viola Veloce narra con una buona dose di humor, alternando il giallo e il mistero alla satira sociale affrontando il tema della sessualità in età matura, il cambiamento dei desideri e delle priorità, il bisogno di una rinnovata femminilità anche se over 60 e taglia 50, portando alla luce le nette differenze tra il corpo maschile e quello femminile mentre l’invecchiamento avanza inesorabilmente. Il fulcro della trama è lei, Margherita, un personaggio ben caratterizzato e costruito, auto ironica e fragile ma capace di attraversare le turbolenze che le si parano davanti con coraggio e determinazione, sfruttando la propria intelligenza e le proprie capacità ma rimanendo sempre sé stessa.

È Margherita il cuore pulsante della storia, lei che ha saputo dire basta a un amore che la faceva sentire migliore ma che la relegava in secondo piano e ha saputo mettere fine ad un matrimonio senza amore, una donna che sa guardarsi allo specchio credendo alle seconde occasioni, cercando costantemente la soluzione dei problemi, senza abbattersi né compiangersi, sempre aperta alle novità per non apparire boomer. La scrittura di Viola Veloce è diretta, graffiante e pungente, frizzante nei molti dialoghi su cui punta per dare velocità e dinamismo alla trama, per dare risalto ai pensieri dei personaggi che si muovono in una Milano riconoscibile e frenetica, in cui l’apparenza e lo status definiscono le persone. Il ritmo del racconto è veloce, leggero e dinamico, la lettura risulta scorrevole nella sua leggerezza e fluidità grazie ai toni canzonatori e sottilmente pungenti a cui non mancano risvolti emotivi toccanti. Se cercate un thriller d’azione e carico di tensione e adrenalina, allora rimarrete delusi ma basta veramente poco per farvi catturare e coinvolgere dalla personalità di Margherita, dalla frenesia delle sue giornate e dalle sue scorribande alla ricerca di una felicità perduta. 

PAGINE: 304 

Anno di pubblicazione: 2026 

AUTORE:

Viola Veloce è lo pseudonimo di un’impiegata dislessica con la passione per la scrittura. Ha conquistato il pubblico in rete con la serie “Omicidi”, quattro gialli ironici ambientati in ufficio, in condominio, a scuola e in parrocchia. Con la sua dark comedy ha trasformato la routine in un teatro degli equivoci a colpi di crimini e humor nero. 

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