La colpevole
Recensione di: Domenico Vacca, Giulia Capacchietti e Alessandra Ghelli
A cura di: Federica Salzano
TRAMA:
Nell Masters ne è certa: ovunque vada, qualunque cosa faccia, qualcuno la osserva, la segue, la controlla. Prova questa sensazione ogni volta che scende dall’autobus, quando il telefono squilla ma poi dall’altra parte c’è solo silenzio, quando riceve un enorme mazzo di fiori senza biglietto. E Nell ha tutte le ragioni per guardarsi alle spalle, perché nasconde un segreto. Un segreto che non ha mai confessato né ad Alex, l’uomo con cui sta provando a costruire una nuova vita, né a Inès, l’amica sempre al suo fianco nei momenti del bisogno…
Quattordici anni prima, Nell aveva un altro nome e conduceva una vita tranquilla finché, un giorno, dalla sua finestra non aveva assistito a una scena inquietante: una ragazza apparentemente costretta a salire su un’auto da un uomo adulto. E, poche ore dopo, quella ragazza era stata trovata morta. Sebbene la polizia non le avesse creduto, Nell era sicura di aver riconosciuto l’uomo alla guida, e quella certezza era diventata un’ossessione, un’ossessione che le avrebbe stravolto la vita… Possibile che adesso la colpa del passato sia tornata a reclamare il suo prezzo? O è tutto frutto della fantasia di Nell?
RECENSIONE:
Nell Masters vive con la costante sensazione di essere osservata e seguita. Strani segnali e presenze sospette la convincono di essere inseguita da uno stalker. Questo timore è legato ad un segreto del suo passato: anni prima aveva assistito a una scena inquietante, collegata alla morte di una ragazza, ma nessuno le aveva creduto.
Oggi, mentre cerca di costruirsi una nuova vita, il passato sembra tornare a perseguitarla. Nell non sa più se il pericolo sia reale o immaginario, ma deve fare i conti con la verità e con le conseguenze delle sue scelte.
“La colpevole” di B.A. Paris è un thriller psicologico che si basa su una tensione che cresce ad ogni pagina, segreti nascosti e verità difficili da accettare. Il romanzo si sviluppa in un contesto apparentemente tranquillo, che però andando avanti nella lettura si rivela inquietante. L’autrice gioca in maniera esemplare con la percezione del lettore, portandolo a dubitare di ogni personaggio e di ogni versione dei fatti.
La narrazione si concentra soprattutto sul tema della fiducia e su quanto il passato possa influenzare il presente. Altro aspetto intrigante è il mettere in mostra quanto sia sottile il confine tra realtà e paranoia, facendone forse uno dei punti centrali del romanzo. Attraverso una serie di colpi di scena e la costruzione della narrazione su due livelli temporali, presente e passato, la storia mette in luce come anche le relazioni interpersonali, anche quelle più solide, possano nascondere lati oscuri. Il lettore viene coinvolto in un’indagine soprattutto psicologica, in cui ogni scoperta porta a nuove domande.
La protagonista del romanzo “La colpevole”, pieno di colpi di scena, è Nell masters (nata Elle Nugent) una donna di 36 anni responsabile di un ente di beneficenza a Brixton.
Nell ha un carattere particolare, odia la compagnia e la socialità preferendo passare i sui momenti liberi in solitudine, questo suo modo di gestire i rapporti sociali va di pari passo con la sua perenne ansia; un avvenimento avvenuto quando ancora si faceva chiamare Elle ed era una giovane ragazza ventenne e, la sua vita passata a fare la spola tra una famiglia affidataria e l’altra l’hanno portata a vivere una vita quasi ai margini; perché convinta che la felicità sia un dono che lei non merita e anzi è addirittura pienamente convinta che l’infelicità sia il giusto modo per espiare la sua più grande colpa.
La vita però rimane imprevedibile e negli anni, si è trovata a imbastire alcuni, se pur pochi, rapporti di amicizia e addirittura una relazione sentimentale con Alex un quarantenne franco – americano che divide, a causa del suo lavoro, la propria vita tra l’America e l’Inghilterra.
Nell è molto legata a Sadie una sua collega di lavoro dall’animo sempre allegro e solare che, porterà nella sua vita fatta di pochissime amicizie, oltre a un sacco di muffin, e Simon, il fidanzato poliziotto di Sedie.
Oltre a Sadie e Simon il cerchio delle amicizie di Nell si chiude con Romy, una bellissima ragazza dai lunghi capelli e occhi neri, con una forte empatia che incontra a un corso di Pilates, l’ empatia di Romy sarà fondamentale nella crescita della loro amicizia, sarà lei infatti ad invitarla per un caffè intuendo il desiderio di Nell di fare parte di un gruppo; il fidanzato di lei Rob che viene marginalmente descritto come un tipo al mano e “in gamba” e Marcus il socio in affari della coppia, è un ragazzo che si prende una cotta per la protagonista, è molto analitico e sospettoso sarà lui nel racconto a formulare alcune teorie interessanti sul conto di Alex.
La frequentazione con Alex fa sì che Nell faccia la conoscenza di Beatrice e Victor, la sorella e il cognato di Alex, coppia molto affiatata in attesa del loro primo figlio che, accolgono Nell nelle loro vite con estrema gioia, soprattutto Beatrice che è entusiasta di vedere suo fratello così innamorato e felice come non lo vedeva da tempo, capiremo poi leggendo il romanzo, quali eventi hanno segnato particolarmente la vita di Alex.
Ad una cena a casa di Beatrice entrerà in scena anche il personaggio di Ines, una donna estremamente elegante che non può mai rinunciare alle sue scarpe con il tacco e al suo rossetto rosso. Lei e la sorella di Alex si sono incontrate ad un circolo privato di tennis facendo subito amicizia perché entrambe di origini francesi.
Essendo questo un thriller di tutto rispetto non poteva mancare un omicidio, quello di Bryony Sander, una ragazza quasi ventenne originaria di Boston, trasferitasi a Londra per studiare.
Un sospettato Brett Parker, padre di famiglia, marito devoto che viene descritto come una persona gentile ed educata e, ovviamente una detective Gail Moss una donna dagli occhi grigi e dallo sguardo severo che accompagnerà la protagonista nel passato ma, che ritroveremo anche nel racconto del presente.
A fare da sfondo a tutti questi personaggi troviamo Londra, piovosa e cupa, che ci viene raccontata attraverso gli spostamenti che la protagonista fa in autobus o attraverso le sue passeggiate ad Hyde park.
La Paris è stata bravissima a rendere la casa; una vecchia scuderia restaurata, situata in una via stretta con un bellissimo lucernario; un ambiente claustrofobico quel tanto che basta per far sentire in lettore, non in un porto sicuro ma bensì in una prigione, fatta di serrature controllate più e più volte, armadi aperti per verificare la presenza di estranei e coltelli lasciati appositamente a vista per essere usati come arma di protezione.
Più che in luoghi aperti la scrittrice ci racconta di luoghi chiusi come il 54 Marlsborough (Knightsbridge) un ambiente lussuoso caratterizzato da un bellissimo ascensore d’epoca dove, Alex ha una suite e Nell passerà un periodo di tempo lontana dall’ansia che il quotidiano le genera.
La colpevole sa fare una cosa rara nei thriller psicologici: costruire la tensione senza alzare mai la voce. La minaccia non entra da una porta sfondata, arriva per sottrazione — un silenzio al telefono, un mazzo di fiori anonimo, la sensazione persistente di uno sguardo alle spalle. Paris orchestra questa escalation con la precisione di chi conosce il valore del dettaglio fuori posto, e la claustrofobia domestica che ne deriva è tra le sue prove meglio riuscite: la casa come teatro dell’angoscia, lo spazio familiare che diventa inaffidabile.
La gestione del doppio piano temporale è un altro punto di forza netto: il presente che vacilla e il passato che torna non si sovrappongono mai per svelare troppo, ma si inseguono con un’ansia misurata che tiene il lettore in bilico. E al centro di tutto c’è Nell, una protagonista costruita con cura attorno alle proprie crepe. Una donna che porta il peso di qualcosa che ha visto, o creduto di vedere, e che da quel momento non è più riuscita a tornare a sé stessa.
La colpa che la abita non nasce da un gesto compiuto, ma da una scelta: tacere, o non essere creduta, o entrambe le cose insieme. E quella zona grigia tra responsabilità e impotenza è il cuore pulsante del romanzo. Il suo punto di vista distorto non è un trucco narrativo, è la sostanza emotiva del libro — perché Nell non chiede di essere giustificata, chiede solo di essere ascoltata. E noi, pagina dopo pagina, non sappiamo se assecondarla.
Eppure chi è abituato al genere troverà qualche passaggio prevedibile. La spirale paranoica segue traiettorie già viste, e i personaggi secondari — Alex, Inès, Sadie e il restante gruppo di amici— restano perlopiù funzionali alla storia di Nell senza acquisire uno spessore proprio. Non disturbano, ma non sorprendono. Il finale, pur coerente con le premesse, ricompone il puzzle con una certa ordinata prevedibilità: la tensione accumulata trova risposta, ma non lascia dietro di sé nessuna scheggia.
La colpevole non è il romanzo più ambizioso di B.A. Paris, ma è forse uno dei più onesti nel proprio intento: spaventare per sottrazione, senza fuochi d’artificio. Un thriller che lavora sulle ombre anziché sulle esplosioni, e che trova la propria forza esattamente dove la cercano i lettori del genere: nella domanda che non si riesce a smettere di fare. Quanto di ciò che temiamo viene davvero da fuori, e quanto è il riflesso di ciò che non abbiamo mai avuto il coraggio di guardare dentro? Paris non risponde. E fa bene.
Traduzione: Veronica Sibilla Ghiorzi
Editore: Nord
Pagine: 352
Anno di pubblicazione: 2026
AUTORE:

B. A. Paris è un’autrice inglese. Nata e cresciuta in Inghilterra, B. A. Paris si è trasferita in Francia per lavorare in una grande banca d’investimento. Ha poi deciso di dedicarsi all’insegnamento e alla narrativa e ha fondato una scuola di lingue. Il suo primo romanzo, La coppia perfetta, è stato pubblicato in Italia da Nord nel 2016. Nel 2019 esce Non dimenticare (Nord) a cui segue Il dilemma (2021) e nel 2023 La reclusa.





