“La portinaia del 17 – intervista ad Emma Cortesi” 

Emma Cortesi

Intervista ad Emma Cortesi

DOMANDE DI: Isabella Bianco

SPAZIO CURATO DA: Laura Crottini

La portinaia del 17

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Emma Cortesi con il suo nuovo libro La portinaia del 17 (Fazi Darkside, 2026) letto e recensito dalla nostra Isabella (Link recensione).

Emma Cortesi, Nata nel 2001, porta dentro di sé due terre diverse: la Brianza, concreta e laboriosa, e la Lunigiana, verde e selvaggia, dove affondano le sue radici più profonde. Conseguito il diploma liceale, si è trasferita a Parma per frequentare l’università e, dopo la laurea in Infermieristica e anni di volontariato nel 118, lavora attualmente negli istituti penitenziari della sua zona. La portinaia del 17 è il suo primo romanzo.

THRILLER LIFE: È stato difficile, essendo tu così giovane, immedesimarsi in due protagonisti anziani, con i loro acciacchi fisici e le loro profonde riflessioni sul senso della vita? Come ci sei riuscita?

ELENA CORTESI: Sicuramente il mio lavoro ha aiutato tantissimo. Più che il mio lavoro, forse, gli anni di volontariato in 118 che mi hanno aiutata a scoprire tutta quella parte di popolazione italiana over sessanta. Ciò mi ha permesso di caratterizzare dei personaggi che avessero quell’età rispetto alla mia. Entrare a contatto con pazienti di una certa età mi ha aiutata moltissimo.

TL: Dal tuo romanzo si percepisce un fortissimo amore per il quartiere di Montmartre – in cui la storia si svolge – e più in generale per Parigi, che è descritta con grande trasporto. Da dove nasce questo amore?

ELENA CORTESI: Parigi è stata scelta come ambientazione perché è una città che ho visitato molte volte e mi è rimasta nel cuore. Quando è arrivato il momento di scegliere l’ambientazione mi sono subito resa conto di quanto si prestasse bene alla storia che volevo raccontare. Inoltre, per me Maigret è un mostro sacro dell’indagine, così mi sono ispirata a lui e ho cercato di trasportare la mia idea all’interno di una Parigi un po’ nostalgica, romantica e viva. Durante ogni mio viaggio a Parigi ho fatto tappa fissa al quartiere di Montmartre perché lì si respira un’aria diversa rispetto alla «Parigi turistica».

TL: Il libro ruota intorno ad un’annosa domanda: conosciamo davvero chi ci vive accanto? In questo, il tuo romanzo si affianca ad altri libri, film o serie tv simili che raccontano la realtà del vicinato. Ce n’è qualcuno in particolare che ti ha ispirato?

ELENA CORTESI: I miei gusti sono decisamente classici. L’ispirazione più grande mi è stata data dal Commissario Montalbano, dalla realtà di paese in cui si ambientano le storie scritte da Camilleri. È stato difficile trasportare questa realtà all’interno di un solo condominio, ma il paesino in cui si svolgono le vicende di Montalbano mi ha aiutata a costruire le dinamiche di personaggi che si conoscevano tra loro.

TL: La storia dell’indagine sulla morte di Gorin si intreccia con i ricordi del mondo del teatro. Da dove deriva questa scelta?

ELENA CORTESI: Il teatro mi sembrava molto in linea sia con lo spirito del personaggio di La Roche sia con quello dello stesso Gorin. La caratterizzazione del teatro aiuta ad immergersi nei cinque sensi: rispetto alla dimensione cinematografica che può essere uno schermo, più distante, il teatro aiuta il lettore aiuta ad immergersi nella storia e ad avvicinarsi ai personaggi.

TL: La scelta del titolo, La portinaia del 17, esclude il personaggio di Lefevre che è invece parte integrante dell’indagine. Come mai questa scelta?

ELENA CORTESI: Penso che il personaggio di Berthe abbia un ruolo leggermente più centrale nell’indagine dal momento in cui Antoine ha già vissuto la propria esperienza in polizia, ha già avuto le sue esperienze d’indagine e ha già avuto misteri da risolvere. Per Berthe, invece, questa è la prima esperienza alla scoperta di qualcosa che è molto più grande di lei. Con questo titolo speravo di darle un accento in più che permettesse al lettore di concentrarsi su di lei.

La redazione di Thriller Life ringrazia Elena Cortesi per la disponibilità.

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