Laguna Limes

Laguna Limes
Venezia ha la forma di un pesce e che le linee di navigazione l’avvolgono all’esterno come in una rete.

Laguna Limes

RECENSIONE DI: Luca Ronzoni

TRAMA:

Al mattino, dalla terrazza del garage comunale di piazzale Roma, Venezia si apre come un sipario: la laguna brilla e, all’orizzonte, l’intero arco alpino sembra a portata di mano. È da questo luogo sospeso tra acqua e cielo che prende avvio un intrigo in cui il Nordest mostra il suo doppio volto: operoso e feroce, luminoso in superficie e torbido nel profondo. Due enigmatici omicidi e un suicidio che puzza di messinscena scuotono la quiete apparente della città.

Gli indizi si rincorrono tra le valli e la sconfinata campagna polesana, rispettabili studi professionali e bar equivoci, antiche miniere d’argento e impenetrabili boschi che rimandano alla remota identità cimbra, l’anima nascosta dell’Altovicentino, l’eredità germanica che incarna il Nordest più autentico e misterioso. Il maresciallo Piconese e il commissario Bonturi, due investigatori lontani per origine ma accomunati dalla stessa testardaggine e dal medesimo istinto, inseguono una verità che scivola tra le calli e i campielli della Serenissima. “Laguna Limes” è il mega-appalto che può ridisegnare il profilo di un pezzo di territorio. Ed è anche la chiave di volta di un sistema di favori, tradimenti, ricatti e avidità senza freni.

Il confine tra politica, impresa e affarismo si assottiglia fino a sparire e il benessere si confonde con la brama compulsiva dei schei: i soldi, sovrani occulti di ogni scelta. E mentre le acque si intorbidiscono, anche i morti tornano a reclamare verità e giustizia. Umberto Matino è uno dei più originali interpreti della crime fiction italiana. Nei suoi libri, il passato e il presente si rispecchiano, rivelando inattese continuità.

Laguna Limes è il j’accuse implacabile dell’anima nera di una regione, e una controstoria perturbante capace di demolire le retoriche ingannevoli che ammantano il mito del suo buongoverno. I nuovi padroni scrivono il futuro della laguna col cemento. Un’indagine nel cuore del Nordest, dov’è custodita la memoria dei Cimbri, il popolo dei boschi, delle miniere e del ferro.

RECENSIONE:

Venezia, la sua laguna, l’entroterra operoso; questo è il palcoscenico su cui si muovono i protagonisti dell’ultimo lavoro di Umberto Matino: Laguna Limes. Un thriller moderno e carico di tensione che affonda le sue radici in un passato remoto abitato da popolazioni ormai estinte e caratterizzato da ricchezze misteriosamente scomparse. Nel libro avidità, intrighi ed azioni criminali cambiano e si trasformano con il passare dei secoli, adeguandosi alla realtà del tempo.

Laguna Limes di Umberto Martino è un romanzo che costruisce con efficacia la propria tensione narrativa, intrecciando il mistero del presente con una storia che affonda le sue radici in un passato lontano. L’aspetto più riuscito del libro è proprio l’espediente narrativo attraverso cui le ragioni del delitto vengono progressivamente ricondotte a vicende di un passato, ormai, remoto.

La scelta permette all’autore di allargare gradualmente l’orizzonte della vicenda: ciò che inizialmente appare come un fatto circoscritto acquista così una profondità inattesa, mentre il passato diventa una chiave indispensabile per comprendere il presente. Il lettore viene accompagnato alla scoperta dei legami tra eventi apparentemente lontani, in un crescendo che contribuisce a mantenere alte curiosità e suspense. Umberto Matino riesce a gestire questo intreccio con una scrittura scorrevole ed una buona capacità di alimentare il senso del mistero, alternando la dimensione investigativa a quella più legata al passato e alla storia dei personaggi.

Ne risulta una trama che, pur muovendosi all’interno dei meccanismi del giallo, cerca anche di dare al delitto una motivazione più profonda. Laguna Limes è una lettura avvincente e ben costruita, capace di valorizzare il delicato rapporto tra passato e presente. Un romanzo in cui il mistero non si esaurisce nella ricerca del colpevole, ma trova la propria spiegazione in una storia che affonda le proprie radici molto tempo prima. Un bel poliziesco; godibile e ben scritto, ricco di personaggi credibili che colpiscono il lettore per furbizia e cattiveria. Ambizione, denaro, sete di potere e protagonisti senza scrupoli; un ottimo mix arricchito dalla descrizione di una Venezia lontana dagli stereotipi cui siamo abituati, ma, nel contempo viva e pulsante.

TRADUZIONE: N/A

TITOLO ORIGINALE: Laguna Limes

EDITORE: Feltrinelli

PAGINE: 288

ANNO DI PUBLICAZIONE: 2026

AUTORE:

Umberto Matino è nato a Schio nel 1950, ultimo di sei fratelli. Ha frequentato il liceo classico e ha studiato poi a Venezia e a Milano dove si è laureato in Architettura presso il Politecnico. Come libero professionista si è interessato a lungo di edilizia popolare, di infrastrutture stradali e di Valutazione di Impatto Ambientale di strade, impianti eolici e fotovoltaici, di centrali a biomasse.

È stato direttore tecnico di una grande società di engineering. Da molti anni risiede a Padova. I suoi romanzi raccontano nella forma letteraria del giallo e del noir la storia del Veneto, e per certi versi dell’Italia intera, osservata da un punto di vista inconsueto e suggestivo, ponendo cioè al centro della narrazione il territorio dell’Altovicentino e la sua popolazione di antica origine alemanna, i cosiddetti Cimbri.).

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