Un grammo di rabbia

Un grammo di rabbia

Un grammo di rabbia

RECENSIONE DI: Barbara Casavecchia

A CURA DI: Federica Salzano

TRAMA:

Un thriller con una protagonista eccezionale, che rappresenta tutte le donne ferite e colpite, disposte a rialzarsi e a sacrificarsi di nuovo, e di nuovo ancora, per la propria comunità o, meglio, per la propria famiglia.

Daunis Fontaine non si è mai sentita davvero a suo agio nella cittadina al confine con il Canada dove vive, e neppure nella vicina riserva indiana Ojibwe, dove affondano metà delle sue radici. L’inizio dell’università sembra l’occasione per trovare finalmente il suo posto nel mondo, ma la vita si mette in mezzo e Daunis decide di rimandare il momento in cui spiccherà il volo, complice l’arrivo in città di Jamie, un affascinante giocatore di hockey.

Ma che misteri si nascondono dietro la cicatrice che segna il suo bel volto? Ben presto, tutto precipita quando Daunis viene coinvolta in un’indagine dell’FBI su una nuova droga letale che si sta diffondendo tra i giovani. Suo malgrado, la ragazza accetta di collaborare sotto copertura, ma la ricerca della verità è più complicata di quanto immaginasse e la costringe a fronteggiare devastanti segreti e vecchi dolori.

Sotterfugi e morti sembrano susseguirsi inarrestabili e, per restare salda, Daunis dovrà comprendere a quanto è disposta a rinunciare per quello in cui crede, anche a costo di mandare in frantumi il mondo che conosce e che ama. Età di lettura: da 12 anni.

RECENSIONE: 

Uscito negli Stati Uniti nel 2021 e pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2024, Un grammo di rabbia è il romanzo d’esordio di Angeline Boulley. In poche settimane è arrivato al primo posto della classifica del New York Times e ha vinto numerosi premi, tra cui il Michael L. Printz Award per l’eccellenza letteraria nella narrativa per ragazzi, l’Edgar Allan Poe Award come miglior romanzo young adult e il Walter Award, che premia le opere che affrontano la diversità in modo significativo. 

La credibilità del romanzo nasce anche dalla biografia dell’autrice, che essendo lei stessa membro della Sault Ste. Marie Tribe of Chippewa Indians, la comunità Ojibwe della protagonista, racconta con naturalezza la cultura nativa.

Il successo del libro ha attirato l’attenzione di Netflix, che ha annunciato un adattamento televisivo prodotto da Higher Ground, la casa di produzione di Michelle e Barack Obama. La scelta di Higher Ground non è casuale, perché la società si distingue per la produzione di contenuti di forte impatto sociale e culturale, che danno spazio a voci minoritarie e a racconti che nei circuiti mainstream arrivano di rado.

Per evitare stereotipi, il progetto è stato affidato a Mickey Fisher come showrunner e a Wenonah Wilms, anche lei Ojibwe, come co-sceneggiatrice. La sua presenza dovrebbe garantire che la vita nella riserva, le tradizioni e la lingua siano rappresentate con rispetto e fedeltà. Trattandosi di una produzione complessa che richiede un’attenta fase di scrittura, casting mirato con attori nativi e riprese rispettose dei territori originali, al momento il progetto è in fase di sviluppo e Netflix non ha ancora comunicato né una data di uscita ufficiale né un trailer definitivo. 

Un grammo di rabbia è un romanzo appassionante e intenso, che riesce a fondere thriller, romanzo di formazione e racconto identitario. La protagonista, Daunis Fontaine ha diciotto anni e si trova da sempre sospesa tra due mondi: quello della famiglia materna bianca e benestante e quello della comunità Ojibwe a cui la legano le sue radici paterne. Non si sente mai del tutto integrata né nella cittadina di confine in cui vive né nella riserva della Tribù degli indiani Chippewa. Dopo aver assistito involontariamente a un omicidio, viene coinvolta in un’indagine dell’FBI legata alla diffusione di una nuova droga sintetica e accetta con riluttanza di collaborare come informatrice sotto copertura. 

Da qui la storia procede lungo due binari. Il primo è l’indagine, che diventa via via più pericolosa, il secondo è il percorso interiore di Daunis, che per scoprire la verità deve capire quanto è disposta a rischiare per le persone e per la comunità che ama e fino a che punto è pronta ad accettare una verità scomoda.

Il merito principale del libro è il modo in cui i temi si intrecciano senza mai appesantire la storia. Il romanzo affronta questioni sociali di grande attualità. La dipendenza da sostanze stupefacenti e le conseguenze devastanti che essa produce sui giovani rappresentano il motore dell’intreccio. Parallelamente emerge il tema della violenza sulle donne, affrontato con sensibilità, ma senza attenuarne la durezza. Angeline Boulley offre inoltre una riflessione molto lucida sul razzismo contemporaneo e sui comportamenti apparentemente inclusivi che spesso nascondono pregiudizi profondamente radicati. Attraverso lo sguardo di Daunis vengono smascherati quei bias che, pur mostrandosi come apertura e accettazione, finiscono per ridurre la cultura indigena a folkloristico o esotismo, negandole una reale dignità e complessità.

Nonostante la presenza di tematiche molto impegnative, Un grammo di rabbia mantiene tutte le caratteristiche che rendono coinvolgente un buon young adult: la scuola, l’amicizia, l’attrazione per un ragazzo arrivato da poco in città, il mondo dell’hockey. 

I personaggi sono ben costruiti. Daunis è intelligente e determinata, e la sua competenza in botanica e nella medicina tradizionale rende credibile il suo ruolo nell’indagine. La sua condizione di ragazza “a metà” tra due mondi la rende particolarmente interessante perché la sua ricerca di appartenenza non si limita all’età adolescenziale, ma assume una dimensione culturale e collettiva.  Intorno a lei ruotano la migliore amica, il fratello Levi, la famiglia allargata e Jamie, giovane giocatore di hockey avvolto da un alone di mistero.  Ognuno ha il suo spessore e tutti contribuiscono a costruire quel forte legame di comunità che è il cuore del romanzo.

Un elemento che rende interessante l’esperienza di lettura è la presenza di numerosi termini in lingua Ojibwa. Nelle prime pagine questa scelta può rallentare la lettura e generare qualche difficoltà, ma col passare dei capitoli si rivela uno degli aspetti più riusciti del libro. Il lettore impara gradualmente significati, usanze e riferimenti culturali, finendo per sentirsi parte integrante della comunità raccontata. Funziona in questa direzione anche la struttura in quattro parti, che segue i punti cardinali a partire da est e richiama la simbologia del mondo nativo. Anche la copertina, come dichiara la stessa Angeline Boulley nei ringraziamenti, “trasmette il vero spirito nish“.

Un’altra qualità notevole è il ritmo. La prima parte si prende il tempo necessario per costruire l’atmosfera e sviluppare i legami tra i personaggi, mentre le ultime cento pagine sono un susseguirsi ininterrotto di rivelazioni, colpi di scena ed eventi che aumentano costantemente la tensione. 

La conclusione, essendo in fondo un romanzo di formazione, la conclusione lascia più spazio alla speranza e permette di ricomporre il quadro generale, chiudendo il cerchio delle tematiche affrontate. 

Un grammo di rabbia è molto più di un thriller young adult. È una storia di crescita e di appartenenza, un’indagine avvincente, una riflessione sull’identità culturale e sul significato di comunità. Angeline Boulley riesce nell’impresa non semplice di affrontare temi complessi senza rinunciare alla tensione narrativa e al coinvolgimento emotivo.

Il risultato è un romanzo intenso e, soprattutto, una lettura che lascia la consapevolezza di quanto sia importante custodire le proprie radici. Lo consigliamo non solo agli amanti del genere young adult, ma a chiunque cerchi una storia potente che offra qualcosa di più di una bella trama.

TRADUZIONE: Cristina Proto

TITOLO ORIGINALE: Firekeeper’s Daughter

EDITORE: Rizzoli – Collana BUR Argentovivo

PAGINE: 512

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2024

AUTORE:

Angeline Boulley membro della Tribù degli indiani Chippewa di Sault Ste. Marie, scrive storie sulla sua comunità Ojibwe, nel Michigan superiore. È stata direttrice dell’ufficio di Indian Education all’interno del dipartimento dell’istruzione del governo degli Stati Uniti ed è tuttora impegnata nel miglioramento dell’istruzione degli studenti nativi americani a tutti i livelli: tribale, statale, regionale e nazionale.

Vive nel Michigan ma la sua casa, dice, sarà sempre Sugar Island. Seguila su Twitter @FineAngelineUn grammo di rabbia è il suo romanzo d’esordio, e presto diventerà una serie Netflix prodotta dalla Higher Ground, la casa di produzione di Michelle e Barack Obama.

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