Intervista a Francesca Sorrentino: alla scoperta dell’animo umano, fragile come il vetro.

Francesca Sorrentino

Intervista a Francesca Sorrentino

DOMANDE DI: Alessandra Colombo

SPAZIO CURATO DA: Ilaria Ambrosi

La saggezza del vetro

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Francesca Sorrentino con il suo nuovo libro La Saggezza del Vetro (Il Filo di Arianna, 2025) letto e recensito dalla nostra Alessandra Trovate la sua recensione completa QUI).

Francesca Sorrentino lavora da oltre vent’anni nel Marketing e nella Comunicazione, dopo una formazione classica e una laurea in Lettere e Filosofia. Ha vissuto e lavorato diversi anni all’estero, arricchendo successivamente il suo percorso con studi di Counseling e corsi di Psicologia della Comunicazione. Autrice del blog e del podcast “Comunicazione Dinamica”, nel suo romanzo d’esordio intreccia mistero e introspezione psicologica, dando vita a personaggi indimenticabili. Scrivere, per lei, è il modo più autentico e intenso per esprimersi e dare forma alle sue emozioni.

Abbiamo incontrato l’autrice de La Saggezza del Vetro per approfondire insieme gli aspetti emotivi e introspettivi della sua storia, i legami tra protagonisti così diversi tra loro e i temi attuali  che emergono tra le righe. Ecco cosa ci ha raccontato…

THRILLER LIFE: L’ambientazione del romanzo è molto ampia e attraversa tre luoghi ben definiti: Italia, Costa Azzurra e California. Come mai hai scelto di spaziare così tanto geograficamente?

FRANCESCA SORRENTINO: Ho scelto un’ambientazione così vasta perché volevo raccontare una storia corale e internazionale, mostrando come la stessa realtà e gli stessi eventi possano cambiare completamente a seconda di chi li vive. Non c’è mai un’unica verità e la letteratura ci permette di esplorare le sfumature da ogni punto di vista. Allo stesso tempo, volevo mettere in luce come, pur cambiando luogo e cultura, alcune dinamiche umane restino profondamente universali. I protagonisti sono frammenti di un mosaico più ampio e complesso e sono “sparsi per il mondo” in attesa di ricomporsi in un disegno invisibile che prende forma gradualmente.

TL: Il riferimento al vetro come elemento cardine della storia è molto particolare. C’è qualche episodio della tua vita che ti ha spinta a utilizzare il vetro nel titolo del tuo libro, attribuendogli addirittura “saggezza”?

FRANCESCA SORRENTINO: Sì, c’è stata. Alcuni anni fa mi sono trovata in una situazione emotivamente molto pesante. Per farmi coraggio, in quei momenti mi ripetevo spesso “Mi piego, ma non mi spezzo”. In realtà, al di là di quello che raccontavo a me stessa, mi sentivo davvero “spezzata” e sopraffatta. Poi ho accettato la realtà e le emozioni opprimenti che provavo, pensando che quella situazione dovesse avere un senso e uno scopo, anche se non riuscivo a comprenderlo. Mi sono quindi chiesta come potevo affrontarla al meglio per trasformarla in qualcosa di buono e “nuovo”.

Con questo romanzo, ho voluto mettere in discussione l’espressione comune “Mi piego, ma non mi spezzo” per sostituirla con: “A volte mi spezzo e mi trasformo… in qualcosa di più autentico e consapevole”. Sebbene le esperienze dei protagonisti siano più forti e drammatiche di quelle di molti di noi, il concetto è lo stesso. Proprio in quel periodo, ho scoperto la storia di Glass Beach, una spiaggia californiana nata da una vecchia discarica completamente ricoperta di ciottoli di vetro.

Era il simbolo perfetto di come la natura e il tempo possano trasformare un luogo degradato dall’azione umana in uno scenario di bellezza inaspettata. In quel momento si è creato il “gancio” mentale ed emotivo. Il vetro è un materiale delicato e trasparente che può rompersi facilmente, eppure è in grado di adattarsi e trasmutarsi in forme sempre nuove, sopravvivendo in eterno. Per questo è un materiale “saggio”.

Questa dualità lo rende un simbolo potente e suggestivo che dà spessore e complessità ai protagonisti del romanzo. La sua “Saggezza” aggiunge un elemento di introspezione, introducendo l’esplorazione di temi profondi legati alla condizione umana, al valore delle connessioni autentiche e al superamento delle proprie paure più profonde.

TL: I protagonisti sono fragili ma coraggiosi. Come hai costruito queste figure e il fragile filo che li lega?

FRANCESCA SORRENTINO: Volevo esplorare situazioni ed emozioni estreme per mostrare come persone molto diverse tra loro potessero viverle e interpretarle, senza dare alcun giudizio e lasciando il lettore libero di trarre le sue conclusioni.

I protagonisti de La Saggezza del Vetro partono da esperienze e prospettive molto distanti, che convergono in un momento di “fragilità esplosiva”. Il punto di rottura inaspettato, in cui le loro certezze e perfino l’idea che hanno di sé stessi va in frantumi è il filo che li lega e l’innesco da cui parte la storia. Il loro coraggio risiede nella decisione consapevole di mettersi in discussione e darsi una nuova forma, facendosi plasmare dal dolore come vetro incandescente nelle mani di un abile artigiano, nonostante i rischi e la sofferenza che questo comporta.

Il tema della fragilità è ricorrente nel romanzo. Ancora oggi, in molti contesti, la fragilità non è vista come qualcosa da proteggere e valorizzare. Nella migliore delle ipotesi è percepita come “debolezza” da tollerare, nella peggiore come qualcosa da “depredare” e violare alla prima occasione utile. È una storia vecchia come il mondo e nonostante leggi e campagne di sensibilizzazione a vari livelli, un vero cambiamento di mentalità sembra ancora lontano. Gli episodi di cronaca quotidiani, così come molteplici dinamiche a livello internazionale, sono sotto gli occhi di tutti. La cultura del “più forte” e il desiderio di piegare l’ambiente alle nostre esigenze sembra andare ancora molto di moda, purtroppo.

TL: La tua esperienza lavorativa nell’ambito della comunicazione è stata una spinta e una forte motivazione per decidere di scrivere questo libro e cercare quindi di “comunicare” qualcosa di importante ai lettori? Quale messaggio deve rimanere nel cuore di chi legge?

FRANCESCA SORRENTINO: Sono da sempre affascinata dal mondo della comunicazione, in cui lavoro da oltre 20 anni con una specializzazione nel digital marketing e nella comunicazione online. Il modo in cui comunichiamo con gli altri, ma soprattutto con noi stessi, ha un impatto decisivo sulla nostra comprensione della realtà e sulla nostra capacità di trasformarla. Per questo negli anni mi sono appassionata anche al Counseling e alla Psicologia della Comunicazione: ho frequentato diversi corsi su questi argomenti e sono autrice del blog e del podcast “Comunicazione Dinamica”, in cui esploro le dinamiche che influenzano il nostro modo di comunicare, condividendo riflessioni e approfondimenti.

Le esperienze vissute dai protagonisti de La Saggezza del Vetro sono estreme e drammatiche, ma anche la vita di ognuno di noi è costellata di tensioni e conflitti più o meno intensi che dobbiamo decidere come affrontare. A volte ne siamo spaventati e cerchiamo di evitarli con espedienti o scorciatoie che invece di aiutarci ci allontanano da noi stessi e dalla possibilità di crescere. Altre volte ne siamo  travolti e cerchiamo semplicemente di restare a galla.

Il messaggio che vorrei rimanesse nel cuore del lettore è che anche le tensioni e i conflitti più laceranti possono essere trasformati e convertiti in energia vitale per fare cose che ci avvicinano alla nostra parte più autentica, aprendo strade di cui non immaginavamo nemmeno l’esistenza: ogni istante racchiude infiniti mondi possibili.

Le riflessioni che vorrei lasciare al lettore sono legate a questa ambivalenza: “Qual è il vostro punto di rottura? Quali eventi inattesi vi hanno resi fragili ma anche inaspettatamente forti, aprendo nuove prospettive?”. Sebbene non creda che il dolore sia sempre indispensabile per la nostra crescita personale, sono convinta che in alcuni momenti particolari possa agire da catalizzatore e “acceleratore di cambiamento”. Ma solo se sappiamo come direzionarlo e trasformarlo in modo creativo. Tuttavia, il vero cambiamento, quello che ci fa fare il “salto” verso qualcosa di nuovo e più autentico, per me nasce sempre dalla consapevolezza e da quello che decidiamo di fare con ciò che ci accade.

TL: È stato semplice scrivere una storia corale con più protagonisti interconnessi tra loro? Pensi di utilizzare ancora questo tipo di struttura narrativa?

FRANCESCA SORRENTINO: La scelta di scrivere una storia corale è stata piuttosto naturale. Sono partita dall’idea di “mostrare”, più che raccontare, come gli stessi eventi possano cambiare radicalmente a seconda di chi li vive, esplorando le specificità di ogni punto di vista senza giudicare. La focalizzazione interna multipla, ovvero l’alternanza dei punti di vista dei protagonisti, nasce dal desiderio di offrire al lettore la possibilità di ascoltare e provare i loro pensieri e le loro emozioni “in tempo reale”. Insieme alla narrazione corale, mi è servita per “farmi da parte” e consentire al lettore di farsi un’idea propria.

L’alternanza costante dei punti di vista mi ha inoltre permesso di calare nella stessa struttura narrativa la frammentazione delle prospettive e della realtà. Ho infine adottato un ritmo narrativo serrato, con dialoghi realistici e incisivi, per mantenere alta la tensione lungo tutto il romanzo. Con lo stesso obiettivo, ho delineato i personaggi attraverso le loro percezioni ed emozioni all’interno di singoli episodi emblematici, piuttosto che tramite lunghe descrizioni, associando a ciascun capitolo un concetto chiave che segue l’evoluzione della trama.

Questo mi ha permesso anche di allineare il più possibile il “tempo di lettura” al tempo di svolgimento dell’azione per un effetto più diretto e coinvolgente. Riguardo all’idea di usare ancora questa struttura narrativa in futuro: se dovessi scrivere un altro romanzo, credo proprio di sì. Amo le storie corali e mi sono affezionata molto ai protagonisti de La Saggezza del Vetro e sento che ognuno di loro ha ancora molto da dire…

La redazione di Thriller Life ringrazia Francesca Sorrentino per la collaborazione.

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