“Nessun giallo per Nora Sarris” – intervista a Marzia Coluccelli

Marzia Coluccelli

Intervista a Marzia Coluccelli

DOMANDE DI: Alessandra Colombo

SPAZIO CURATO DA: Beatrice Orrù

Nessun giallo per Nora Sarris

Buongiorno cari lettori, la graditissima ospite del nostro spazio interviste di oggi è Marzia Coluccelli con il suo libro “Nessun giallo per Nora Sarris” (Delos Digital, 2026) letto e recensito dalla nostra Alessandra Colombo.

Marzia Coluccelli è nata a Milano, dove vive e lavora come grafica pubblicitaria. Assidua lettrice e apassionata di cinema, è nel processo creativo della narrativa che trae il massimo appagamento. Nel 2021 ha vinto il Premio Writers Magazine Italia. Nel 2023 è stata finalista al Premio Gran Giallo di Cattolica. Nel 2025 ha ricevuo una menzione speciale al Giaveno Gialla e, nello stesso anno, si è classificata al secondo posto al Neroma Noir Festival. Con Delos Digital ha pubblicato anche il racconto Belle di notte.

THRILLER LIFE: Il titolo “nessun giallo” fa quasi presumere che il lettore non stia per leggere un romanzo con una trama d’indagine. Sembra che si voglia far credere al lettore che l’avvocato Sarris sia convinta che non ci sia nessun dubbio e, in realtà, nulla da chiarire sull’innocenza di Renato. Ne sostiene l’evidente estraneità ai fatti. Era questo il suo intento o è una percezione del lettore?

Marzia Coluccelli: Sì, è intenzionale. Un gioco, una provocazione. Richiama il genere, ma allo stesso tempo lo nega. È il caso stesso che, per come si presenta, non lascia spazio a dubbi. Al lettore è chiaro fin da subito. Poi però Nora intuisce che qualcosa non quadra, e allora tutto viene rimesso in discussione.

THRILLER LIFE: Nora è un avvocato penalista che porta sulle spalle il peso di un caso finito male. Creare un personaggio con una tale fragilità, che deve farsi carico della difesa di qualcuno potrebbe far presumere una sconfitta per l’assistito, a causa della paura di sbagliare del suo avvocato. È stata una scelta meditata per creare un arco di crescita personale di Nora ancora più credibile?

Marzia Coluccelli: Proprio così. Nora porta il peso di una grossa sconfitta lavorativa, per questo, ritrovandosi costretta a occuparsi di un caso tanto importante, non può permettersi di sbagliare ancora. Sono partita da questo suo trauma per mettere in crisi la sua credibilità e portare il lettore a chiedersi: ma ce la farà questa volta? Cerco di creare personaggi autentici. Non volevo un avvocato infallibile, volevo un soggetto più complesso che mi desse la possibilità di mostrarne anche il lato meno lodevole. L’inerzia, la codardia. Nora avrebbe fatto volentieri a meno di assumere la difesa di Renato.

THRILLER LIFE: Il romanzo mette in scena un processo che si svolge fuori dall’aula, sui giornali, in televisione, nella percezione collettiva ancora prima che in tribunale. Quanto pesa il ruolo dei media oggi, in queste vicende? La gente ha ancora la capacità di valutare con la propria mente o è più facile seguire il pensiero della massa?

Marzia Coluccelli: Questo è il tema vero di questa storia. A me stupisce la ferocia con cui ci si accanisce, anche quando non si tratta di reati violenti, e per questo meno esecrabili. In questo, il ruolo dei media è cruciale. Basta un titolo, un appellativo, appunto, come nel mio racconto, per decidere la sorte di una persona ancora prima che venga giudicata in un’aula di tribunale. Io credo che la gente abbia ancora la capacità di valutare con la propria mente, ma siamo bombardati in continuazione dalle diverse narrazioni delle vicende, e forse questo non è nemmeno un male, tuttavia c’è un surplus di informazioni, dibattiti, teorie, che ci rende tutti più confusi e manipolabili.

THRILLER LIFE: Renato è un personaggio sicuramente fragile: è stato difficile creare una figura che non fosse solo l’archetipo dello sfortunato incompreso?

Marzia Coluccelli: La sfida era proprio quella di non scivolare nello stereotipo. È stato fondamentale lavorare sulle contraddizioni: Renato è fragile, ma non è solo il povero incompreso. È coinvolto in dinamiche che non controlla del tutto, eppure compie delle scelte che restano ambigue.

THRILLER LIFE: “Nessun giallo per Nora Sarris” è un racconto breve ma completo, ben organizzato e piacevole alla lettura. Si sente pronta per un romanzo più lungo e stratificato?

Marzia Coluccelli: Ho scritto un solo romanzo lungo che sta cercando casa. Non si tratta di un giallo, ma di un thriller suspense. Amo scrivere racconti brevi, lavorare di fino, cesellare ogni frase, ma devo ammettere di essermi trovata comoda senza un limite al numero delle pagine.

THRILLER LIFE: Prima di salutarti e ringraziarti per il tempo che ci hai dedicato, c’è qualche consiglio che vorresti dare ai lettori di ThrillerLife?

Marzia Coluccelli: Più che consigli, un ringraziamento a chi condivide le proprie letture. Molti dei romanzi che leggo li scopro così: vedo una copertina postata sui social e incuriosita prendo il libro. Il passaparola resta uno dei modi più spontanei per far conoscere una storia.

La redazione di Thriller Life ringrazia Maria Coluccelli per la disponibilità.

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